Joker: Folie à Deux – Recensione Esclusiva dal Festival di Venezia 81 di Todd Phillips
Con il suo ritorno, Todd Phillips si confronta nuovamente con il complesso personaggio di Arthur Fleck in Joker: Folie à Deux, in occasione dell’81° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Il film segue il travolgente successo del primo capitolo, vincitore di importanti premi tra cui l’Oscar per il Miglior attore andato a Joaquin Phoenix. In questa nuova avventura, accanto a Phoenix, si presenta Lady Gaga nei panni di una reinterpretata Harley Quinn.
trama di Joker: Folie à Deux
Joker: Folie à Deux porta Arthur Fleck a essere internato ad Arkham, dove attende il processo per i crimini commessi, già visti nel primo film. La nuova narrazione esplora la sua dualità, portandolo a vivere una storia d’amore e a scoprire il suo talento musicale. La sinossi brevissima, ma intrigante, lascia intravedere una storia caratterizzata da elementi diversi rispetto alle aspettative.
Una specifica importante è che Joker: Folie à Deux si presenta come un musical vero e proprio, dove i personaggi iniziano a cantare e ballare nel bel mezzo dell’azione, trasformando la narrazione in un’esperienza quasi onirica. Questa scelta creativa da parte di Phillips segna un cambiamento radicale rispetto al primo film, indicando una rinnovata sfida artistica.
aspetti formali e stilistici
Dal punto di vista formale, Joker: Folie à Deux si configura come un’opera gemella del predecessore: lo stile rimane freddo e plumbeo, mentre la messa in scena delle esistenze lacerate si mantiene intensa. Un elemento che manca rispetto al primo film è la forte introspezione del personaggio, che qui perde la complessità e il contesto sociale da cui era circondato. La Gotham con il suo ambiente ostile e disumano è assente, sostituita da un contesto di repressione carceraria.
Il rapporto tra Arthur Fleck e Harley Quinn si presenta con dinamiche inusuali. Lady Gaga, nel suo ruolo, si impone come figura dominante, portando Arthur a sentirsi meno solo, mentre il finale si rivela spiazzante, mettendo in discussione l’idea che Arthur sia veramente Joker, suggerendo che la sua violenza sia solo un riflesso di una condizione fragile.
una coppia controversa
La chimica tra Joaquin Phoenix e Lady Gaga emerge sullo schermo, rendendoli convincenti nei ruoli di una coppia disturbata. La sceneggiatura presenta punti deboli, e le musiche originali risultano ripetitive, lasciando il film carente di anima. Joker: Folie à Deux sembra privato dell’essenza emotiva, nonostante le prestazioni attoriali notevoli, segnalando una mancanza che non può essere celata dietro il cerone del clown.


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