Trump attacca The Apprentice: Lavoro disgustoso di feccia umana
reazione di donald trump a “the apprentice”
La recente uscita del film The Apprentice, diretto da Ali Abbasi, ha suscitato una netta opposizione da parte di Donald Trump. Quest’ultimo ha espresso il suo disappunto attraverso il social network Truth Social, contestando la rappresentazione della sua figura nel lungometraggio, che narra la sua ascesa nel settore immobiliare di New York, guidato da Roy Cohn, interpretato da Jeremy Strong. Trump è interpretato da Sebastian Stan e la sua prima moglie Ivana è interpretata da Maria Bakalova, attrice nota per il suo ruolo in “Borat 2”. Il film è stato distribuito da Briarcliff Entertainment a partire dall’11 ottobre.
le critiche di trump
In un post su Truth Social, Trump ha definito “un film falso e scadente”, augurandosi che non avesse successo. Ha sottolineato che questo “lavoro di scure” potrebbe avere come scopo quello di danneggiare la sua campagna elettorale per le presidenziali del 2024. Inoltre, ha descritto il film come “diffamatorio e politicamente disgustoso”, collocandolo in un contesto di attacco politico nei confronti del suo movimento “MAKE AMERICA GREAT AGAIN”.
commenti su ivana trump e l’autore
Trump ha parlato anche della sua ex moglie, Ivana, descrivendola come “una persona gentile e meravigliosa”, e ha criticato l’autore del film, Gabe Sherman, definendolo “uno scribacchino senza talento”. Ha inoltre accusato Hollywood di interferire nella sua campagna, affermando che il film rappresenta “una spazzatura pura” e “un’influenza elettorale”.
iniziativa del regista
In risposta alle affermazioni di Trump, Abbasi ha mostrato disponibilità al dialogo, offrendo un incontro e una proiezione privata del film. Ha dichiarato: “Non credo necessariamente che questo sia un film che non gli piacerebbe”, manifestando curiosità su come Trump percepirebbe il lungometraggio. Abbasi ha ribadito la sua volontà di chiarire il contesto del film e di incontrare Trump in un momento successivo.
anteprima e controversie
Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes a maggio, dove ha già generato polemiche. La campagna di Trump ha rilasciato un comunicato, definendo l’opera “pura finzione”, e ha minacciato azioni legali per le affermazioni considerato false. Il portavoce della campagna, Steven Cheung, ha denunciato il film come un tentativo maldestro di denigrare Trump in vista delle prossime elezioni.
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