Far side comics divertenti che ti faranno ridere a crepapelle

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Le vignette di The Far Side hanno trasformato il mondo del cibo e dei locali in un terreno di assurdità, ironia e situazioni fuori scala. L’attenzione si concentra su una serie di episodi in cui fame, scambi alimentari e “regole” distorte del mangiare diventano la miccia del colpo di scena. Seguono esempi selezionati che mettono a fuoco la capacità di Gary Larson di costruire gag basate su logiche alternative, spesso accompagnate da animali o fraintendimenti linguistici.
Il filo conduttore resta uno: quando entra in gioco la mangiabilità, anche il quotidiano diventa improvvisamente minaccioso. In molte tavole ricorrenti, i dettagli visivi e le scelte di inquadratura fanno capire tutto senza bisogno di spiegazioni. Gli effetti comici derivano proprio da questo passaggio, reso ancora più efficace da punchline implicite e da interpretazioni “letterali” di concetti noti.

the far side e la fame che cambia la prospettiva

la riserva di cibo: uomo e mucca sullo stesso gommone

Una delle scene più indicative mostra un uomo e una mucca costretti su un gommone in mezzo al mare. La tavola chiarisce subito l’elemento decisivo: la fame. Questo aspetto emerge da una bolla di pensiero in cui l’uomo immagina la propria compagna come un succulento pezzo di carne. Il punto di svolta arriva però con lo sguardo della mucca, che vede la situazione in modo opposto: al posto del “pasto” riconosce un cumulo d’erba.
Ne risulta una gag fatta di contrasto e di minaccia implicita: due personaggi che, nella logica della tavola, sono pronti a diventare cibo l’uno per l’altra, anche se l’ambiente suggerirebbe solo sopravvivenza. Il risultato è un umorismo tipicamente far side, in cui l’assurdo resta perfettamente leggibile.

  • uomo in gommone
  • mucca compagna di sventura

scambi di pranzo e baratti alimentari dalla logica invertita

banana contro “skunk sandwich”: la trattativa più sbagliata

Un altro episodio porta due operai edili durante la pausa pranzo. Uno mangia una banana, mentre l’altro ha un “skunk sandwich” costruito in modo volutamente grottesco: il panino risulta composto da un corpo di puzzola morta inserito tra due fette di pane. Il personaggio tenta di rivendere la propria scelta descrivendola come incredibilmente buona e propone lo scambio con la banana dell’altro.
La comicità nasce dalla discrepanza tra ciò che il protagonista sostiene e ciò che appare in modo immediato nella tavola. In termini di meccanismo narrativo, il gesto di “convincere” diventa la parte decisiva: si tratta di un baratto giocato sul falso entusiasmo, con un finale che ribalta completamente l’idea di pranzo.

  • operaio con banana
  • operaio con skunk sandwich

“sandwich” come concetto: quando il cibo diventa preda

campers in sacco a pelo: il rovesciamento visto dagli orsi

La tavola sposta la scena nel bosco con tre campeggiatori che dormono avvolti nei rispettivi sacchi a pelo, in un contesto notturno apparentemente tranquillo. La tensione arriva dal fatto che il campo è stato allestito in zona di orsi. Durante la notte, due animali osservano i campeggiatori dagli alberi e la frase chiave trasforma l’intera situazione: gli orsi definiscono quei corpi avvolti come “sandwich”.
Il colpo comico risiede nell’interpretazione letterale del termine: gli esseri umani, per la prospettiva degli orsi, non sono persone ma “fette” pronte a diventare cibo. Il contesto resta cupo, perché la tavola implica che gli orsi vadano incontro a un destino violento, ma l’assurdità della definizione rende la scena paradossalmente efficace.

  • tre campeggiatori
  • due orsi

ristoranti e recensioni: la polemica fuori posto

il “carrion cafe” e la lamentela sul grado di marciume

Nel caso ambientato al ristorante, la scena ruota attorno al classico episodio della critica al piatto. Un avvoltoio viene servito al “Carrion Cafe” e si lamenta perché il cibo non sarebbe abbastanza avariato. Il punto comico è proprio il rovesciamento: invece di ricevere un pasto scadente, l’animale reclama che non abbia il livello di decomposizione desiderato.
Il gag funziona grazie al contrasto tra aspettativa “da locale” e la richiesta dell’avvoltoio, che trasforma l’idea di recensione negativa in un criterio assurdo. L’effetto finale è una critica che non riguarda il sapore, ma la freschezza sbagliata, giocata in modo coerente con il contesto surreale.

  • avvoltoio cliente
  • cameriera

ufos e linguaggio: quando un invito alimentare diventa un equivoco

la finta “vita umana” e la frase che attiva la violenza

Una scena in cui entra un extraterrestre aggiunge un ulteriore elemento: il fraintendimento linguistico. L’alieno parcheggia la nave e indossa un travestimento “umano” economico, con l’obiettivo di riuscire a fare una cosa precisa: mangiare persone. A fare saltare i piani è la scarsa conoscenza delle espressioni comuni.
Alcuni uomini dal look deciso chiedono all’alieno se voglia un “knuckle sandwich”, intendendo un’offerta offensiva che implica botte. L’alieno, interpretando la frase in modo letterale, risponde con gratitudine, attivando così l’inevitabile reazione ostile. La gag mette in parallelo intenzione predatoria e fallimento comunicativo.

  • alieno travestito
  • uomini “duri”

la “sandwich mafia”: quando il crimine diventa un pranzo

un assalto dal soffitto: la cucina come trappola

Un’idea ancora più radicale presenta un gruppo di panini senzienti chiamati “Sandwich Mafia”. Il loro obiettivo è eliminare un altro sandwich, seguendo una logica da vera organizzazione criminale. La “punizione” però non è quella tradizionale: al posto di un riferimento classico, l’azione viene trasformata in un meccanismo culinario con un nome volutamente grottesco, ovvero far “dormire” il panino con gli studenti.
Il colpo di scena avviene quando la banda lancia la vittima in una cafeteria piena di studenti di quarta elementare. Il piano prevede che uno dei bambini la trovi e la mangi. La scena risulta brutale per contesto, ma viene resa comica dalla combinazione tra linguaggio da mafia e l’assurdità dell’atto.

  • membri della “sandwich mafia”
  • vittima, un sandwich
  • studenti di quarta elementare nella mensa

animal fast food: puns e nomi di locali in stile “tutto sbagliato”

slop ’n’ go, suck & fly e carrion ’n’ carry out

La tavola dedicata agli “animal fast food joints” sviluppa il concetto come una serie di varianti sullo stesso tema. La premessa è semplice nel formato: locali “da asporto” gestiti da animali, con nomi basati su giochi di parole. Tra le proposte compaiono un maiale al “Slop ’n’ Go”, una mosca che ronzando si inserisce in un “Suck & Fly” e una clientela di piranha in un posto dal nome “Skeletonize ’n’ Skeedaddle”.
In cima alla selezione compare un avvoltoio associato a “Carrion ’n’ Carry Out”. La gag combina linguaggio, ironia commerciale e l’elemento linguistico come centro del meccanismo: i nomi dei locali risultano costruiti per rendere la scena memorabile e immediata, in perfetta sintonia con lo stile di Larson.

  • maiale cliente/gestore
  • mosca/animale presente nella scena
  • piranha nel locale
  • avvoltoio al “carry out”

donner party memorial: il confine tra storia e cattivo gusto

una statua a forma di panino e un dettaglio inquietante

Un’altra tavola introduce un contesto storico trasformato in provocazione visiva. Un gruppo di turisti è davanti al “Donner Party Memorial” e scatta fotografie mentre legge una targa accanto a una statua enorme. La critica implicita arriva dalla forma dell’opera: la statua è rappresentata come un sandwich con un piede umano sporgente, richiamando l’aspetto più tragico della vicenda storica.
La tavola mette in evidenza una scelta che risulta di cattivo gusto proprio per il modo in cui la memoria del passato viene resa tramite una gag alimentare. La comicità qui è costruita sull’urto tra il monumento commemorativo e l’immagine esplicita.

  • turisti in visita al memorial
  • statua del memorial “Donner Party”

il “pelo nel piatto” portato all’estremo

fleas e insetti al posto di clienti e cameriere

La tavola rilegge la classica situazione del “capello nel cibo” in modo ancora più diretto. Un cliente chiede al cameriere qualcosa legato a un “pelo” trovato nel piatto, ma in questo caso sia il cliente sia il cameriere sono pulci. L’elemento disturbante non è un piccolo dettaglio: la “ciocca” appare in scala esagerata, coprendo praticamente l’intera tavola.
La comicità si forma grazie all’aderenza al modello riconoscibile del trope, ma con una trasformazione dell’immagine che rende l’assurdo immediato. L’effetto complessivo conferma la capacità di Larson di puntare su un riferimento culturale comune e deformarlo con precisione.

  • cliente, una pulce
  • cameriere, una pulce

hell’s cafeteria: la mensa dell’inferno e il rischio del giorno

scorpion sandwich: non sempre, ma abbastanza

L’inferno viene rappresentato non come un luogo privo di routine, ma come una cafeteria. In un ambiente che richiama una caverna e un guardiano demoniaco, la regola principale è legata a un’unica portata: i “scorpion sandwiches”. Un residente spiega a un novellino che in alcune giornate i panini contengono uno scorpione morto; non succede “ogni giorno”, ma in giorni specifici accade, ed è proprio questo fattore di imprevedibilità a rendere l’inferno ancora più duro.
Il punto comico e inquietante deriva dalla definizione personalissima di dannazione: il problema non è solo il tipo di cibo, ma il fatto che le anime non sappiano quando riceveranno quella pietanza. L’umorismo sta nella trasformazione di un meccanismo casuale in una condizione eterna, coerente con l’impianto provocatorio della striscia.

  • nuovo arrivato all’inferno
  • residente infernale che spiega la regola
  • guardiano demoniaco vicino all’ingresso

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