Riunione sullo Stadio Anco Marzio posticipata: la verità dell’Ostiamare, nessuna assenza
La controversia che coinvolge il ex presidente dell’Ostiamare, Roberto Di Paolo, ha suscitato un acceso dibattito riguardo la sua partecipazione a una riunione convocata dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, presso Palazzo Valentini. Di Paolo ha chiarito attraverso una nota i motivi per cui non era presente, evidenziando di non ricoprire più alcuna carica nella società, e quindi di non avere ragione di partecipare. Ha spiegato di aver contestualmente informato riguardo le sue dimissioni e di non avere alcun titolo per prendere parte a decisioni. Di Paolo ha sollecitato di contattare la società per identificare i rappresentanti che avrebbero dovuto essere presenti.
Accuse infondate
Nonostante le giustificazioni di Di Paolo, l’assessore allo sport Alessandro Onorato ha scelto di partecipare all’incontro, e l’Ostiamare è stata criticata per la sua assenza. Di Paolo ha espresso un forte disappunto, affermando che il continuo attacco nei confronti del club è ingiusto e fuorviante, chiarendo che l’appuntamento era stato fissato per lunedì e che chi avrebbe dovuto presenziare era lui stesso o un suo sostituto con ruolo ufficiale. Ha esortato a far emergere la verità invece di alimentare false accuse.
Dimissioni di Di Paolo: “Oppressione burocratica, è tempo di interventi istituzionali”
Un’importante conferenza stampa tenutasi due giorni fa ha rappresentato un punto di svolta per la Ostiamare e per l’impianto sportivo Anco Marzio. Di Paolo ha ufficializzato la sua decisione di restituire le chiavi al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, citando la difficile situazione burocratica e la mancanza di collaborazione ricevuta. Ha chiesto un intervento decisivo delle autorità per indagare su presunti illeciti amministrativi che gravano sull’impianto.
Dalle promesse alle difficoltà operative
Durante il mese di giugno, il Comune di Roma si era impegnato a sostenere l’Ostiamare, riconoscendo i notevoli sacrifici economici del presidente. Ma in poco tempo il clima è cambiato drasticamente, con la burocrazia, le restrizioni e la chiusura del complesso sportivo che hanno vanificato gli sforzi fatti. Di Paolo ha sottolineato come ordini di demolizione di strutture abusive, risalenti a gestioni precedenti, abbiano ostacolato notevolmente il processo di riqualificazione.
“Basta, è giunta l’ora delle dimissioni,” ha affermato un Di Paolo visibilmente provato. “Ho fatto quanto mi era possibile, superando anche i limiti di un privato. La situazione è diventata insostenibile. È tempo che le varie parti, a partire dal Comune, si facciano carico della questione.”
Progetto di riqualificazione: ostacoli dalle demolizioni e responsabilità istituzionali
La società aveva presentato un progetto di riqualificazione dell’impianto, ricevendo l’approvazione di un cronoprogramma che avrebbe permesso la sua ristrutturazione, mantenendolo aperto al pubblico. Richieste da parte del Comune e della Polizia Locale di demolire strutture abusive sono state imposte come condizione per la riqualificazione, creando problematiche di attuazione per la società, vista l’incompatibilità con la concessione in vigore fino al 2031.
“È insensato che l’attuale proprietà debba farsi carico di demolizioni dovute a precedenti gestioni,” ha commentato l’ingegnere Filippo Palombini. Tale situazione non solo mette in discussione l’intero progetto di riqualificazione ma impatta gravemente anche sul futuro dell’Ostiamare, considerato una risorsa importante per la comunità.
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