Joe Wright svela l’oscurità dell’animo umano nella serie su Mussolini

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presentazione della miniserie

Oggi ha avuto luogo il debutto di M – Il figlio del secolo, una miniserie composta da otto episodi, basata sull’omonimo romanzo di Antonio Scurati. Questa produzione tv è incentrata sulla figura di Benito Mussolini e si è presentata al pubblico durante la Mostra del Cinema di Venezia. Il noto regista Joe Wright ha rilasciato un’intervista in cui ha illustrato le motivazioni e le sfide affrontate nella realizzazione di un progetto di tale portata.

l’uscita e la distribuzione

M – Il figlio del secolo sarà disponibile in esclusiva su Sky e in streaming su NOW a partire dal 2025. Wright ha dichiarato di essere particolarmente curioso riguardo all’accoglienza che la serie riscuoterà in Italia, sostenendo: “Sono affascinato da come l’Italia risponderà.” Secondo il regista, la serie avrà un impatto rilevante non solo nel paese di origine ma anche a livello internazionale.

tematiche affrontate

Il regista ha anche sottolineato che la narrazione non si limita a trattare la vita di Mussolini, ma esplora il concetto di mascolinità e la capacità umana di infliggere sofferenza. Wright ha affermato: “Ha a che fare con quanto gli uomini possano essere terribili.” Le riprese di questa ambiziosa miniserie si sono svolte in un periodo di 127 giorni, sia negli studi di Cinecittà che nelle strade di diverse città italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli e Gorizia.

la performance di luca marinelli

Nel trailer di M – Il figlio del secolo, il protagonista Benito Mussolini è interpretato da Luca Marinelli. Wright ha elogiato l’attore per la sua performance, descrivendolo come “un vero e proprio capolavoro di casting.” Il regista ha rivelato di essere rimasto colpito dal lavoro di Marinelli in progetti precedenti. La sua interpretazione è considerata fondamentale per la riuscita dell’intera serie.

l’approccio di joe wright alla regia

Wright ha condiviso che dirigere in italiano, una lingua a lui poco familiare, è stato un processo interessante e unico. Ha dichiarato: “Dirigere in un’altra lingua è stato un processo molto interessante.” Questo ha richiesto un lavoro attento sul suono delle voci e ha richiesto il supporto di traduttori e un supervisore della sceneggiatura bilingue.


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