007 Licenza di uccidere: 5 curiosità su Dalton
Licenza di uccidere (1989) è il sedicesimo film di James Bond e il secondo, nonché ultimo, con Timothy Dalton nei panni dell’agente 007. Un capitolo atipico e più cupo della saga, girato tra Messico e Florida: ecco cinque curiosità da conoscere.
1. Il titolo doveva essere un altro. In origine la pellicola si sarebbe dovuta chiamare Licence Revoked, ma i produttori lo cambiarono perché il pubblico americano non capiva il termine “revoked”. Da qui la scelta di Licence to Kill, che in Italia è diventato appunto Licenza di uccidere.
2. Bond esce dal copione. Per la prima volta nella saga, 007 non è in missione ufficiale: si dimette dall’MI6 per vendicare l’amico Felix Leiter, ferito dagli scagnozzi del boss della droga Franz Sanchez. Un tono vendicativo e spietato, molto diverso dai film precedenti.
3. Un esordio illustre. Tra i cattivi compare un giovanissimo Benicio del Toro, al suo primo ruolo importante nel ruolo di Dario, sicario di Sanchez. Il villain principale è invece interpretato da Robert Davi, ispirato ai veri narcotrafficanti dell’epoca.
4. Q esce dall’ufficio. È la prima volta che Q, il celebre quartiermastro interpretato da Desmond Llewelyn, abbandona Londra per aiutare Bond direttamente sul campo, tra gadget e momenti di ironia che alleggeriscono la tensione.
5. Una colonna sonora d’autore. La theme song Licence to Kill è cantata da Gladys Knight, mentre le musiche sono firmate da Michael Kamen. Con un budget di 32 milioni di dollari, il film incassò oltre 156 milioni in tutto il mondo, confermando il fascino del Bond più duro di sempre.
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