Recensione di Vermiglio: Il Nuovo Capolavoro di Maura Delpero Presentato a Venezia 81
La regista Maura Delpero, nota per il suo film di debutto Maternal, torna con la sua nuova opera Vermiglio, presentata al 81° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Questo film si propone come un’intensa rappresentazione della vita in montagna durante l’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale, ambientato nel suggestivo villaggio di Vermiglio, situato nella Provincia autonoma di Trento.
vermilgio: una comunità montana in tempo di guerra
Il film si apre in un paesaggio invernale, dove la neve ricopre il terreno e la guerra infuria lontano, ma continua a influenzare il quotidiano. Gli abitanti del villaggio avvertono il dolore dei soldati dispersi. La narrazione si sviluppa attorno a una famiglia numerosa che condivide momenti di vita comune. La figura di Lucia, la sorella maggiore, emerge mentre si occupa delle mucche, a cui segue una scena di convivialità attorno al tavolo, dove ciascun membro riceve le proprie razioni di pane e latte. Presente anche Cesare, padre e maestro del villaggio, ricopre un ruolo centrale nella dinamica familiare.
- Lucia
- Cesare
- Adele
- Dino
- Flavia
- Ada
una narrazione di vita e di morte
Vermiglio racconta il ciclo delle stagioni e le interazioni tra uomo e natura, evidenziando i ritmi lenti e inesorabili della vita quotidiana. La regista sintetizza momenti cruciali con delicatezza, dall’arrivo di nuove vite alle perdite dolorose, senza enfatizzare la violenza ma piuttosto abbracciando una dolcezza emotiva. Ciò emerge chiaramente nella rappresentazione della routine scolastica del maestro, il quale cerca di istruire i bambini a ritmo di Vivaldi, offrendo “cibo per l’anima” mentre la madre affronta le preoccupazioni legate alla crescita della sua famiglia.
Il film trae forza dalla sua narrativa visiva aderente alla natura e alla vita quotidiana, permettendo allo spettatore di cogliere la bellezza anche nei momenti di tragedia. La regista dimostra una raffinata maestria nella gestione dello spazio e degli scambi emotivi tra personaggi. A una fotografia evocativa che richiama i dipinti di Vermeer, si unisce un profondo affetto per i protagonisti e le loro sfide. Vermiglio diventa quindi un’opera profondamente personale, esplorando la tematica del rispetto per la vita, con un focus sulle donne e i loro segreti.

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