Film sci-fi ricordato come un flop ma meritava molto di più

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Nel panorama della fantascienza, alcune produzioni nascono con obiettivi molto alti ma incontrano difficoltà impreviste. Il caso di Valerian e la città dei mille pianeti è emblematico: pur partendo da premesse solide e da un immaginario visivo di grande impatto, il film ha finito per diventare uno dei flop più discussi del genere. Di seguito viene ricostruita la cornice produttiva, la trama, i numeri al botteghino e soprattutto gli elementi che continuano a rendere l’opera riconoscibile.

il rischio del fantastico e il contesto di produzione

Il fantastico rappresenta una delle categorie narrative più esposte a incertezze commerciali. Fantasy e sci-fi sono amate dal pubblico, ma spesso risultano meno appetibili per i produttori: i racconti con idee nuove faticano a emergere in un mercato dominato da opere già affermate. A pesare, in particolare, sono i costi.

  • Pellicole molto costose, con investimenti rilevanti
  • Scenografie imponenti da sostenere sul lungo periodo
  • Effetti speciali sofisticati che richiedono tecnologie e tempi
  • Necessità di grandi risorse anche per la costruzione di mondi credibili

luc besson e l’ambizione di un nuovo franchise sci-fi

Tra chi ha provato a trasformare questa ambizione in un progetto di ampio respiro figura Luc Besson. L’obiettivo dichiarato era avviare un franchise sci-fi originale, ispirato a un’idea personale maturata nel tempo. Il tentativo, però, si è concretizzato nel 2017 con un esito pesante.

valerian e la città dei mille pianeti: origine e base fumettistica

Il film nasce come passion project di Besson a circa vent’anni da Il quinto elemento. La storia è tratta dalla serie a fumetti francese Valérian et Laureline, firmata da Pierre Christin e Jean-Claude Mézières, un universo che Besson amava fin da ragazzo.

trama di valerian: la missione su alpha e la cospirazione nel passato

La vicenda si colloca in un futuro immaginario in cui gli esseri umani viaggiano nello spazio e entrano in contatto con specie aliene. Nel 2740, il maggiore Valerian e la sergente Laureline operano come agenti speciali, con il compito di mantenere l’ordine nell’universo.
Il Governo affida loro un incarico specifico: il recupero di un oggetto definito trasmutatore all’interno della stazione spaziale Alpha, una metropoli che ospita migliaia di razze aliene. Durante l’operazione emergono elementi che collegano la missione a una storia più ampia, legata al pianeta Mül.

pianeta mül e memoria di una guerra

Le rivelazioni mettono in luce una cospirazione legata a Mül, descritto come un luogo simile a un’oasi di pace. Tale equilibrio, però, sarebbe stato spezzato anni prima da una guerra, diventata il nucleo di una trama che si espande oltre la missione iniziale.

budget, numeri al botteghino e posizione tra i flop

Per sostenere l’ambizione visiva, Besson ha spinto forte su CGI ed effetti speciali, seguendo un’impostazione resa particolarmente popolare da opere di grande richiamo. In questo modo, Valerian e la città dei mille pianeti è stato presentato come il film più costoso della storia del cinema francese.
Il budget dichiarato risulta pari a 180 milioni di euro. A fronte di un cast composto da nomi noti e di un’attenzione produttiva elevata, il risultato finale non ha soddisfatto le aspettative: i ricavi si sono fermati a 226 milioni, collocando il titolo tra i più grandi flop della fantascienza e lasciando insoddisfatta anche una parte della critica.

cast di valerian: protagonisti e volti principali

Il film ha un cast di livello internazionale, con interpreti di diversa provenienza e notorietà.

  • Dane DeHaan
  • Cara Delevingne
  • Clive Owen
  • Rihanna
  • Ethan Hawke
  • Rutger Hauer

perché valerian conserva valore: worldbuilding e identità visiva

Nonostante le difficoltà commerciali, l’opera conserva elementi che alimentano l’interesse degli appassionati. Il punto centrale riguarda l’immaginazione visiva e la capacità di trasformare idee in ambientazioni ricche di dettagli. L’universo proposto include pianeti, specie aliene, tecnologie e ambientazioni costruite con un senso di meraviglia.

  • Immergersi totalmente nella storia grazie a un worldbuilding ricco
  • Ricchezza di dettagli su tecnologie e ambienti
  • Senso di meraviglia nelle scelte visive e narrative
  • Combinazione tra spettacolo e impronta autoriale

prologo e gestione del colore

Tra gli aspetti ricordati ci sono anche la sequenza iniziale accompagnata da Space Oddity, indicata da molti come uno dei migliori prologhi della fantascienza recente. Viene inoltre sottolineata l’attenzione a estetica e utilizzo del colore, elementi che contribuiscono all’identità del film.

ambizione e limiti: un film con difetti ma con una base forte

Il bilancio complessivo porta a parlare di diverse ragioni concrete e oggettive alla base del flop. Anche con una sceneggiatura imperfetta, l’opera mette in campo comunque ambizione, un worldbuilding strutturato e una identità visiva unica, aspetti che non risultano scontati e che non andrebbero trascurati.

  • Ambizione e volontà di costruire un universo
  • Worldbuilding con dettagli e coerenza interna
  • Identità visiva unica riconoscibile al primo impatto
  • Valenza per gli appassionati della fantascienza

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