10 cattivi mcu sprecati che meritano un ritorno dopo Avengers: Secret Wars
Nel marvel cinematic universe alcuni antagonisti avrebbero potuto reggere l’impatto di minacce di lungo corso, ma in più occasioni la narrazione li ha trattenuti a lungo in secondo piano o li ha chiusi con tempi troppo rapidi. Tra morti affrettate, scelte creative discutibili e adattamenti non allineati alle versioni dei fumetti, diversi personaggi restano legati a occasioni mancate. Il reset multiversale previsto dopo avengers: secret wars apre uno scenario in cui alcuni archi potranno essere corretti e alcune interpretazioni potranno tornare utili.
perché alcuni villain mcu sembrano sprecati
Quando un antagonista entra con forza, poi scompare in fretta, la sensazione diventa quella di una minaccia tagliata prima di essere sfruttata fino in fondo. In parallelo, in alcuni casi la caratterizzazione resta limitata o viene modificata per esigenze di storia, con il risultato di allontanarsi dalle radici del personaggio nei comics. L’idea di un multiversal reset dopo avengers: secret wars viene indicata come una possibile soluzione, perché permetterebbe il rientro di figure già “morte” e una ri-regolazione dei ruoli destinati a nuovi capitoli.
- morti premature che interrompono potenziali filoni
- trame a dimensione “ridotta” rispetto alla portata dei villain
- cambi di identità o impostazioni lontane dall’iconografia dei fumetti
crossbones: brock rumlow e il problema del tempo in scena
frank grillo, nel ruolo di brock rumlow, offre momenti efficaci in captain america: the winter soldier. Il personaggio fa parte dello s.t.r.i.k.e., ma si scopre come doppio agente legato a hydra. In captain america: civil war però la traiettoria verso la versione da supercriminale dura pochissimo: crossbones muore quasi immediatamente, prima ancora che l’azione iniziale si chiuda. La presenza si concentra in circa cinque minuti, fino all’attivazione di un giubbotto esplosivo suicida, gestito con la reazione di scarlet witch per proteggere le persone coinvolte.
- frank grillo come brock rumlow
- crossbones in captain america: civil war
ronan the accuser: minaccia cosmica, uscita improvvisa
ronan the accuser, antagonista centrale di guardians of the galaxy, viene interpretato da lee pace con una personalità capace di valorizzare un personaggio spesso percepito come rigido nei fumetti. La pellicola gli riserva momenti di grande pericolo durante l’assalto a xandar, con duelli significativi, tra cui lo scontro uno contro uno con drax the destroyer. Nonostante questo, quando arriva il confronto con star-lord, la situazione si chiude in modo rapido: ronan viene disintegrato senza ulteriore sviluppo, spegnendo l’idea di un villain cosmico con potenziale per durare oltre la singola storia. Il rilancio di una variante di ronan viene indicato come una possibilità per riprendere quel filone.
- lee pace come ronan the accuser
- drax the destroyer
- star-lord (peter quill)
the mandarin: identità costruita e occasione mancata
in iron man 3 emerge una svolta di sceneggiatura che introduce ben kingsley nel ruolo di trevor slattery, mascherato da presunto “mandarin”. Lo stratagemma narrativo, pur efficace nella struttura del film, porta molti spettatori a rifiutare l’utilizzo dell’iconico avversario come falso bersaglio. La successiva presenza del mandarin come figura reale viene invece chiarita in shang-chi and the legend of the ten rings: il nome risulta inventato, usato da xu wenwu per diffondere paura. Se nei comics il personaggio può essere associato anche ad ambientazioni complesse e problematiche, la soluzione proposta è un mandarin più coerente con l’essenza del villain, costruito su magia invece che solo su tecnologia.
- ben kingsley come trevor slattery
- xu wenwu
m.o.d.o.k.: adattamento errato e potenziale sprecato
m.o.d.o.k. aveva già trovato un riscontro positivo con una serie animata, riconosciuta come intrattenimento di qualità. Quando il personaggio arriva nel mcu come presenza “live action”, invece, viene utilizzato con una logica comica in ant-man and the wasp: quantumania. In questa incarnazione non corrisponde al m.o.d.o.k. che governa a.i.m. nei fumetti: risulta essere una figura collegata all’era precedente, indicata come darren cross (la controparte dell’uomo già introdotto nel primo ant-man). L’idea è che una futura riproposizione più fedele possa riscattare l’uso del personaggio nella fase successiva.
- darren cross (m.o.d.o.k. nell’adattamento citato)
taskmaster: nome usato, identità stravolta
l’impostazione scelta per taskmaster viene considerata coerente con la struttura di black widow: il passaggio a un personaggio femminile ha senso narrativo perché deve affrontare natasha e yelena. Inoltre, l’idea di collegare il ruolo a riflessi fotografici in grado di replicare le mosse delle “vedove” rende la minaccia più mirata. Il punto critico riguarda la componente “iconica” del villain: la versione dei fumetti è un riferimento culturale forte, mentre l’adattamento mcu porta la figura a una morte veloce in thunderbolts*, chiudendo l’arco del personaggio senza lasciare continuità. Viene dunque proposta la possibilità di usare il nome taskmaster in modo più efficace affidando il ruolo a tony masters in un nuovo contesto della fase successiva.
- natasha
- yelena
whiplash: un villain tagliato e sostituito dall’azione digitale
mickey rourke è indicato tra gli attori che hanno lamentato alcune scelte sul set: in iron man 2 il personaggio whiplash avrebbe avuto scene utili per costruire meglio la presenza, ma una parte di materiale risulta rimossa per semplificare l’impianto. Il risultato è che, pur con un design efficace e un’arma coerente (le fruste alimentate da un arc reactor), la storia finisce per puntare su un grande scontro in larga misura affidato a elementi cgi e a un numero elevato di attacchi corazzati. In questo quadro whiplash viene percepito come inserito “a metà”, fino a essere lasciato morire nel climax finale, con un impatto considerato inferiore a quello che sarebbe stato possibile ottenere.
- mickey rourke come whiplash
- iron man
- war machine
malekith: assente in motivazioni e troppo confuso nell’epilogo
malekith the accursed rimane, secondo la fonte, una delle figure più deludenti apparse nel mcu. In thor: the dark world è presentato come leader antico dei dark elves e antagonista principale. Nei fumetti, malekith è legato a minacce capaci di coinvolgere più dimensioni, con conseguenze che arrivano fino a eventi di grande scala. Il film, invece, non restituisce una versione capace di sostenere la stessa portata: malekith appare come un villain privo di motivazioni solide, quasi ridotto alla funzione di “essere malvagio”. Anche lo sviluppo del personaggio risulta limitato e la grande battaglia finale viene definita poco leggibile a causa di effetti digitali poco comprensibili.
In aggiunta, viene citata una dichiarazione del regista alan taylor secondo cui molte scene di background sarebbero state tagliate e l’attore christopher eccleston avrebbe criticato la trasparenza del ruolo nel film.
- christopher eccleston come malekith
- alan taylor (regista)
dormammu: potenza reale, presenza marginale
dormammu è il villain dominante del primo doctor strange, ma compare in modo limitato: la sua presenza viene collocata soprattutto in chiusura, con un’apparizione astratta attraverso una sequenza in motion capture in cui strange lo affronta. Nonostante il potere interdimensionale, la figura risulta trattata come se fosse un elemento secondario. La fonte sottolinea che il film mostra comunque la sua forza attraverso una sconfitta non “diretta”: strange non lo annienta, ma lo costringe a un ciclo temporale con un inganno.
Nei fumetti, dormammu è descritto come un antagonista persistente e molto potente, legato anche ai legami di clea. In doctor strange in the multiverse of madness clea compare nella parte finale, alimentando aspettative di uno scontro nel suo regno, con un’uscita più coerente con l’aspetto “fiammante” del personaggio. Queste attese non si sarebbero materializzate e dormammu resta quindi tra i villain mcu meno sfruttati.
- clea
gorr the god butcher: trauma e tragedia compressi dalla comicità
christian bale viene indicato come un punto di forza per gorr the god butcher in thor: love and thunder. La resa del personaggio viene giudicata penalizzata da una scelta tonale: taika waititi avrebbe reso la vicenda più comica, richiamando l’approccio di thor: ragnarok. Secondo la fonte, la differenza è decisiva perché gorr è una figura tragica, attraversata da traumi. Nel film la minaccia viene collegata a elementi come la paura per alcuni bambini asgardiani e a una morte legata a jane foster, ma il nucleo emotivo non raggiunge l’impatto atteso a causa dell’eccesso di umorismo che “svuota” la storia, riducendola a una versione più essenziale rispetto alle potenzialità drammatiche offerte dal villain.
- christian bale come gorr the god butcher
- jane foster
- taika waititi (regia)
justin hammer: ritorno auspicato perché il personaggio funziona
tra i villain citati, justin hammer viene indicato come un candidato al rientro anche se non è un supercriminale “totale”. In iron man 2 la sua interpretazione tramite sam rockwell viene descritta con aggettivi mirati: scivoloso, codardo, manipolatore, capace di creare un antagonista “odiato” dal pubblico ma memorabile. La fonte evidenzia che hammer supera whiplash per impatto e risulta un contraltare efficace a tony stark. Inoltre sopravvive ed entra in una struttura carceraria.
Rispetto ad aldrich killian di iron man 3, justin hammer appare come un antagonista che non cerca la gloria del ruolo da villain: preferisce controllare gli altri, creare “supercriminali” come strumenti e restare nell’ombra. Per questo motivo viene segnalata la possibilità di un rientro in armor wars se il progetto verrà realizzato, con l’indicazione che, in caso contrario, servirebbe comunque una soluzione per riportare justin hammer nel mcu, perché il personaggio sarebbe troppo efficace per restare definitivamente fuori scena.
- sam rockwell come justin hammer