Paramount Pictures: dove Hollywood esiste ancora davvero, dentro lo storico studio
Hollywood viene spesso associata a un mondo di star e di desideri che si avverano, ma il lavoro cinematografico vero si concentra altrove. La Paramount Pictures rappresenta un punto di riferimento concreto: uno studio storico, ancora collocato in un’area autentica della città, capace di conservare elementi del cinema classico e dell’immaginario costruito attorno alla sua produzione. Il percorso inizia tra i luoghi simbolo e prosegue nella “fabbrica dei sogni”, tra teatri di posa, backlot e set ricostruiti, fino ad arrivare all’esperienza più diretta all’interno di uno stage attivo.
paramount pictures: hollywood dei giorni nostri
Lo scenario immaginato per molti versi non corrisponde alla realtà: la produzione cinematografica legata a Hollywood non coincide con i luoghi più celebrati sulla mappa turistica. La continuità dello studio emerge invece in un singolo punto, con un complesso di oltre cent’anni e l’attenzione verso l’eredità delle grandi epoche. La sede resta infatti a Melrose Avenue, rimanendo l’unica tra le grandi strutture ad essere ancora realmente situata ad Hollywood.
All’interno del tour, la visita viene introdotta attraverso una ricostruzione ordinata delle tappe storiche della Major, collegando i nomi fondativi alle figure artistiche che hanno popolato lo studio. Nel momento dell’accoglienza vengono distribuiti pass personalizzati, con il nome del partecipante e una citazione attribuita a Cecil B. DeMille.
La guida avvia poi un quadro generale che collega l’evoluzione dello studio ai protagonisti principali dell’industria. Tra i riferimenti presentati durante la fase di introduzione compaiono:
- Zuckor
- Lasky
- DeMille
dentro la classic hollywood: pass, premi e memoria
La visita entra nel vivo con i luoghi dedicati ai riconoscimenti. L’inizio del percorso propone i premi di casa Paramount, con esempi legati a film entrati nella storia e alcune statuette degli Oscar visibili in una teca luminosa. Poco dopo viene mostrata una riproduzione che rende più immediato il concetto di riconoscimento e di trionfo associato al cinema americano, quello che continua a essere percepito come un riferimento globale.
Nella sequenza iniziale, la parte “simbolica” viene affiancata da un effetto di realismo: si passa dal racconto alla dimensione tangibile degli oggetti legati ai grandi titoli. Tra i film citati nella parte dedicata ai premi compaiono:
- Forrest Gump
- Il Padrino
esplorando la fabbrica dei sogni: bronson gate e stage storici
Il trasferimento interno avviene sui golf cart, arrivando al vero punto di ingresso: il Bronson Gate. L’arco, in stile Art Déco, domina un’area ampia e verde. Oltrepassarlo significa passare dal contesto iniziale al cuore della produzione, dove gli stage diventano l’asse portante dell’intero complesso. Tra i punti di richiamo visivi compare la scritta Hollywood, che riappare tra gli edifici e gli spazi di lavorazione, come un segnale continuo che collega la memoria del cinema al presente degli studi.
direttori, stage 2 e presenza di hitchcock
Tra gli edifici rilevanti emerge quello dei direttori, collocato vicino allo stage 2 e costruito negli anni Trenta. In questo spazio, secondo quanto illustrato nel tour, si svolgevano incontri quotidiani tra figure della produzione, con registi e sceneggiatori impegnati nella discussione di idee e metodi. Nelle immediate vicinanze si racconta anche una presenza creativa orientata alla gestione della curiosità esterna, con attori che arrivavano a istruire personale per far fronte ai fan.
Lo studio viene collegato anche al lavoro di Alfred Hitchcock, indicato come una delle presenze più costanti per anni in questi spazi. In particolare vengono ricordati titoli realizzati o collegati al suo percorso nello stesso contesto. Tra i riferimenti citati nel racconto dello stage e degli spazi dedicati compaiono:
- Katharine Hepburn
- Alfred Hitchcock
In ambito filmografico, vengono richiamati:
- La finestra sul cortile
- La donna che visse due volte
- Psycho
gli stage della paramount: 32 teatri di posa e ricostruzioni
Il racconto degli stage si concentra in modo marcato tra anni Venti e anni Sessanta, evidenziando la capacità dello studio di evocare quell’epoca e mantenerne l’impronta nel presente. L’area dedicata ai teatri di posa viene descritta come particolarmente densa: i teatri di posa indicati sono 32. In alcuni stage il cinema “si è davvero formato”, con scene e ambientazioni collegate a opere specifiche.
stage 2 e stage 7: collegamenti con classici e saghe
Lo stage 2 viene associato a celebri sequenze, tra cui la scena del tetto di La donna che visse due volte e alcune parti di Gli spostati collegate alla presenza di Marilyn Monroe e Clark Gable. Lo stage 7, invece, risulta connesso a produzioni legate al mondo Star Trek e anche ad altre serie e titoli citati durante il tour.
Tra i titoli e gli elementi menzionati in questi passaggi compaiono:
- La donna che visse due volte
- Gli spostati
- Star Trek V: L’ultima frontiera
- Star Trek Generations
- Star Trek: Deep Space Nine
- American Horror Story
Le figure legate a Gli spostati vengono indicate come:
- Marilyn Monroe
- Clark Gable
stage 18 e set di la finestra sul cortile: l’effetto del “tempo” ricreato
Tra le varie aree, lo stage 18 è quello che produce l’impressione più netta. In questo spazio viene raccontato che sono stati ricostruiti ambienti legati a Star Trek e, soprattutto, che è il luogo in cui Hitchcock ha girato La finestra sul cortile. Viene sottolineato che l’appartamento di Jeff e ulteriori abitazioni—indicate come 31—sono stati ricreati interamente nello stesso stage.
Il racconto non si limita all’aspetto scenografico: l’atmosfera descritta punta sulla percezione di continuità. L’immagine proposta è quella di un ambiente in cui la visione del regista e la sua presenza sembrano restare sedimentate tra gli spazi. Il risultato associato al luogo è una sensazione di tempo stratificato, con dettagli che rendono riconoscibile l’impronta del metodo di lavoro.
la new york street e il set di the rookie: dettagli di costruzione
La visita include anche il backlot della Paramount. Una delle parti più immersiva riguarda la New York Street, un set a cielo aperto che riproduce le strade della città. Nel racconto emerge anche un evento che ha inciso sulle scenografie: un incendio negli anni Ottanta avrebbe distrutto gran parte delle strutture usate in film come Il Padrino e Colazione da Tiffany. Oggi la scena visibile appare in gran parte una ricostruzione, mantenendo comunque un impatto realistico attraverso elementi come marciapiedi, facciate e dettagli.
Per aumentare la credibilità della scena, viene indicata una scelta tecnica relativa alle porte: nessuna dispone di pomelli, così da adattarle più facilmente a epoche diverse senza intervenire sull’insieme del set. Tra le aree nominate nella New York Street compare anche la Financial District, utilizzata per alcune scene di Vanilla Sky.
Tra i riferimenti cinematografici collegati a questa sezione si trovano:
- Il Padrino
- Colazione da Tiffany
- Vanilla Sky
mid-wilshire police station: uno stage attivo e la costruzione del tempo
La parte finale e più concreta arriva entrando in uno stage attivo. Prima dell’accesso viene richiesto di non toccare nulla e di lasciare borse e smartphone, perché anche il più piccolo spostamento potrebbe rallentare il lavoro della produzione. All’interno si trova il set della Mid-Wilshire Police Station, legato alla serie The Rookie.
L’organizzazione del set viene descritta per aree: ingresso con reception e celle, uffici operativi e zona riunioni. Gli spazi risultano separati da pareti e specchi mobili, progettati per permettere movimenti di macchina evitando riflessi. Le scale portano a un piano superiore quasi vuoto, usato solo quando necessario per le esigenze della scena. Ogni postazione viene resa riconoscibile anche tramite dettagli come il colore di un foglio, così da consentire a ogni attore di individuare rapidamente il proprio punto di lavoro.
Un elemento centrale riguarda le grandi vetrate: dietro di esse c’è un giardino appositamente costruito che entra nella narrazione. Le vetrate si chiudono o si aprono per simulare il passaggio tra giorno e notte, e in questo modo il set diventa un dispositivo che definisce il tempo dell’ambientazione.
Nel momento in cui viene citata la serie collegata a questo set, il riferimento è:
- The Rookie

