Recensione da Venezia 81: La Grazia di Angelina Jolie Incanta sotto gli Occhi di Maria
La nuova opera cinematografica di Pablo Larraín
L’opera cinematografica dedicata alla voce inconfondibile di Maria Callas si inserisce nell’opera di Pablo Larraín che, con “Maria”, conclude la sua trilogia dedicata a figure femminili iconiche del XX secolo. La pellicola, parte della competizione alla 81° Mostra del Cinema di Venezia, segue i film precedenti su Jackie Kennedy e Lady Diana, incentrando il racconto sugli ultimi anni della vita della soprano. In questa narrazione, la diva dell’opera, ritiratasi dalle scene, continua a vivere nel ricordo del suo prestigioso passato mentre cerca di conciliare con i propri demoni personali.
Un viaggio nell’anima di Maria Callas
Il ritratto di Maria Callas, che non calca più i palcoscenici da quattro anni, è profondamente intimista: una donna in costante lotta con il proprio passato glorioso, cercata incessantemente attraverso visioni del suo passato trionfale. Questa narrazione nel film di Larraín intende mettere a fuoco l’introspezione del carattere, il dilemma interiore tra la gloria pubblica e le fragilità emotive. L’incontro con personaggi del suo quotidiano, come il maggiordomo Ferruccio e la domestica Bruna, interpretati rispettivamente da Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher, arricchiscono il quadro complesso della protagonista, immersa in una bolla di passato e fama.
L’approccio di Larraín al biopic
Proseguendo il suo filone “Cinematic Universe”, Larraín dosa con maestria elementi di realismo e finzione, trasformando “Maria” in un emozionante ghost movie. Qui la protagonista vive con un’ombra che non vuole abbandonare, similmente a quanto narrato in “Spencer”, ma con una diversa prospettiva di revisione del passato.
Una sceneggiatura di livello con interpretazioni di spicco
Steven Knight contribuisce con una sceneggiatura che mette in luce le dinamiche di potere e relazione tra Maria e coloro che la circondano, portando dialoghi intensi e rivelatori delle ferite nascoste della protagonista. L’interpretazione di Angelina Jolie cattura perfettamente l’essenza orgogliosa e vulnerabile di Maria Callas, consolidando il suo ruolo di attrice di fama internazionale.
Un’opera limitata dalla sua accessibilità
Nonostante la spiccata qualità tecnica e artistica, “Maria” trova una barriera nell’accessibilità al grande pubblico, soprattutto per chi non è immerso nel mondo della lirica. La scelta di alcune rappresentazioni, come la riproduzione dell’aria “Anna Bolena”, eleva il film per i conoscitori del genere, aumentando La sfida di identificazione per uno spettatore meno familiare.
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