Migliori film gangster che non sono il padrino o buona compagnia
La storia del cinema ha costruito, nel tempo, un vero e proprio universo di film di mafia: dal noir alle grandi epopee, fino alle storie ispirate a casi reali. A rilanciare il genere, soprattutto negli anni più recenti, sono stati anche nuovi titoli che hanno riportato l’attenzione su dinamiche criminali e mondi paralleli. La selezione che segue mette in ordine alcune delle proposte più riconoscibili e influenti, con autori di peso e trame capaci di restare impresse.
l’evoluzione dei film di mafia tra classici e nuove ondate
Il dibattito sui mob movie ruota spesso intorno a opere considerate pietre miliari, come quelle firmate da Francis Ford Coppola e Martin Scorsese. Accanto ai titoli più celebrati, emerge un dato ricorrente: anche i grandi film “moderni” nascono da suggestioni provenienti dal gangster movie dell’età d’oro hollywoodiana.
Nel percorso storico, l’ascesa del genere matura in particolare quando la criminalità organizzata di New York diventa il centro della narrazione. In questa fase, molte pellicole migliori si basano su famiglie mafiose realmente esistite e sui leader che le guidavano con decisione e violenza.
- epoca del cinema muto e gangster movie fino agli anni Trenta
- film noir tra anni Quaranta e Cinquanta
- crescita post-espansione di New York con “dons” e famiglie
donnie brasco (1997): infiltrazione, legami e caduta dall’interno
Donnie Brasco prosegue un filone vicino a Goodfellas, mostrando un uomo che entra nel sistema criminale e ne avvia il crollo dall’interno. La dinamica non è quella tipica di un affiliato che diventa informatore, ma quella di un agente dell’FBI impiegato undercover.
Nel film, Johnny Depp interpreta Donnie Brasco e Al Pacino interpreta Lefty Ruggiero, due figure collegate a persone realmente esistite legate al declino della Bonanno crime family. La pellicola, costruita a partire dal libro di Joe Pistone (l’agente che usò l’alias), evidenzia il peso emotivo dell’infiltrazione e le difficoltà che emergono quando, nel corso dell’operazione, si forma anche una relazione di amicizia con uno dei bersagli.
- Johnny Depp (Donnie Brasco)
- Al Pacino (Lefty Ruggiero)
Il film viene indicato come un’opera influente anche per The Sopranos, pur restando più orientato sul piano emotivo rispetto a un respiro “operistico” paragonabile a Goodfellas.
once upon a time in america (1984): tragedia di lungo corso tra mafia e tempo
Once Upon a Time in America è presentato come un’epopea di Sergio Leone che attraversa oltre cinque decenni di vita mafiosa italo-ebraica a New York. Robert De Niro interpreta David “Noodles” Aaronson mentre James Woods interpreta Max. La versione in questione risulta particolarmente estesa, superando le quattro ore con il cut restaurato.
Il film tratta la vita criminale come una grande tragedia, richiamando l’approccio associato alla saga del Godfather. Allo stesso tempo, viene sottolineata la presenza di una dimensione “ipnotica”: gli uomini coinvolti percepiscono il tempo che scorre mentre le scelte criminali continuano a consumarsi.
Rispetto alla scelta registica, viene evidenziato un punto specifico: la versione estesa viene considerata preferibile, poiché la versione distribuita in sala avrebbe perso parte della sua grandiosità.
- Robert De Niro (David “Noodles” Aaronson)
- James Woods (Max)
mean streets (1973): punto di partenza per il crime drama scorsesiano
Mean Streets viene collegato all’avvio della stagione dei crime drama e dei mob movie negli anni Settanta. L’opera è indicata come un film più “piccolo” rispetto a Goodfellas, ma con un forte debito verso influenze del passato, come Scarface e The Public Enemy.
La regia è descritta come un lavoro in cui la macchina da presa osserva spesso dalla prospettiva della strada e integra momenti musicali efficaci. Inoltre, viene segnalato che il film dà inizio a un rapporto di lavoro importante tra Scorsese e Robert De Niro, oltre a segnare l’ingresso di De Niro nel cinema criminale.
- Robert De Niro
- Martin Scorsese
miller’s crossing (1990): serietà, intrecci criminali e radici nella narrativa
Miller’s Crossing rappresenta un passaggio in cui i Coen Brothers passano da un’inclinazione per il crime visto anche in chiave dark-comedy a una direzione più implacabile e “seria”. La storia mette al centro Tom Reagan (Gabriel Byrne), uomo di fiducia di un boss chiamato Leo (Albert Finney). La trama segue due fazioni in conflitto.
Il film viene collegato direttamente a romanzi di criminalità, in particolare a Dashiell Hammett con The Glass Key e Red Harvest. L’intreccio complesso, il dialogo ambientato nel periodo e la fotografia di Barry Sonnenfeld vengono citati come elementi che confermano la capacità del duo di gestire anche il crime drama.
- Gabriel Byrne (Tom Reagan)
- Albert Finney (Leo)
- John Turturro
road to perdition (2002): vendetta in stile tragedia greca
Road to Perdition nasce dalla regia di Sam Mendes, dopo il successo legato a American Beauty. La pellicola, basata sul fumetto di Max Allan Collins, vede Tom Hanks nel ruolo di Michael Sullivan. Sullivan è un sicario al servizio di John Rooney interpretato da Paul Newman; la svolta arriva quando la mafia colpisce la famiglia di Michael.
La struttura narrativa viene descritta come affiancata alla tragedia greca: Rooney agisce da figura paterna, ma Michael è costretto a colpire la persona che gli ha dato protezione per difendere suo figlio. Jude Law interpreta il cacciatore, con un ruolo da killer che dà la caccia a Michael. Sono citati anche Daniel Craig e Stanley Tucci.
- Tom Hanks (Michael Sullivan)
- Paul Newman (John Rooney)
- Jude Law
- Daniel Craig
- Stanley Tucci
eastern promises (2007): mafia russa e legami con il traffico di persone
Eastern Promises ribalta il modello dei mob movie con un impianto in cui la criminalità diventa la cornice per un’indagine più ampia. Il protagonista è Nikolai Luzhin, interpretato da Viggo Mortensen, un uomo che risale i livelli di un’organizzazione criminale. L’incontro con una levatrice (interpretata da Naomi Watts) porta alla scoperta di un diario che collega la mafia al traffico di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale.
Il film viene ricordato anche per alcune sequenze particolarmente memorabili, come quella in una bathhouse, dove Mortensen affronta due assassini cecheni senza armi. L’osservazione principale è che l’opera sposta il baricentro dal contesto italiano verso la mafia russa, con un proprio linguaggio filmico.
- Viggo Mortensen (Nikolai Luzhin)
- Naomi Watts
american gangster (2007): un boss di Harlem tra potere e responsabilità
American Gangster mette al centro Frank Lucas, figura reale di Harlem descritta come un signore della droga che riesce a mantenere il controllo delle strade. La performance di Denzel Washington viene evidenziata come uno degli elementi chiave: viene presentata come una rappresentazione in cui il boss criminale appare determinato e, al tempo stesso, attento alle persone del quartiere.
La pellicola propone un’immagine del capo mafia diversa da molte altre: Lucas indossa spesso il giusto abbigliamento formale, frequenta la domenica la chiesa e si occupa di chi ha bisogno. La storia viene trattata come una costruzione in stile vero racconto, combinando l’ampiezza epica associata a The Godfather con un impianto legato alla struttura della vicenda reale.
- Denzel Washington (Frank Lucas)
casino (1995): infiltrazione del crimine e ambizione nel mondo dei casinò
Casino è indicato come un successo meno discusso rispetto a Mean Streets e Goodfellas per Martin Scorsese, ma con una forte impronta di genere. Nel film, Robert De Niro interpreta il boss del casinò Sam “Ace” Rothstein e Joe Pesci veste i panni dell’esattore Nicky Santoro.
La narrazione allarga il campo: Sharon Stone viene descritta come la figura che “ruba la scena” nel ruolo di Ginger McKenna, con una nomination agli Oscar per la sua interpretazione. Il film si basa su un libro di non-fiction di Nicholas Pileggi e viene percepito come un’analogia a Goodfellas, ma ambientata a Las Vegas.
La differenza principale risiede nell’ampiezza: viene sottolineato che l’opera è più lunga, più ambiziosa e più interessante nel mostrare come il crimine organizzato entri in altre industrie, in questo caso quella dei casinò.
- Robert De Niro (Sam “Ace” Rothstein)
- Joe Pesci (Nicky Santoro)
- Sharon Stone (Ginger McKenna)
scarface (1983): remake in grande stile e ascesa verso il dominio criminale
Scarface del 1983 è descritto come il remake della pellicola gangster del 1932 di Howard Hawks, rielaborato da Brian De Palma in chiave ancora più ambiziosa. Il film vede Al Pacino nei panni di Tony Montana, un rifugiato cubano che arriva negli Stati Uniti alla ricerca del “sogno americano”. La storia segue la trasformazione: da semplice lavoratore a uno dei più temuti drug kingpins di Miami.
Tra i tratti più riconoscibili, vengono citate le frasi attribuite al personaggio, con “Say hello to my little friend” come una delle più ripetute nella memoria popolare. Il contesto di eccesso di Miami, le dimore enormi e l’enorme quantità di cocaina rafforzano una percezione di pericolo ancora più marcata rispetto ai modelli più legati a The Godfather e Goodfellas. L’azione rumorosa e la violenza, inoltre, spingono l’opera verso un’impronta più teatrale.
- Al Pacino (Tony Montana)
- Brian De Palma
the departed (2006): undercover reciproco e crime story in chiave americana
The Departed è indicato come la pellicola per cui Martin Scorsese ha ottenuto l’Oscar, pur essendo Goodfellas considerato il suo lavoro più celebre. La differenza centrale: Goodfellas nasce da fatti reali e dal libro Wiseguy di Nicholas Pileggi, mentre The Departed è un remake di un crime drama di Hong Kong in cui un poliziotto entra nel crimine e un criminale entra nella polizia diventando un “dirty cop”.
Il film viene definito sia un rifacimento fedele nella struttura, sia una versione che aggiunge elementi nuovi legati a Boston e alle dinamiche del boss che si vuole abbattere. In questa storia, Jack Nicholson interpreta Frank Costello, basato su un boss reale, Whitey Bulger, mentre Matt Damon e Leonardo DiCaprio sono i due infiltrati con compiti opposti: uno entra nel sistema criminale dall’interno della legge e l’altro segue la rotta inversa.
- Jack Nicholson (Frank Costello)
- Matt Damon
- Leonardo DiCaprio
persone, ruoli e volti chiave nei film di mafia citati
Le pellicole elencate fanno emergere cast e personaggi centrali, spesso collegati a figure reali o costruiti su ispirazioni tratte da racconti e libri. Di seguito i nominativi presenti nel testo, così da mantenere chiaro chi interpreta i ruoli principali.
- Francis Ford Coppola
- Martin Scorsese
- Sergio Leone
- Sam Mendes
- Brian De Palma
- David Cronenberg
- i fratelli coen
- Gabriel Byrne (Tom Reagan)
- Albert Finney (Leo)
- Johnny Depp (Donnie Brasco)
- Al Pacino (Lefty Ruggiero / Tony Montana)
- Robert De Niro (David “Noodles” Aaronson / Sam “Ace” Rothstein)
- James Woods (Max)
- Viggo Mortensen (Nikolai Luzhin)
- Naomi Watts
- Denzel Washington (Frank Lucas)
- Joe Pesci (Nicky Santoro)
- Sharon Stone (Ginger McKenna)
- Tom Hanks (Michael Sullivan)
- Paul Newman (John Rooney)
- Jude Law
- Daniel Craig
- Stanley Tucci
- Jack Nicholson (Frank Costello)
- Matt Damon
- Leonardo DiCaprio