Scopri i Vincitori del 42° Torino Film Festival: Le Sorprese dell’Edizione 2023

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Sono stati ufficialmente comunicati i vincitori della 42° edizione del Torino Film Festival, rivelando le preferenze delle giurie nei vari concorsi.

concorso lungometraggi

La giuria del Concorso Lungometraggi, presieduta da Margaret Mazzantini e composta da Milcho Manchevski, Anne Parillaud, Giovanni Spagnoletti e Krzysztof Zanussi, ha assegnato i seguenti premi:

  • Premio per il miglior film (20.000 euro) a: HOLY ROSITA di Wannes Destoop
  • Premio speciale della Giuria IWONDERFULL (7.000 euro) a: VENA di Chiara Fleischhacker
  • Premio per la miglior sceneggiatura a: L’AIGUILLE di Abdelhamid Bouchnack
  • Premio per la migliore interpretazione 1: Flora Ofelia Hofmann Lindahl, Christine Albeck Børge, Karen-Lise Mynster in MADAME IDA
  • Premio per la migliore interpretazione 2: River Gallo in PONYBOI
  • Menzione a DISSIDENT di Stanislav Gurenko e Andrii Al’ferov

concorso documentari

La giuria del Concorso Documentari, guidata da Roberta Torre e composta da KD Davison e Federico Gironi, ha premiato:

  • Premio per il miglior film (10.000 euro) a: LE RETOUR DU PROJECTIONNISTE di Orkhan Aghazadeh
  • Premio speciale della Giuria ex aequo a:

I’M NOT EVERYTHING I WANT TO BE di Klára Tasovská

THE BRINK OF DREAMS di Ayman El Amir, Nada Riyadh

  • Menzione a HIGHER THAN ACIDIC CLOUDS di Ali Asgari

concorso cortometraggi

Presieduta da Michela Cescon e composta da Darko Perić e Nicola Nocella, la giuria del Concorso Cortometraggi ha assegnato i seguenti premi:

  • Premio per il miglior film (3.000 euro) a: WALK IN di Haneol Park, per l’originalità narrativa e lo stile poetico.
  • Premio speciale della Giuria a: FIRE DRILL di Maximilian Villwock
  • Menzione a SOMEONE’S TRYING TO GET IN di Colin Nixon

premio fipresci

La giuria FIPRESCI, composta dai critici cinematografici Marco Lombardi, Giuseppe Di Salvatore e Massimo Arciresi, ha assegnato il premio a:

VENA di Chiara Fleischhacker, motivando la scelta con la seguente frase: “Per la sua capacità di trasformare la storia intensa di una maternità in un percorso plausibile di salvezza dalle dipendenze grazie a un’interpretazione molto umana, una storia emotivamente forte e un montaggio che scandisce bene i tempi della narrazione, a tratteggiare complessivamente una maturità registica non comune per un’opera prima”.


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