Miglior film d’animazione di ogni decennio negli ultimi 100 anni

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Le produzioni animate hanno attraversato decenni di evoluzione, passando da intrattenimento “di settore” a narrazioni in grado di competere, per impatto e riconoscibilità, con i grandi film live action. L’evoluzione non è stata lineare: dopo i picchi, sono arrivati periodi di rallentamento e nuove sfide creative e tecnologiche. Il risultato è una storia fatta di innovazione, nuove scuole artistiche e titoli che hanno definito epoche diverse, consolidando l’idea che l’animazione possa offrire storie memorabili, emozioni forti e traguardi culturali.

come l’animazione è diventata un punto di riferimento globale

Negli anni 1930 le produzioni Disney hanno dimostrato che un film d’animazione poteva attirare pubblico in sala e raggiungere incassi paragonabili a quelli dei generi più presenti nei cinema. Nel tempo, però, il dominio si è incrinato: verso gli anni 1970 la spinta creativa ha iniziato a cambiare passo e sono emersi nuovi studi capaci di distinguersi, anche senza lo stesso livello di esperienza storica nel campo dell’animazione.
Negli anni 1990 il confronto si è intensificato. L’idea di costruire storie animate in modo diverso ha trovato un acceleratore con l’ascesa di Pixar, che ha portato un nuovo modo di raccontare, mentre DreamWorks Animation ha puntato a ottenere riconoscimenti di prestigio e risultati al botteghino. In parallelo, anche Disney ha riaperto la fase di crescita grazie alla Renaissance, da cui sono nati titoli oggi considerati classici: Aladdin, Beauty and the Beast e The Lion King.
Negli anni 2000 in poi, l’offerta si è ampliata con una presenza costante di grandi nomi come Disney, Pixar, DreamWorks, Laika e Sony, oltre a piattaforme che hanno contribuito alla diffusione di produzioni di successo. In questa fase, la qualità generale dei film si è avvicinata sempre di più ai livelli dei migliori titoli live action, anche grazie al progresso delle tecniche e della realizzazione visiva.

  • Disney Animation
  • Pixar
  • DreamWorks Animation
  • Laika
  • Sony
  • Netflix

snow white and the seven dwarfs (1937): l’inizio di un modello di successo

Il punto di partenza risale al 1937, quando Disney ha pubblicato Snow White and the Seven Dwarfs. Il film viene indicato come il primo lungometraggio statunitense animato in modalità cel e anche come la prima grande produzione di lunghezza piena dell’attuale Walt Disney Animation Studios. Con il debutto della Disney Princess prende forma un elemento destinato a restare nel tempo: un tema che diventerà familiare per decenni.
All’epoca l’animazione era ancora percepita come un formato poco “sicuro”, associata soprattutto ai cartoni. Nonostante questo, la pellicola ha ottenuto risultati economici importanti, tra cui incassi già elevati alla prima uscita internazionale, e ha stabilito un riferimento per la narrazione e per la struttura dei film successivi. Il racconto unisce la protagonista principessa, la presenza di animali antropomorfi e canzoni capaci di definire il ritmo della storia.

  • Snow White
  • I sette nani
  • Animali antropomorfi

pinocchio (1940): una storia più cupa e con canzoni da record

Nel 1940 Disney porta sugli schermi Pinocchio. Il film si discosta dall’idea di principesse e dalle sequenze musicali più leggere: al centro c’è un burattino di legno creato da un uomo solo, destinato a diventare “vero”, ma frenato da decisioni sbagliate che mettono a rischio la sua stessa anima.
La caratteristica che rende il titolo particolarmente distintivo è la componente morale: Pleasure Island mette in scena una serie di ragazzi “cattivi” e una punizione finale che trasforma i protagonisti in asino/donkey. Il risultato è una favola con momenti più inquietanti rispetto ad altri prodotti dello stesso periodo. Non mancano però elementi musicali: tra questi spicca “When You Wish Upon a Star”, indicata come la prima canzone Disney a vincere un Oscar.

  • Pinocchio
  • Geppetto
  • Jiminy Cricket
  • I ragazzi di Pleasure Island

cinderella (1950): il successo che rilancia il percorso disney

Nel 1950 arriva Cinderella, presentato come uno dei più importanti film Disney dedicati alle principesse. La storia racconta una giovane donna dopo la morte del padre: la matrigna e due sorellastre vengono descritte come figure malvagie, responsabili di un’esistenza fatta di sofferenza e attese forzate, finché l’incontro con una Fairy Godmother non apre la strada a un ballo e a una svolta.
Il racconto collega un desiderio di cambiamento a una crescita personale: il percorso conduce la protagonista a diventare abbastanza forte da reagire contro chi la opprime e a incontrare il principe. Il film viene considerato anche il più grande successo Disney dopo Snow White, con un impatto che si riflette nello sviluppo televisivo e nell’apertura del primo Disneyland. Nel tempo, il titolo è stato adattato anche in più versioni live action.

  • Cinderella
  • Fairy Godmother
  • Il Principe
  • Matrigna
  • Sorellastre

the jungle book (1967): walt disney e l’ultima supervisione personale

Walt Disney scompare nel 1966, ma il suo ultimo film animato seguito direttamente arriva dopo la morte con The Jungle Book. Il titolo ottiene successo in virtù della qualità e viene descritto come la prova che l’azienda restava competitiva nel panorama dell’animazione prima della scomparsa del suo fondatore.
La trama segue un giovane ragazzo cresciuto nella giungla che deve affrontare un pericolo costante, rappresentato da un grande predatore: Shere Khan, indicato come una tigre del Bengala con l’obiettivo di eliminarlo. L’aspetto più celebrato è la componente musicale: tra le canzoni principali vengono citate “The Bare Necessities” e “I Wanna Be Like You”, con “Bare Necessities” nominata agli Oscar. Anche il cast vocale viene indicato come perfettamente adatto al film, mentre l’adattamento live action viene descritto come il migliore realizzato da Disney.

  • Il giovane protagonista
  • Shere Khan
  • Baloo

watership down (1978): l’animazione adulta che sconvolge

Negli anni 1970 Disney attraversa un periodo di difficoltà, con un numero limitato di film animati e con diverse uscite considerate meno incisive rispetto al passato. Nel 1978, però, avviene un evento importante: arriva un film animato non Disney, basato su Watership Down, che sorprende il pubblico.
Il titolo viene descritto come non pensato per bambini: la sorpresa dei genitori porta a un impatto duraturo, con storie in grado di lasciare segni. La trama segue un gruppo di conigli la cui tana viene distrutta; la ricerca di una nuova casa li espone a pericoli continui. La presenza della morte tra le possibilità contribuisce a collocare l’opera tra i più noti cult per un pubblico adulto.

  • Un gruppo di conigli
  • La comunità del covo distrutto

the land before time (1988): una storia di accettazione e appartenenza

Nel 1988 si consolida una delle serie animate più ricordate tra generazioni diverse con The Land Before Time. Il film è distribuito da Universal Pictures e vede come executive producer Steven Spielberg e George Lucas. La storia si muove nell’era preistorica e mette al centro dei dinosauri, affrontando temi come separazione, ansia e difficoltà nei rapporti con esemplari di altre specie, oltre al problema dell’esclusione.
La narrazione punta a insegnare l’accettazione: tutti i dinosauri possono convivere e aiutarsi, anche quando appartengono a “pack” diversi. Il film è segnalato come uno dei primi grandi successi in ambito animato per un non-Disney studio e come l’avvio di un franchise che prosegue per 13 sequel e una serie TV.

  • Dinosauri del mondo preistorico
  • Famiglie e figure genitoriali
  • Altri pack e specie

toy story (1995): la rivoluzione dell’animazione computerizzata

Negli anni 1990 si apre una fase di trasformazione. Pur con DreamWorks in preparazione, l’attenzione si concentra su un nuovo studio: Pixar, nato da una società finanziata da Steve Jobs. In questo contesto, la svolta arriva con Toy Story, il film che inaugura quel cambio di standard.
In Toy Story vengono abbandonati i tradizionali metodi di animazione disegnata a mano tipici di Disney, per adottare l’animazione computerizzata. Lo stile viene descritto come più vivace, colorato e “fresco”. Anche la struttura emotiva gioca un ruolo decisivo: il racconto è pensato per coinvolgere sia bambini sia adulti e spinge Disney a migliorare negli anni successivi. Il film risulta inoltre essere il primo film d’animazione a ottenere una candidatura all’Oscar per la Best Original Screenplay.

  • Personaggi giocattolo di Toy Story
  • La squadra creativa di Pixar

spirited away (2001): capolavoro di hayao miyazaki

Nel 2001, mentre DreamWorks conquista un traguardo negli anni successivi e Pixar consolida una fase di grande successo, il titolo indicato come migliore dell’epoca proviene dal Giappone: Spirited Away. Il film arriva come opera principale di Hayao Miyazaki, già noto nel mondo dell’animazione dagli anni 1980.
La storia segue una giovane ragazza in viaggio con i genitori che, per errore, finisce in un villaggio dove i genitori vengono trasformati in maiali. La protagonista deve lavorare in un bathhouse cercando un modo per riportare la famiglia allo stato umano. Il film vince il Best Animated Feature Oscar dell’anno successivo a Shrek e resta indicato come il più alto incasso del Giappone per quasi 20 anni.

  • La giovane protagonista
  • I genitori trasformati in maiali
  • La comunità della bathhouse

inside out (2015): la gestione delle emozioni in modo diretto

Nel 2015 Pixar pubblica Inside Out, presentato come un film compreso davvero solo con la visione. La promozione indicava che l’ambientazione sarebbe stata soprattutto nella mente di una pre-adolescente, e il risultato porta a una storia tenera dedicata a Riley. La protagonista si trasferisce da Minneapolis (Minnesota) a San Francisco e trova difficoltà ad adattarsi.
Il centro della narrazione è la gestione delle emozioni: Joy, Sadness, Anger, Disgust e Fear devono affrontare insieme le trasformazioni della vita quotidiana. Il film viene descritto come capace di far piangere lo spettatore in più momenti, tra cui il destino di Bing Bong e il crollo di Riley tra le braccia dei genitori. L’opera viene inoltre associata al tema del venire a patti con la depressione, con la definizione di masterpiece.

  • Joy
  • Sadness
  • Anger
  • Disgust
  • Fear
  • Riley
  • Bing Bong

spider-man: across the spider-verse (2023): stili animati che cambiano

Per gli anni 2020 viene indicato come miglior film animato finora Spider-Man: Across the Spider-Verse, tra i titoli più rilevanti della decade. Il primo capitolo della saga viene citato per aver contribuito a modificare la realizzazione delle produzioni animate in ambito hollywoodiano, con una tendenza verso un’estetica meno fotorealistica e più “cartoon”. Tra gli esempi collegati a questo cambiamento vengono citati film della serie come Puss in Boots e The Bad Guys.
Nel 2023, Across the Spider-Verse porta la trasformazione più in alto: lo stile animato cambia più volte nel corso del film e si adatta al contesto, in base a chi appare e a dove si trova Miles Morales nel multiverso. L’obiettivo tecnico viene descritto come superiore a gran parte dei titoli animati realizzati in precedenza, con un impatto sul modo in cui i film animati vengono percepiti. In sintesi, l’opera viene indicata come un punto di svolta nella definizione visiva dell’animazione moderna.

  • Miles Morales
  • Spider-Verse characters

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