Killing Eve: Come Ha Rivoluzionato un Terribile Trope Televisivo Dopo 7 Anni

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La serie televisiva Killing Eve, lanciata sette anni fa, ha suscitato notevole interesse per il suo approccio innovativo nei confronti di un comune cliché narrativo, noto come fridging. La trama segue la britannica agente di intelligence Eve Polastri, interpretata da Sandra Oh, mentre insegue l’assassina spietata e imprevedibile Villanelle, ruolo affidato a Jodie Comer. Il loro rapporto, caratterizzato da una dinamica di inseguimento ricca di colpi di scena e complicazioni, ha suscitato grande attenzione e discussione. Nonostante la fine controversa della serie, specialmente della quarta stagione, le prime fasi dello show hanno ricevuto un ampio consenso di critica.

Rovesciamento del tropo del fridging

Killing Eve si distingue per la sua abilità nel sovvertire il fridging, un trope frequentemente associato ai personaggi femminili, in cui questi ultimi vengono uccisi per motivare la crescita degli eroi. Film come Memento e Inception, così come molte narrazioni superhero, sfruttano questo cliché. Al contrario, la serie ha scelto di uccidere Bill Pargrave, il partner di Eve, il che fornisce un forte impulso alla trama senza ricorrere a una morte femminile.

La morte di Bill come catalizzatore

La morte di Bill, brutalmente assassinato da Villanelle, avviene sorprendentemente all’inizio della terza puntata. L’introduzione di questo evento drammatico, invece di utilizzare una morte femminile, ha fatto da detonatore per l’intera serie, contestualmente costruendo un legame profondo tra Eve e Villanelle.

Potenziare i personaggi femminili

Fin dalle prime battute, Killing Eve ha chiarito che le sue protagoniste non sarebbero state vittime di fridging. Questo approccio ha creato un’atmosfera di empowerment, permettendo a personaggi come Eve e Villanelle di emergere come figure principali, non penalizzate da una narrazione maschilista. Personaggi secondari significativi, come Fiona Shaw nel ruolo di Carolyn Martens, hanno goduto di un’ottima caratterizzazione, contribuendo a un racconto ricco e variegato.

Le storie di Niko e Kenny

Al contrario di altre serie, le narrative di Niko, il marito di Eve, e di Kenny non hanno mai superato in importanza quelle delle protagoniste, mantenendo il focus su Eve e Villanelle. La morte di Kenny nella terza stagione è un altro esempio di come la serie abbia evitato il fridging, pur non fornendo una risoluzione soddisfacente per la sua scomparsa.

Delusione per la conclusione della serie

La forza di Killing Eve ha reso ancora più deludente il suo finale. La morte di Villanelle, avvenuta in modo brusco e priva di spessore, ha infranto la relazione centrale della trama, privando i personaggi femminili di agency. Tale esito ha lasciato interrogativi irrisolti e ha abbattuto l’evoluzione di Eve e Villanelle, aumentando la frustrazione nei confronti dell’intera conclusione della serie.

Considerazioni finali sulla serie

In conclusione, il rovesciamento del trope del fridging in Killing Eve ha offerto una nuova prospettiva sul ruolo delle donne in sceneggiature di questo tipo. Sebbene il finale abbia suscitato insoddisfazione tra fan e critici, i primi tre stagioni hanno dimostrato come una narrazione ben costruita possa risultare tanto innovativa quanto coinvolgente.

  • Sandra Oh
  • Jodie Comer
  • Fiona Shaw
  • David Haig
  • Sean Delaney
  • Nina Sosanya
  • Edward Bluemel
  • Kirby Howell-Baptiste
  • Kim Bodnia
  • Harriet Walter
  • Steve Pemberton
  • Henry Lloyd-Hughes
  • Adrian Scarborough

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