House of the dragon: top 10 migliori performance, dal migliore al meno riuscito
Con la stagione 3 di house of the dragon attesa per l’estate, diventa naturale fare un bilancio sulle interpretazioni più convincenti offerte dalla serie nelle prime due stagioni. In un racconto di tradimenti familiari, tragedie e lotte per il potere, il cast alterna volti esperti e nuove presenze, costruendo personaggi capaci di andare oltre la semplice crudeltà dello scenario.
La qualità delle performance emerge soprattutto quando il personaggio non resta confinato nella dimensione politica: nelle migliori interpretazioni si affacciano stanchezza, rimorsi, colpa e dolore. Di seguito vengono presentate le interpretazioni più alte della serie, con un ordine numerico che riflette l’impatto drammatico e la capacità di dare profondità alla storia.
10) steve toussaint nei panni di corlys velaryon
Steve Toussaint interpreta Corlys Velaryon, soprannominato “sea snake”. Capo della casa velaryon, figura tra le più potenti subito dopo i Targaryen. Corlys è un ufficiale navale di grande esperienza e un leader giudizioso, coinvolto con legami familiari sia tra i black sia tra gli green.
La performance unisce autorevolezza e un senso di declino progressivo: Corlys non appare solo forte, ma anche attraversato da un’umana stanchezza, con un equilibrio curato tra esigenza di giustizia e amarezza personale, fatta di rimpianti e tensioni interne.
9) olivia cooke come alicent hightower (adult)
Alicent Hightower è la seconda moglie di re viserys i (Paddy Considine) e in passato è stata la migliore amica di rhaenyra targaryen (Emma D’Arcy da adulta, Milly Alcock da giovane). La figura di Alicent viene descritta come una pedina per gran parte della vita, con poche alleate, costretta a cercare una strada propria mentre il conflitto produce danni indiretti.
Olivia Cooke rende Alicent come una persona che detesta il gioco politico, ma che è stata trascinata a parteciparvi dalle circostanze. Nello stesso tempo, la recitazione alterna tono accusatorio e atteggiamenti di scusa, mostrando sul volto la disponibilità ad accettare qualunque esito purché la famiglia sia al sicuro. Il risultato è una costruzione tragica e coerente, centrata sul senso di perdita.
8) abubakar salim come alyn of hull
Alyn of Hull è il figlio bastardo più anziano di Corlys Velaryon e il fratello maggiore di addam of hull (Clinton Liberty). Alyn opera come marinaio nella flotta dei Velaryon e viene raccontato come colui che in passato ha salvato Corlys. A distinguerlo dal fratello è un rancore profondo: Alyn conserva il sentimento di essere stato abbandonato.
Abubakar Salim propone Alyn come una figura capace di contenere a lungo l’emozione, con un comportamento che oscilla tra fermezza esterna e sofferenza interna. La performance viene indicata come particolarmente efficace anche nella resa di un carattere che prova a mantenere il controllo, pur restando, dentro, un giovane lasciato indietro.
7) ewan mitchell come aemond targaryen (adult)
Aemond “one-eye” Targaryen passa da giovane e vulnerabile a guerriero pericoloso e imprevedibile. Viene associato alla figura minacciosa dei Sette Regni: chi osserva Aemond prova timore, soprattutto perché la sua presenza risulta determinante per le sorti del regno nella stagione 3.
Ewan Mitchell, nella versione adulta, interpreta il principe Targaryen con una voce e un modo di parlare sorprendentemente morbidi, quasi sibilanti. Questa scelta rende minacce e osservazioni ancora più inquietanti. Allo stesso tempo, la performance sa alternare esplosioni di intensità a momenti in cui riaffiora una dimensione più fragile, trasformando il personaggio in una combinazione complessa tra aggressività e paura.
6) tom glynn-carney come aegon ii targaryen (adult)
Aegon II Targaryen, secondo gli schieramenti degli green, non desidera davvero il trono: la narrazione lo descrive come un principe che preferirebbe una vita fatta di spensieratezza e eccessi, compiendo le consuete violenze che i nobili esercitano sui più deboli. Quando decide di assumere un comportamento “da re”, il rischio diventa immediato e concreto, avvicinandolo al pericolo fisico.
Tom Glynn-Carney costruisce Aegon II con un carisma che rende la figura più gestibile, pur restando un terrorizzante protagonista. La regia interpretativa risulta smargiassa e autoconsapevole: la malizia resta, ma viene accompagnata da una consapevolezza che rende più comprensibile anche la spinta del suo conflitto.
5) paddy considine come viserys i targaryen
Viserys I Targaryen è ricordato con affetto a Westeros, ma il testo sottolinea che la sua indecisione contribuisce, in parte, allo scoppio della danza dei draghi e alla confusione della successione. L’arco iniziale lo presenta come un sovrano giusto; poi, l’incapacità di affrontare le realtà più dure conduce la casata verso la caduta, riflessa anche nell’aspetto fisico.
Paddy Considine viene indicato come uno dei punti migliori della prima stagione. La recitazione riesce a mostrare un re rispettato e imponente, ma con una mancanza percepibile: la consapevolezza di non avere risposte adeguate. La scena in cui il volto si incrina mentre tenta di far riunire la famiglia viene descritta come uno degli elementi emotivi più forti, capace di colpire per intensità e naturalezza.
4) fabien frankel come ser criston cole
Criston Cole è un membro della Kingsguard legato prima a Viserys I e poi ad Aegon II. Come personaggio, nasce come esempio di onore cavalleresco, un cavaliere giovane proveniente da origini non nobili che risale di grado. Negli anni, però, errori e violenza lo consumano: la figura diventa depresso, colpevole e incerta su chi sia davvero.
Fabien Frankel mantiene alta la tensione emotiva nell’arco complessivo delle prime due stagioni. La performance viene descritta come capace di passare da una fase iniziale più ammirabile e affabile a una dimensione più sgradevole e cupa, fino ad arrivare a un presente in cui Cole appare vittima dei fantasmi del passato. Si tratta di un lavoro interpretativo che punta sulla trasformazione continua e sull’instabilità interiore.
3) otto hightower come rhys ifans
Otto Hightower, interpretato da Rhys Ifans, è presentato come uno degli uomini più intelligenti nei Sette Regni. È un consigliere rispettato e affidabile di Viserys I, ma la narrazione evidenzia come l’ambizione e il suo interesse per la sicurezza del regno lo portino a oltrepassare i limiti: di conseguenza Otto viene allontanato da Approdo del Re.
La performance viene definita capace di rendere Otto presente in modo energico in ogni scena. Il personaggio prova a mantenere unito il regno, pur risultando coerentemente ambivalente: l’impianto narrativo ricorda che Otto partecipa comunque alla frattura che verrà prodotta. Rhys Ifans lavora su questa tensione tra razionalità politica e conseguenze delle scelte.
2) matt smith come daemon targaryen
Daemon Targaryen viene descritto come il fratello del re scomparso e il secondo marito della futura possibile regina dei Sette Regni. È inoltre il cavaliere di caraxes, elemento che rafforza l’idea di pericolosità: nel contesto della serie, Daemon viene indicato come uno dei personaggi più rischiosi in Westeros.
Matt Smith però non costruisce Daemon solo come minaccia. La performance viene presentata come stratificata: Daemon è un fratello amareggiato, un marito in cerca di attenzione, un vedovo che soffre e un coniuge vulnerabile. Le sue colpe e le sue debolezze risultano credibili perché vengono raccontate come radicate in un’origine emotiva profonda. Questo approccio rende possibile anche una forma di comprensione, fino ad arrivare a una relazione emotiva con il personaggio.
1) emma d’arcy come rhaenyra targaryen (adult)
Rhaenyra Targaryen è descritta come l’effettivo centro narrativo di house of the dragon, oltre che leader dei black. La sua caratterizzazione include una vena ribelle e non convenzionale: emerge soprattutto nella richiesta di poter governare come donna in una società patriarcale. Parallelamente, Rhaenyra mantiene alto anche l’elemento di tradizione e dovere, anche quando ciò la rende impopolare.
Emma D’Arcy fornisce la performance più rilevante tra quelle elencate, secondo la fonte. Viene sottolineata la capacità di elevare un personaggio che deve essere amato e odiato nello stesso tempo. Lo sguardo e il volto risultano sempre attraversati da dolore e preoccupazione, trasformando Rhaenyra in una madre ansiosa e non riconosciuta. La recitazione viene indicata come un elemento che funziona perfettamente per la figura rappresentata.