Steven Spielberg risponde dopo 44 anni alla domanda irrisolta su E.T.

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Il grande mistero legato a E.T., rimasto aperto per 44 anni, ha finalmente trovato una risposta ufficiale. La ricostruzione passa dal mondo di Steven Spielberg e dalla domanda che gli spettatori si sono continuati a porre: Elliott è riuscito a ritrovare il suo amico extraterrestre dopo la separazione?
Tra rivelazioni sul legame tra i due protagonisti e dettagli sulle strade che avrebbero potuto portare a un seguito, il quadro chiarisce anche perché il classico non ha mai dato vita a un vero franchise e quali idee sono state accantonate nel tempo.

el t. dopo la separazione: la risposta ufficiale di steven spielberg

Durante una partecipazione al podcast Happy Sad Confused, Steven Spielberg ha affrontato il punto più atteso della storia. La richiesta riguardava il destino di Elliott e la possibilità di rivedere E.T. dopo il momento emotivamente decisivo in cui i due vengono separati.
La risposta, secondo quanto dichiarato dal regista, è negativa. Spielberg ha infatti spiegato che non c’è mai stata una vera reunion dopo quella separazione.

  • non lo ha mai più rivisto
  • lo ha incontrato nei sogni
  • esisteva un legame psichico tra i due

il legame psichico tra elliott ed et

La motivazione del mancato incontro “nel mondo reale” viene ricondotta a un legame speciale. Spielberg richiama il dettaglio centrale della narrazione: E.T. tocca la fronte di Elliott e comunica che “Io sarò sempre qui”. Da qui nasce l’idea che, pur non potendo rivederlo fisicamente, Elliott continui a sentire la presenza dell’amico attraverso i sogni.

perché et non è diventato un franchise

Nonostante il successo ottenuto al botteghino, E.T. l’extraterrestre non ha mai assunto il profilo di un franchise. Questo ha limitato la possibilità di costruire nuove storie incentrate su una reunion tra i personaggi principali.
Nel contesto della produzione, Spielberg ha reso chiaro che il desiderio di preservare la forza del primo film ha avuto un ruolo decisivo nelle scelte narrative.

un progetto di seguito esisteva davvero

La storia avrebbe potuto prendere un’altra direzione: all’epoca era infatti presente un soggetto per un possibile seguito. Il piano immaginava un titolo provvisorio, E.T. II: Nocturnal Fears, con un cambio di focus.
In base all’impostazione descritta, il seguito avrebbe spostato l’azione sul pianeta natale dell’alieno, puntando a esplorarne origini, famiglia e società, con un tono più vicino a atmosfere leggermente più dark rispetto al sense of wonder dell’originale.

  • titolo provvisorio: E.T. II: Nocturnal Fears
  • ambientazione: pianeta natale dell’alieno
  • focus: origini, famiglia, società
  • tendenza di tono: più dark rispetto all’originale

la decisione di spegnere l’idea del seguito

La direzione pensata non arrivò mai a concretizzarsi. Spielberg, stando a quanto ricordato, ha cambiato idea rapidamente, ritenendo che un sequel avrebbe potuto rovinare il ricordo del primo film.

la reunion “apocrifa” del 2019: cosa è stato mostrato

Tra le curiosità legate alla memoria pop del film, emerge anche un episodio particolare avvenuto nel 2019. In quell’anno sarebbe stata realizzata una reunion “apocrifa” legata al personaggio di Elliott.

henry thomas e lo spot natalizio a tema et

Il punto centrale riguarda Henry Thomas, interprete di Elliott. L’attore ha accettato di partecipare a una pubblicità natalizia con tema E.T., in cui Elliott, ormai adulto, riceve la visita del suo amico alieno durante le feste.
Successivamente, l’attore ha chiarito che si trattava solo di uno scenario costruito per generare divertimento e nostalgia, specificando che non aveva alcun intento di cambiare l’impianto originario.

  • Henry Thomas

un finale senza rivelazioni sul presente: i sogni come risposta

La ricostruzione completa porta a un esito coerente: anche dopo la separazione, Elliott non ha mai ritrovato E.T. in modo diretto. La presenza dell’amico resta affidata a un rapporto speciale che si manifesta attraverso il mondo onirico, sostenuto da un legame psichico richiamato esplicitamente dal regista.
Nel frattempo, l’energia creativa di Spielberg continua a tornare sugli alien e sul brivido dell’incontro con l’ignoto, con Disclosure Day come nuovo passaggio di questo percorso, figlio di una poetica già riconoscibile in opere come Incontri ravvicinati del terzo tipo e La guerra dei mondi, oltre al classico che resta il punto di riferimento principale.

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