The only lord of the rings villain che muore davvero: chi è e cosa succede

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La trilogia il signore degli anelli concentra molte battaglie contro i grandi antagonisti di mordor, ma la conclusione non chiude ogni minaccia. Il quadro narrativo mostra come alcuni nemici vengano neutralizzati in modo definitivo, mentre altri finiscono in forme diverse: spiriti senza corpo, forze ridotte o presenze destinate a tornare. Il risultato è una lettura coerente della saga, in cui il concetto di “morte” non riguarda tutti allo stesso modo.

perché solo alcuni villain del signore degli anelli spariscono davvero

Nel mondo di J.R.R. Tolkien, la galleria di antagonisti è ampia: da entità quasi naturali come Shelob e il Balrog, fino a figure mandate da potenze superiori come Gothmog, Grima Wormtongue e le legioni di orchi impegnate per mordor. Molti nemici legati a quel fronte vengono eliminati durante la realizzazione cinematografica.
Nel cuore della trama, però, emerge una particolarità: tra i grandi antagonisti che guidano la storia, la sensazione di una vittoria totale può portare a credere che tutti gli avversari di rilievo siano stati cancellati. In realtà, secondo le dinamiche della saga, non è così.

il witch-king di angmar e la morte “definitiva” nel ritorno del re

Tra i principali nemici, quello che effettivamente muore è il Re stregone di Angmar. È un alleato e al tempo stesso un emissario legato a Sauron, ma assume un ruolo centrale e operativo: nel corso di La compagnia dell’anello guida le forze dell’oscurità e possiede un prestigio superiore a quello di un semplice subordinato.
Il Re stregone è connesso a uno dei nove anelli concessi agli uomini mortali. La sua componente magica viene spezzata da un colpo del baladro di Merry durante la battaglia dei campi del pelennor. Da quel momento, Éowyn riesce a colpire il capo dei Nazgûl fino a neutralizzarlo in modo permanente.
La caduta non presenta ambiguità: essendo una presenza sostenuta da magia, dopo l’attacco combinato smette di continuare a “esistere” come entità in grado di agire.

saruman: dalla morte fisica alla persistenza come spirito

Nel passaggio tra La compagnia dell’anello e Le due torri, al posto di un villain dominante subentra Saruman. Il suo destino è più complesso, perché cambia a seconda della versione considerata.

versioni a confronto sul destino di saruman

Nelle diverse interpretazioni della trilogia di Peter Jackson, il percorso dell’antagonista varia:

  • nella versione originale della trilogia, Saruman finisce per svanire dopo la sconfitta contro gli alberi
  • nelle edizioni estese, viene descritto un esito legato alla caduta dalla torre di Orthanc su uno spunzone
  • nei libri, invece, il corpo viene eliminato in un attacco di vendetta da parte di Grima Wormtongue, mentre i resti materiali lasciano spazio a uno spirito gassoso

In questa logica, Saruman viene condannato a vagare come presenza non corporea in mezzo alla Terra di Mezzo, incapace di ritrovare una forma piena e stabile.

sauron: la distruzione dell’anello riduce, ma non elimina

Una dinamica simile coinvolge anche Sauron. Anche se il suo potere subisce un colpo decisivo, la fine non è quella tipica di un personaggio mortale.

l’effetto della distruzione dell’anello unico

La distruzione dell’anello unico riduce Sauron fino a farlo diventare poco più di un’eco: una presenza debole che non può manifestarsi in modo pienamente tangibile. Il risultato è un “declino” del potere, non un annullamento immediato.
In quanto Maiar, Sauron e Saruman non possono morire esattamente nello stesso modo dei personaggi umani. Quando una quantità eccessiva della loro essenza viene spesa per obiettivi malvagi, esiste il rischio che la sconfitta li lasci come entità incorporee e senza forza, limitate a sopravvivere come spirito fluttuante.

morgoth e la profezia: una minaccia non chiusa

Anche adottando l’idea secondo cui il vero villain della saga sarebbe Morgoth e non Sauron, la chiusura definitiva non risulta reale. Morgoth viene catturato durante il culmine dell’età prima: la condizione stabilita è una punizione con catene e un esilio nel vuoto senza tempo.
In più, per Morgoth è presente una dimensione profetica: Tolkien indica che potrebbe riuscire a ritornare attraverso la porta della notte, continuando a interferire con il mondo.

il witch-king e la questione della “morte” dei nazgûl

Rimane anche una lettura che mette in discussione la reale “morte” del Re stregone nel finale di il ritorno del re. Secondo questa interpretazione, i Nazgûl sono già in uno stato non pienamente vivo, quindi una ferita come quella inflitta da Éowyn sarebbe simile a colpire un’entità non morta.
Se i Nazgûl sono considerati come già destinati a non essere realmente mortali, allora l’azione sul singolo antagonista non coincide con la scomparsa totale della minaccia, perché il loro status di fondo non cambierebbe completamente.

personaggi principali citati nella vicenda e nei villain

Nel racconto vengono richiamati diversi antagonisti, responsabili di minacce differenti tra forza, magia e dominio:

  • Shelob
  • il Balrog
  • Gothmog
  • Grima Wormtongue
  • le legioni di orchi al servizio di mordor
  • il witch-king di angmar
  • Merry
  • Éowyn
  • Saruman
  • Sauron
  • morgoth
  • i nazgûl

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