Neon Genesis Evangelion: Perché Nessun Anime Remake Potrà Eguagliarlo

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L’annuncio di un anime classico riproposto in una nuova versione è diventato una prassi frequente negli ultimi tempi, ma pochi remake riescono a sfidare la portata di Neon Genesis Evangelion, il quale è riuscito a riportare alla luce lo spirito originale della serie pur seguendo un percorso tutto suo. Questa direzione dovrebbe essere presa in considerazione anche da altri remake, al fine di distinguersi dalle opere precedenti.

Il primo episodio di Neon Genesis Evangelion è andato in onda nel 1995, mentre i film del Rebuild of Evangelion sono stati pubblicati dal 2007 al 2021, coprendo un arco di tempo di 14 anni tra la prima e l’ultima pellicola. Questo lungo intervallo per completare un remake è giustificato dalla natura straordinaria del progetto Rebuild. L’intento era quello di raccontare la storia di Evangelion in una maniera innovativa, allontanandosi progressivamente dal canone originale, fino a giungere a uno sviluppo completamente diverso nelle terza e quarta pellicola, ambientate in un futuro lontano rispetto alla linea temporale originale. Alla fine, Rebuild ha narrato un racconto unico, capace di collegarsi con il passato e, al contempo, di costruire un nuovo avvenire.

Cosa Rende Rebuild of Evangelion un Remake Definitivo

Piccole Modifiche con Grandi Conseguenze

Un aspetto che distingue Rebuild of Evangelion è la direzione creativa di Hideaki Anno, il creatore originale, che ha mantenuto una profonda conoscenza dei personaggi. Le modifiche apportate nella prima pellicola di Rebuild sono relativamente minime, ma hanno avuto impatti significativi; ad esempio, Shinji si mostra più espressivo e Rei diventa più aperta alle esperienze umane. Questi cambiamenti non alterano eccessivamente gli eventi iniziali, ma col passare del tempo le dinamiche dei personaggi guidano la narrazione verso strade inedite.

Nel secondo film di Rebuild, Rei compie azioni che nel canone originale le sarebbero sembrate impensabili, come organizzare una cena tra lei, Shinji e Gendo. La relazione tra Shinji e Rei evolve, permettendo un dialogo più aperto rispetto alla serie originale. Queste evoluzioni portano a una conclusione climatica radicalmente differente rispetto all’originale, con Shinji che, deciso a salvare Rei, innesca accidentalmente la catena di eventi che culmina nel “Near Third Impact”, ridisegnando nuovamente il mondo.

Nel contesto del Rebuild, Shinji scompare per decenni, a differenza del mese necessario per ritrovarlo nella serie originale. Questo cambiamento rivela che i piloti di EVA non sembrano invecchiare come le altre persone. Nel frattempo, si sono verificate evoluzioni significative, come la formazione della fazione WILLE, guidata da Misato e altri membri di NERV, che si oppongono ai piani di Gendo per l’Instrumentality e collocano Rei, o un suo clone, dall’altra parte. Questa nuova situazione stimola Shinji ad agire in modi mai contemplati nella serie originale, portando a un finale decisamente personale e originale.

Perché gli Anime Remake Dovrebbero Differire dall’Originale

Opportunità di Sperimentare con il Remake

Le ragioni dietro la crescente popolarità dei remake di anime includono un aumento della nostalgia per le serie più datate e il progresso tecnologico nell’animazione, avvenuto nell’ultimo trentennio. Inoltre, ci sono stati cambiamenti nel settore, come il passaggio a serie stagionali come My Hero Academia, rispetto a produzioni continuative che imponevano l’inserimento di filler, come in One Piece. Poiché molte serie storiche sono caratterizzate da filler, talvolta di scarsa qualità, risulta sensato riproporle eliminando questi contenuti superflui.

I remake cercano anche di essere più fedeli al materiale originale rispetto ai precedenti. Un esempio è One Piece, che si propone di avvicinarsi di più al manga nelle sue future riproposizioni, in particolare per serie la cui trama è stata perturbata dalla pubblicazione incompleta del manga. Il caso di Fullmetal Alchemist: Brotherhood è emblematico, poiché ha seguito rigidamente il manga, a differenza dell’anime del 2003, che ha ideato un finale alternativo quando il manga non era ancora completato.

La strategia del Rebuild che prevede un approccio radicalmente differente è rara ma meritevole. Consente di presentare una storia distinta che offre ai fan nuove percezioni sui loro personaggi preferiti e amplifica le aspettative, sia della trama che dei colpi di scena, rendendo l’esperienza complessiva più ricca e coinvolgente.

I Remake Dovrebbero Essere Pronti a Intraprendere Nuovi Sentieri

Un Remake Non Deve Seguire per Forza l’Originale

Esiste un certo rischio quando si decide di fare un remake di un anime classico, orientandosi verso una direzione differente; ciò potrebbe deludere i fan, come dimostra la controversia sull’assenza di Milly in Trigun Stampede. Permettere che il timore di reazioni negative da parte dei fan influisca sulle decisioni creative rischia di limitare la libertà artistica. I fan spesso non hanno chiaro cosa vogliano, ma sanno benissimo cosa non desiderano, pertanto prendere troppo sul serio le opinioni del pubblico può frenare la creatività.

Le pellicole Rebuild of Evangelion hanno saputo cogliere l’occasione di narrare una nuova storia attraverso personaggi conosciuti, regalando al franchise un finale che è andato al di là delle aspettative. È una strategia che più remake dovrebbero abbracciare, approfittando della possibilità di riconsiderare i propri personaggi sotto una nuova luce e modificare il corso degli eventi narrativi. L’esperienza unica offerta dai remake, come nel caso di Neon Genesis Evangelion, dimostra che non ha senso riproporre la medesima storia esattamente come in precedenza.

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