X-men mcu i 10 mutanti che dovrebbero essere nel primo gruppo del franchise

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Con l’attenzione del pubblico ormai lontana dall’era dei “prestiti” dal catalogo X-Men, l’idea di una squadra X-Men completamente originale nel Marvel Cinematic Universe torna centrale. Il progetto, legato a un rilancio del canone MCU dopo un soft reset previsto per Secret Wars, richiede scelte precise: tono, lineup iniziale e presenza dei personaggi più riconoscibili.
Di seguito vengono raccolte le figure considerate più adatte a costruire l’avvio del reboot: da Professor X come punto fermo, fino a una selezione mirata di alleati fondamentali per impostare ritmo e identità della nuova squadra.

il contesto del reboot degli x-men nel mcu

Per anni il Marvel Cinematic Universe ha sfruttato con regolarità materiale proveniente da produzioni legate a 20th Century Fox e al relativo filone di film X-Men. Tra cameo ed eventi che hanno riunito volti noti, l’effetto è stato un uso intensivo della nostalgia, costruita attraverso personaggi come Deadpool, Wolverine, e altri volti capaci di generare continuità anche in un contesto multiversale.
Con il tempo, però, questa strategia risulta meno sostenibile. Dopo un soft reset associato a Secret Wars (previsto nel 2027), il MCU introdurrebbe una propria squadra X-Men autonoma, distinta dal canone già stabilito.
La gestione creativa del reboot viene affidata a figure di spicco, con un ruolo di primo piano per il regista di Thunderbolts* Jake Schreier, affiancato da chi cura la sceneggiatura: Lee Sung Jin (creatore di Beef) e Joanna Calo (showrunner di The Bear).

professor x come base della formazione

La presenza di Professor X viene considerata scontata per definizione: senza di lui il concetto stesso di X-Men perderebbe gran parte della propria identità. Resta però cruciale completare il gruppo con eroi amati e capaci di combattere fianco a fianco in modo credibile e riconoscibile.
Una lineup solida non serve solo a riempire lo schermo, ma a mantenere il tono giusto e a rendere la squadra efficace sul piano narrativo.

ciclops: il leader che tiene insieme la squadra

Cyclops viene proposto con un ruolo simile a quello di un leader chiamato a dare direzione: responsabile del gruppo, figura “razionale” e capace di mantenere la squadra centrata sugli obiettivi. La sua funzione dovrebbe essere quella di guidare e rafforzare gli altri membri, trasformando le decisioni in azioni collettive.
Il personaggio, in precedenti interpretazioni, è stato spesso percepito come un contraltare meno incisivo rispetto a Wolverine. Per il reboot, l’indicazione è di costruire un profilo più autonomo, con tratti come lealtà, senso del dovere e un trauma interiorizzato che meriterebbe attenzione narrativa.

storm: una presenza emotiva e spettacolare

Storm è descritta come una presenza imprescindibile. Il personaggio risulta già molto consolidato come membro della squadra, ma la sua forza iconica è stata amplificata dall’interpretazione cinematografica di Halle Berry, collocata tra i momenti di massimo richiamo per il pubblico insieme ad altre star associate al progetto.
Nel nuovo avvio del MCU, Storm viene indicata come un elemento capace di tenere saldo il lato emotivo, utile a “ancorare” lo spettacolo tipico dei fumetti a una componente più concreta e umana.

nightcrawler: poteri adatti al live-action

Nightcrawler è presentato come uno dei casi in cui le abilità del personaggio possono funzionare in modo particolarmente efficace in live-action. La capacità di teletrasportarsi e muoversi tra le distanze con rapidità, rendendo confusi gli avversari, offre spazio a sequenze dinamiche.
Viene richiamata anche un’esempio specifico: l’apertura in stile X2 ambientata in una Casa Bianca, citata come dimostrazione delle potenzialità visuali del personaggio sul grande schermo.

jubilee: inclusione e ingresso graduale nel mondo x-men

Jubilee viene proposta come tassello fondamentale per garantire una lineup inclusiva. Il personaggio è considerato coerente con l’idea degli X-Men come allegoria legata a diritti civili e con la rappresentazione di un ambiente in cui tutti sono accolti nella scuola di Xavier.
Jubilee non risulta tra i protagonisti principali nelle pellicole live-action precedenti, ma riceve un ruolo di rilievo in X-Men: The Animated Series, oltre a essere parte integrante della rinascita in chiave Marvel Studios-led con X-Men ’97. Da qui nasce la necessità di introdurla in modo più strutturato nel reboot cinematografico, con una crescita del personaggio distribuita lungo più film.

gambit: un personaggio utile a distinguere il reboot

Gambit viene valorizzato come candidato forte per un grande spazio nel riavvio. Il personaggio ottiene un momento nel live-action con Channing Tatum in Deadpool & Wolverine, interpretandolo come anima perduta nel contesto della Void. La scelta viene collegata al fatto che il pubblico generalista, prima, non aveva familiarità con Gambit.
Gambit non viene presentato come un membro originario degli X-Men, ma come uno dei personaggi più interessanti emersi dai fumetti. Inoltre, non avendo avuto un peso rilevante nei film Fox, la sua collocazione in un reboot MCU sarebbe utile a creare distanza rispetto al passato, rendendo la nuova formazione più distintiva.

jean grey: potenziale drammatico e occasione per rimettere a fuoco la storia

Jean Grey viene indicata come una figura in grado di portare profondità drammatica. Il MCU potrebbe avviare la sua presenza anche tramite ipotesi circolate su un’eventuale interpretazione legata a un progetto in continuità con Spider-Man: Brand New Day, con l’idea che la “nuova” Jean possa essere affidata a una figura adatta al ruolo.
Il punto chiave è la gestione della sua complessità. Le versioni cinematografiche già realizzate a partire dalla Dark Phoenix Saga vengono descritte come adattamenti imperfetti due volte nel corso di poco più di un decennio. Per questo motivo, viene ritenuto essenziale che il reboot MCU stabilisca prima chi è Jean, prima di condurla verso un’evoluzione da antagonista.

kitty pryde: un punto di vista per far entrare il pubblico

Kitty Pryde viene proposta come personaggio di prospettiva. Viene motivata l’utilità di un “outsider” in grado di guidare lo spettatore dentro un mondo vasto e complesso, con un passaggio spiegato in modo chiaro e immediato.
Il riferimento viene fatto al primo film X-Men di Bryan Singer, in cui il punto di vista era Rogue. Per il reboot MCU, invece, Kitty Pryde viene indicata come candidato più adatto a svolgere quella funzione narrativa, presentando squadra e universo in modo progressivo.

iceman: rispetto per le origini e spazio per sviluppi

Iceman viene descritto come uno degli O.G. rimasti presenti fin dalle primissime fasi, quando gli X-Men erano un gruppo più ridotto. Nonostante questo, il personaggio non avrebbe ricevuto una resa adeguata sul grande schermo nelle interpretazioni precedenti.
Viene richiamato come esempio la possibilità di rendere credibili i poteri del ghiaccio in un film: il riferimento è a Frozone nei Incredibles, citato come dimostrazione che un potere “gelido” può essere reso con efficacia visiva. Da qui l’indicazione che Iceman debba avere un ruolo maggiore nel reboot, sia come segnale di rispetto verso le origini, sia per sfruttarne il potenziale non ancora valorizzato.

beast: un ritorno da potenziare dopo ruoli parziali

Beast è anch’esso inserito tra gli O.G., ma con una differenza rispetto ad Iceman: in passato avrebbe avuto una presenza più solida sullo schermo. Kelsey Grammer avrebbe interpretato il personaggio in modo breve ma ricordabile nella trilogia originale, mentre con la saga prequel la figura di Hank McCoy avrebbe avuto maggior spazio grazie a Nicholas Hoult.
Il limite segnalato è che, nel complesso, di Beast si sarebbero visti molti frammenti, ma non un “salto” verso una trasformazione completa e dominante in un contesto cinematografico. Il reboot viene quindi associato a un’opportunità per vedere Hank “in piena forma”.

wolverine: icona assoluta e nodo di equilibrio per il reboot

Su Wolverine emergono considerazioni contrastanti rispetto alla sua collocazione nell’assetto originario della squadra nel MCU. In termini di fumetto, non sarebbe un membro originario come gli X-Men “storici”, ma sul piano cinematografico il personaggio avrebbe dominato gran parte del franchise passato: la sua centralità avrebbe assorbito l’attenzione del pubblico, arrivando a diventare il vero fulcro dell’esperienza complessiva.
Nonostante questo, Wolverine resta indicato come il più iconico tra gli X-Men. Per una parte degli spettatori occasionali, l’arrivo di un film X-Men sarebbe legato proprio alla sua presenza. Inoltre, affidare un ruolo così delicato in un reboot significherebbe generare discussioni e aspettative su eventuali sostituzioni, legate anche al confronto con Hugh Jackman.

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