Hbo E Il Suo Audace Piano Per The Last Of Us: Ritorna La Controversia Dei Videogiochi
HBO prevede di sviluppare circa quattro stagioni per la serie The Last of Us, permettendo così di realizzare un cambiamento di prospettiva tanto controverso quanto efficace, come avviene nel videogioco. Anche se i co-showrunner Craig Mazin e Neil Druckmann non hanno confermato un numero preciso, il piano attuale è di adattare The Last of Us Part II in tre ulteriori stagioni dopo la prima. La seconda stagione, in arrivo ad aprile, inizierà a portare sullo schermo gli eventi di The Last of Us Part II, con Ellie in viaggio verso Seattle per vendicarsi, senza però coprire l’intera trama del gioco.
La narrazione divisa in stagioni
La conclusione di la stagione 2 non è ancora certa: potrebbe terminare quando Ellie trova l’acquario, quando Abby arriva al teatro o quando si svela il passato di Abby, ma non alla fine in cui Ellie torna in una casa vuota a Jackson. La decisione di dedicare tre stagioni per un singolo gioco potrebbe sembrare eccessiva considerato che il primo gioco è stato trattato in una stagione. Tuttavia, The Last of Us Part II presenta una narrazione molto più complessa del suo predecessore, e una trasposizione estesa permette di mantenere tale complessità.
Profondità nella storia di Abby
Spazio per Abby e Ellie
Uno degli elementi più impattanti e polarizzanti di The Last of Us Part II è il cambio di prospettiva tra Ellie e Abby. Dopo che Abby uccide brutalmente Joel, i giocatori devono condividere il desiderio di vendetta di Ellie, che si lancia in una caccia senza pietà per tre giorni. Abby, colpita anch’essa da esperienze drammatiche, si rivela una figura con motivazioni complesse, che giustificano le sue azioni. Con la promessa di esplorare la storia di Abby in modo approfondito, HBO porta il pubblico a conoscerla in modo paritario a Ellie.
La nuova prospettiva di Abby nella serie
Lessico vs gioco
Le serie TV possono dedicare tempo ai dialoghi e alla caratterizzazione senza la pressione del tempismo che caratterizza i giochi. Questo consente di ampliare il rapporto emotivo con Abby, presentandola in un modo che non rispecchi solo il videogioco. In The Last of Us si intravedono già sequenze dedicate ad Abby, che rivelano il suo passato e la sua complessità umana, discostandosi dalla sua sola funzione di antagonista.
Perché così tante stagioni?
La struttura di Part II
La divisione della trama di The Last of Us Part II in tre atti distinti giustifica l’approccio attuale. Inizia con un prologo a Jackson, seguito dai tre giorni di Ellie a Seattle, i tre giorni di Abby e termina con un epilogo appassionante. Ognuno di questi segmenti merita attenzione singola, consentendo ad HBO di esplorare in modo dettagliato i temi e le dinamiche tra i personaggi. Sebbene qualcuno possa ritenere che l’epilogo non giustifichi una stagione intera, c’è un potenziale di narrazione che può essere sviluppato in modo interessante.
Scommessa su un nuovo sguardo a Abby
Maggiore focalizzazione sui dialoghi
Il formato della TV permette di esplorare meno l’azione frenetica e più le dinamiche relazionali, regalando al pubblico una visione del personaggio di Abby più vulnerabile rispetto al videogioco. Questa nuova interpretazione può fornire una prospettiva fresca e inaspettata, creando una connessione profonda con il pubblico.
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