Addio a Umberto Pizzi, fotografo della Dolce Vita

Addio a Umberto Pizzi, fotografo della Dolce Vita
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Il 29 settembre 2026 è morto a Roma Umberto Pizzi, il fotografo che per oltre sessant’anni ha raccontato la mondanità italiana e i suoi protagonisti. Aveva 88 anni: era nato a Zagarolo, in provincia di Roma, il 7 ottobre 1937, e avrebbe compiuto 89 anni nel giro di pochi giorni. L’annuncio è arrivato da Il Fatto Quotidiano, la testata con cui collaborava da anni.

Pizzi non era un cronista di nera né un fotografo di moda. Il suo mestiere era stare sul marciapiede, davanti ai locali di via Veneto e alle feste private della capitale, e aspettare il momento in cui un volto noto abbassava la guardia. Da quelle attese sono nate immagini che oggi valgono come documenti storici: due milioni di fotografie raccolte in un archivio tutelato dal ministero della Cultura come patrimonio nazionale.

Da via Veneto all’archivio da due milioni di scatti

Nato in una famiglia povera di borgata, figlio di un bracciante, Pizzi fece diversi lavori prima di avvicinarsi alla fotografia. La svolta arrivò quando diventò assistente del proprietario dell’Hotel Ambasciatori, in via Veneto: da lì vedeva passare le celebrità e cominciò a fotografarle.

Il primo vero incarico fu con la FAO, l’agenzia dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura: viaggiò tra Iraq, Iran, Turchia, Siria e Giordania per documentare la denutrizione nei Paesi poveri. Fu lui stesso a raccontare che quel lavoro non gli apparteneva: voleva movimento e azione, non volti rassegnati. Tornò quindi a via Veneto.

Nel 1963 era ormai fotoreporter. Negli anni Settanta e Ottanta diventò fotocronista e nel 1988 si iscrisse all’albo come giornalista pubblicista. In quel periodo le sue immagini finirono su testate internazionali come Time, People Magazine e Sunday Express Magazine.

La carriera di Umberto Pizzi segue alcune tappe precise, tutte verificabili:

  • 1963: inizia a lavorare come fotoreporter
  • 1970-1980: anni da fotocronista sulla Roma della mondanità
  • 1988: iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti
  • 2008 e 2010: i libri Cafonal e Ultra cafonal con Roberto D’Agostino
  • 2012: ospite fisso di (ah)iPiroso su LA7
  • 2026: muore a Roma il 29 settembre, a 88 anni

Le foto che hanno fatto storia

Una delle sue immagini più note è del 1980: Gianni Agnelli, allora presidente della Fiat, fotografato fuori dal club romano Jackie O’ in compagnia della modella statunitense Ramona Ridge. I due tentarono di coprirsi il volto. Lo scatto non venne mai pubblicato: secondo lo stesso Pizzi, la Fiat lo fece comprare da un giornale di sua proprietà.

La foto che gli rese di più fu scattata a Venezia il 31 agosto 1991, durante una festa a palazzo della famiglia Volpi di Misurata, sul Canal Grande. Pizzi non aveva l’invito, perché l’esclusiva era del celebre fotografo Richard Avedon, ma riuscì a entrare. Raccontò di aver colto la baronessa Francesca Thyssen in una posizione imbarazzante e di aver venduto quello scatto per circa 200mila dollari.

Cafonal, Dagospia e il passaggio in televisione

Negli anni Duemila Pizzi diventò un collaboratore fisso di Dagospia, il sito di Roberto D’Agostino. Da quella collaborazione nacquero due libri: Cafonal. Gli Italiani nel mirino di Dagospia, pubblicato da Mondadori nel 2008, e Ultra cafonal. Il peggio di Dagospia, uscito nel 2010.

Nel 2012 arrivò anche una parentesi televisiva: dal febbraio al 15 marzo fu ospite fisso di (ah)iPiroso su LA7, in sostituzione dello scrittore Fulvio Abbate. Il suo sito ufficiale resta la vetrina dell’archivio: buona parte delle due milioni di fotografie è consultabile online.

Perché il suo archivio vale come documento storico

Pizzi ha fotografato la Roma degli anni Sessanta, quella della cosiddetta Dolce Vita, un capitolo raccontato anche nella ricostruzione televisiva de la Dolce Vita e il boom economico in tre puntate. Poi ha seguito la mondanità più decadente degli anni Ottanta e Novanta, fino agli anni Duemila, quando alle feste la commistione tra politica e spettacolo diventò la norma.

Chi oggi lavora su quel confine si muove su un terreno che Pizzi ha contribuito a definire. Da Fabrizio Corona, l’ex re dei paparazzi, alle nuove star inseguite dagli obiettivi, come Joshua Jackson e Simone Ashley avvistati dai paparazzi, il meccanismo non è cambiato: un volto, un momento, una vendita.

Anche il rapporto con i protagonisti degli scatti è rimasto lo stesso, come mostrano le cronache su Millie Bobby Brown e il fotografo che l’ha infastidita o le polemiche raccontate in Naike Rivelli contro Dagospia. Pizzi, però, restava dalla parte del marciapiede anche quando il gioco diventava duro.

FAQ su Umberto Pizzi

Quando è morto Umberto Pizzi?

Il 29 settembre 2026, a Roma. La notizia è stata annunciata da Il Fatto Quotidiano e confermata dalle principali testate nazionali.

Quanti anni aveva Umberto Pizzi?

88 anni. Era nato a Zagarolo il 7 ottobre 1937 e avrebbe compiuto 89 anni pochi giorni dopo la sua morte.

Per quali testate ha lavorato?

Ha collaborato con Dagospia di Roberto D’Agostino e con Il Fatto Quotidiano. Le sue foto sono state pubblicate anche da Time, People Magazine e Sunday Express Magazine.

Quante fotografie contiene il suo archivio?

Circa due milioni di scatti, tutelati dal ministero della Cultura come patrimonio nazionale e in parte visibili sul suo sito ufficiale.

Qual è la sua foto più celebre?

Lo scatto del 1980 a Gianni Agnelli fuori dal club Jackie O’, con la modella Ramona Ridge: fece discutere molto, ma non fu mai pubblicata.

Pizzi ha continuato a lavorare fino agli ultimi anni, vivendo a Zagarolo in una casa di campagna ma tornando quasi ogni giorno in città. Il suo archivio resta la sua eredità più concreta: sessant’anni di volti che oggi raccontano l’Italia meglio di molte cronache.


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