Hit comedy movies che invecchiano male come il latte
La comicità è un genere che dipende fortemente dal contesto: cambia la sensibilità del pubblico, cambiano i confini di ciò che viene percepito come accettabile. Alcuni film hanno avuto successo al momento dell’uscita, ma con il passare degli anni sono diventati scomodi da guardare, soprattutto quando nei contenuti compaiono sessual assault, razzismo, sessismo, omofobia e transfobia. Di seguito sono raccolti esclusivamente titoli di successo (i cosiddetti “hit”), cioè commedie che al cinema hanno attirato grandi numeri di spettatori, anche se spesso venivano già criticate come problematiche fin dall’inizio.
crocodile dundee (1986): il conflitto culturale e la transphobia
Crocodile Dundee resta tra le commedie con maggiore incasso di sempre, ma col tempo è finito in ombra. Il film basa la propria forza su Paul Hogan e su un umorismo costruito attorno all’incontro tra un personaggio dell’outback e New York, facendo leva sul contrasto culturale. La comicità, però, include anche elementi legati a transphobia, che trasformano alcune scene in un problema centrale.
Il punto più critico riguarda una sequenza in cui Dundee compie un’azione di carattere sessuale violento contro una persona trans, umiliandola davanti a una folla che reagisce con apprezzamento. Con tante alternative comiche presenti, la scelta di colpire un gruppo marginalizzato risulta particolarmente fuori asse rispetto al resto del racconto. Crocodile Dundee invecchia in modo marcato, fino a diventare difficilmente sostenibile per lo sguardo contemporaneo.
american pie (1999): la satira sfiora l’umiliazione di una studentessa
American Pie nasce come sex comedy degli anni Novanta, e per questo il contesto dell’epoca pesa. Pur trattandosi di un successo che ha lanciato una saga, il film viene descritto come meno offensivo rispetto ad altri titoli presenti, con un’impostazione vicina alla parodia e un gioco di rovesciamento rispetto alle classiche storie sentimentali giovanili del decennio precedente. Il problema è legato a un singolo momento capace di lasciare un segno duraturo.
La scena in questione vede Jim invitare a studiare una studentessa di scambio e, in modo clandestino, tentare di filmare la ragazza mentre cambia abiti. Anche se la situazione viene gestita come umiliazione nei confronti di Jim, la studentessa finisce comunque esposta all’attenzione dell’intero istituto. L’effetto complessivo, per il pubblico odierno, risulta amaro e corrosivo, perché la crudeltà resta più impressa dell’intento comico.
ace ventura: pet detective (1994): stereotipi anti-trans e disabilità prese in giro
Ace Ventura: Pet Detective è ricordato come una delle pellicole più riconoscibili di Jim Carrey, valorizzata dalla fisicità e dal ritmo della comicità tipica dell’attore canadese. Sebbene nel complesso resti un riferimento degli anni Novanta, il film contiene diversi passaggi che oggi risultano ingestibili.
Il nodo principale della trama include una rivelazione in cui l’antagonista viene descritto come un uomo che si presenta con sembianze femminili. In questa cornice, vengono rafforzati stereotipi anti-trans. Oltre a ciò, è presente una lunga sequenza in cui vengono derise le persone con disabilità. Anche quando molte battute funzionano ancora, la parte finale rende la visione contemporanea complessa e poco accettabile.
sixteen candles (1984): sessualità trattata come scherzo e stereotipi razzisti
John Hughes è spesso associato ai film teen degli anni Ottanta, e molte delle sue opere restano note. In questo caso, Sixteen Candles viene indicato come un titolo che, con il tempo, è diventato quasi impossibile da guardare. Il film tratta temi legati alla crescita e alla dimensione sociale adolescenziale, ma mostra scelte percepite come insensibili in altre aree.
La pellicola fa ironia su aggressioni sessuali, trattando avances non desiderate come se fossero un’unica grande gag. L’elemento più evidente, però, riguarda la caratterizzazione di Long Duk Dong: il personaggio viene costruito come un insieme di stereotipi razzisti verso gli asiatici e non si integra nemmeno nei criteri culturali più elastici tipici degli anni Ottanta. Una rappresentazione così esplicita è indicata come inappropriata allora e, ancora di più, oggi.
shallow hal (2001): l’idea di “bellezza interiore” è schiacciata dal contenuto offensivo
Shallow Hal rappresenta una commedia degli anni Duemila arrivata con l’aspettativa del grande pubblico, ma viene descritta come un risultato molto problematico. Il film ruota attorno a Jack Black, che interpreta un single “superficiale” capace di innamorarsi dopo che, improvvisamente, vede una donna in modo diverso: la percezione cambia, e la sua visione estetica si sposta verso il concetto di “interiorità”.
Nel film è presente l’uso di un fat suit da parte di Gwyneth Paltrow e vengono offerte occasioni per ridicolizzare l’obesità. In teoria il messaggio sull’importanza della bellezza interiore dovrebbe funzionare, ma viene oscurato dalla carica offensiva del modo in cui il tema viene trattato. L’umorismo, quindi, non emerge come gioco: Shallow Hal viene definito come privo di comicità effettiva, finendo per essere identificato soprattutto per i contenuti problematici.
big (1988): l’amore con implicazioni sessuali diventa un nodo etico
Big è uno dei titoli più noti nella filmografia iniziale di Tom Hanks. Anche se è spesso considerato il miglior film degli anni Ottanta della sua produzione comica, nel tempo restano criticità evidenti. La storia si basa sulla trasformazione magica di un bambino in un adulto, con l’idea che il corpo cresca ma la mente mantenga caratteristiche infantili.
Il film avvia una relazione con una donna adulta, includendo anche riferimenti a incontri sessuali impliciti. La premessa, per come viene sviluppata, solleva molte domande sul piano etico: in una commedia, l’asimmetria tra maturità mentale e status adulto rende le dinamiche difficili da giustificare per lo spettatore odierno. Big resta un classico, ma viene accompagnato da diverse avvertenze e note di attenzione per i contenuti.
i now pronounce you chuck & larry (2007): omofobia e mancanza di approfondimento
I Now Pronounce You Chuck & Larry viene presentato come un esempio di commedia “hit” che avrebbe potuto evitare il problema dell’invecchiamento. Il film, costruito come veicolo per Adam Sandler e Kevin James, non viene ritenuto abbastanza adatto a gestire un tema complesso, e di conseguenza scivola verso una rappresentazione che include omofobia ripetuta.
La trama, collocata nel periodo in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso non era ancora legale in modo nazionale, viene giudicata insensibile verso una questione reale che riguardava molte persone. Con molte battute orientate allo “scherno” nei confronti di uomini gay, l’impianto complessivo risulta danneggiato. In questa prospettiva, la pellicola viene definita “marcia” proprio per la presenza costante di contenuti offensivi.
get him to the greek (2010): aggressività sessuale e contesto extra-film
Get Him to the Greek è descritto come un caso particolare: si tratta di una commedia arrivata come successo, ma resa più pesante da circostanze legate alla realtà. Il film contiene una scena in cui avances sessuali indesiderate vengono presentate come scherzo, anche se il resto della trama viene considerato in gran parte “normale” per tono comico.
Un elemento di particolare criticità riguarda la presenza di un dirigente discografico ostile e sessualmente aggressivo, interpretato da Sean “Diddy” Combs. La narrazione viene percepita come ancora più sgradevole anche per il fatto che Combs sia collegato, nel mondo reale, ad accuse riguardanti comportamenti analoghi. Inoltre, anche Russell Brand è coinvolto in accuse di aggressione sessuale. Nel complesso, la combinazione tra contenuto e contesto esterno rende la visione più difficile.
never been kissed (1999): un’inchiesta finisce per normalizzare un legame inappropriato
Never Been Kissed viene indicato come una commedia romantica che ha “rovinato” molto rapidamente la propria credibilità. Il film vede Drew Barrymore nel ruolo di una giornalista che, sotto copertura, entra in un liceo. L’idea di una relazione romantica con un insegnante affascinante è resa possibile dal fatto che i sentimenti possano nascere, ma il punto di rottura riguarda ciò che accade e come viene gestito.
Il rapporto prende una direzione problematica perché Sam Coulson ritiene che Josie sia minorenne, pur mantenendo una disponibilità che permette che il legame si costruisca comunque. La situazione si complica ulteriormente quando risulta che Josie è effettivamente maggiorenne: anche in quel caso, la dinamica viene giudicata “icky” e poco convincente nel tono. Pur essendo relativamente recente, il film viene descritto come datato nella gestione delle premesse.
revenge of the nerds (1984): sex comedy, misoginia e un esempio di aggressione sessuale
Revenge of the Nerds viene presentato come il prototipo di alcune sex comedies anni Ottanta che trattano le donne come oggetti e banalizzano situazioni gravissime. Essendo un vero blockbuster, il problema appare amplificato rispetto ad altre pellicole meno note. L’intento dichiarato sarebbe quello di realizzare una commedia “di riscatto” contro i classisti e i ragazzi più popolari, ma i protagonisti finiscono per essere descritti come criminali.
La criticità più forte viene individuata in una scena in cui una donna viene ingannata per avere rapporti con un uomo diverso da quello che si aspettava. Pur essendo impostata come momento comico, la situazione viene qualificata come aggressione sessuale. Anche la misoginia e alcuni stereotipi razziali vengono citati come parte del quadro generale. In questa lettura, Revenge of the Nerds si colloca come uno dei peggiori esempi di commedia che ha “invecchiato” nel modo più sfavorevole.