Zodiac: Svelato il Mistero del Finale del Film Cult

Zodiac si distingue come uno dei film di maggior impatto degli ultimi venti anni, grazie alla visione unica di David Fincher. La pellicola, una fusione di inchiesta giornalistica e thriller sui serial killer, rappresenta un’epopea complessa che dal suo concepimento non può arrivare a un finale perfetto. La ragione? Il misterioso killer dello Zodiaco non è mai stato catturato. Zodiac propone un’ipotesi sul possibile assassino, invitando il pubblico a formulare le proprie conclusioni. Si procederà quindi all’analisi del film, della storia reale che lo ha ispirato e del suo finale enigmatico.

Il contesto di Zodiac

Il 1° agosto 1969, tre importanti pubblicazioni californiane – il “Vallejo Times Herald”, il “San Francisco Chronicle” e il “San Francisco Examiner” – ricevettero un messaggio cryptico da un mittente non identificato, che rivendicava omicidi avvenuti a Lake Herman Road e Blue Rock Springs. In entrambi i casi, due coppie furono giustiziate mentre si trovavano nelle loro automobili. A Lake Herman Road, entrambi gli occupanti persero la vita, mentre a Blue Rock Springs, una donna morì ma l’uomo sopravvisse nonostante le ferite. Le lettere inviate dal presunto killer contenevano un crittogramma di 408 simboli, decifrato da una coppia di dilettanti. La traduzione rivelava affermazioni inquietanti riguardo al piacere dell’autore nell’“uccidere la gente”.

Il 7 agosto, il killer tornò a contattare il “San Francisco Examiner”, firmandosi ufficialmente come “Zodiac”. Le sue lettere contenevano rivendicazioni di 37 omicidi, sebbene le autorità avessero confermato solo sette vittime, di cui due sopravvissute. Le forze dell’ordine investirono notevoli risorse in questo caso, ma si ritrovarono spesso in difficoltà coordinate tra diverse giurisdizioni. Alla fine, il killer dello Zodiaco riuscì a sfuggire a ogni arresto.

Il film di David Fincher

Diverse opere cinematografiche hanno esplorato i crimini del killer dello Zodiaco. Uno dei primi tentativi, “The Zodiac Killer” (1971), cercò di attirare l’assassino al cinema. La rappresentazione definitiva giunse nel 2007 con Zodiac. La sceneggiatura di James Vanderbilt trasmette una complessità narrativa seguendo vari personaggi mentre tentano di risolvere il caso. Le figure principali includono Paul Avery, un giornalista del “San Francisco Chronicle” interpretato da Robert Downey Jr., il vignettista Robert Graysmith, interpretato da Jake Gyllenhaal, e l’ispettore di polizia Dave Toschi, impersonato da Mark Ruffalo.

Rispetto ad “Seven”, Zodiac rappresenta un’opera differente. Sebbene gli omicidi accadano principalmente nel primo atto, il focus si sposta sull’ossessione e sulle sue conseguenze devastanti. Le vite dei tre protagonisti si sgretolano: Avery diviene un alcolista, Toschi affronta accuse di cattiva condotta e Graysmith subisce una rottura con la moglie.

Analisi del finale di Zodiac

Nonostante Graysmith non sia un ufficiale di polizia, esprime il desiderio di confrontarsi con Arthur Leigh Allen, il principale sospettato, per confermare la sua verità. Nel 1983, finalmente rintraccia Allen in un negozio di ferramenta, riportando l’intenso momento di riconoscimento. Il film si sposta poi a un epilogo in cui una vittima sopravvissuta identifica Allen tra alcuni volti, ma un messaggio finale informa il pubblico della sua morte avvenuta prima di ulteriori interrogatori.

La narrazione solleva interrogativi: Zodiac ha realmente colto nel segno? Le evidenze contro Allen sono circostanziali, e non ci sono prove definitive per un’accusa. Negli anni, una “impronta parziale di DNA” su una lettera del killer non corrispose al profilo di Allen, accendendo ulteriori discussioni. Graysmith sostiene che le condizioni di conservazione delle lettere possano aver compromesso l’analisi. La verità rimane sfuggente e, come nel caso di Jack lo Squartatore, potremmo non scoprire mai l’identità del vero Zodiac.


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