Far side comics: 10 vignette assurde che sono veri capolavori

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The Far Side di Gary Larson si distingue per un umorismo che spinge oltre i confini del reale: pannelli costruiti su assurdità, iperbole e non-sense visivo. Di seguito sono raccolti alcuni casi emblematici in cui il riferimento culturale, la logica interna e l’immagine arrivano a un punto così distante da risultare inevitabilmente memorabile.
Le vignette qui presenti offrono angolazioni diverse sulla vena più surreale dell’autore: storie che sembrano impossibili fin dall’inizio, battute che funzionano solo se il contesto viene riconosciuto, e altre ancora che restano volutamente fuori parametro.

umorismo assurdo di The Far Side: caratteristiche ricorrenti

Gary Larson ha descritto il proprio lavoro come una forma di “test” per i riflessi dei lettori: alcune battute si attivano immediatamente, altre invece lasciano perplessi perché l’immagine e la frase non si allineano a una spiegazione ordinaria. In molte situazioni l’assurdità nasce da ciò che dovrebbe essere inevitabile ma viene invertito, dimenticato o reso impossibile.
Tra gli elementi più presenti:

  • iperbole applicata a dimenticanze e situazioni comuni, trasformate in ridicolo totale
  • non-sense costruito sull’irrealtà dell’accostamento tra epoche, oggetti e logiche
  • immagini che bastano da sole a generare la risata, anche senza parole
  • riferimenti culturali e giochi linguistici che cambiano l’impatto della battuta

“We Forgot The Cattle!”: la dimenticanza impossibile dei “rustlers”

data di pubblicazione: 15 novembre 1982

Un cowboy in viaggio attraversa la prateria e, solo quando è già troppo tardi, si rende conto che è stato lasciato indietro qualcosa di decisivo: “We forgot the cattle!”. La scena funziona come esempio precoce di un filone dell’assurdo larsoniano: l’impossibilità che diventa comica proprio perché la dimenticanza viene dichiarata in modo totale e definitivo.
Il grado di smarrimento appare volontariamente sproporzionato: la distanza dal punto di partenza non è rilevante quanto l’idea stessa che tutto sia sfuggito di mano fino a quel momento. Il risultato porta una situazione reale—dimenticare qualcosa di importante—da “normale” a ridicolmente inverosimile.

le battute più assurde di The Far Side puntano a lasciare senza parole

data di pubblicazione: 10 novembre 1983

In una delle vignette più note senza bisogno di spiegazioni aggiuntive, l’ironia arriva dall’immagine: un uomo preistorico usa un attrezzo primitivo e riesce a realizzare qualcosa di del tutto improbabile, una sorta di tostapane di pietra. Il punto comico dipende dall’accostamento tra tecnologia moderna e ambiente primitivo, reso ancora più efficace dalla costruzione visiva della scena.
L’umorismo resta agganciato a una promessa immediata: non serve capirla fino in fondo per trovare la risata, perché la violazione delle aspettative è già tutta nella realtà illustrata.

“The Ketchup Bees”: quando l’assurdo diventa surreale

data di pubblicazione: 16 agosto 1984

Qui l’assurdità è dichiarata dall’inizio, perché la premessa coincide con la battuta: cosa succederebbe se le api producessero ketchup invece del miele? La risposta è implicita e tautologica—l’idea risulta immediatamente assurda—e il pannello trasforma quel concetto nel cuore stesso della vignetta.
In questo caso l’allontanamento dalla realtà non è un effetto collaterale, ma il meccanismo principale. The Far Side conferma l’abitudine a interrompere la normalità con scarti che possono essere buffi o inquietanti, qui indirizzati verso il surrealismo.

il paradosso del barbiere “Buck & Cut” e la logica che manca

data di pubblicazione: 2 febbraio 1985

La comicità cresce a livelli: prima l’idea commerciale appare già sbagliata—un negozio di parrucchiere in cui le sedute sono cavallini da giostra a pagamento—poi la situazione diventa ancora più irragionevole quando i clienti, entrando in “Shultz Bros. Buck & Cut”, si siedono su quei cavalli e vengono tagliati i capelli da chi sembra parte della stessa trovata.
Nel pannello finale il cliente esce con un taglio mediocre e una benda sul mento, guardando i fratelli con evidente irritazione. Rimane una domanda finale senza risposta: come possa funzionare davvero un posto del genere.

“These Flat Feet Kept Me Out Of The Army”: riferimenti pop e immagine fuori asse

data di pubblicazione: 6 gennaio 1988

Durante il periodo del reclutamento legato alla guerra del Vietnam, i piedi piatti venivano indicati come motivo di rinvio. La vignetta riprende quella logica, ma la capovolge con un colpo visivo: i piedi piatti indicati come causa risultano invece spuntare dalla testa.
In questo modo la battuta diventa ancora più distante col passare del tempo, perché il riferimento storico diventa meno immediato. L’effetto complessivo resta: una frase che dovrebbe avere senso e un’immagine che rende tutto ancora più assurdo.

“Noseguns”: l’errore di stile che porta a conseguenze fatali

data di pubblicazione: 18 aprile 1988

Un’altra vignetta costruita sull’assurdità assoluta presenta un “trend” impossibile: “the tragic proliferation of noseguns”. L’idea suggerisce una moda in cui le persone collegano pistole al naso, trasformando una stranezza estetica in un presunto disastro, coerente con l’uso della parola “tragic” nel testo.
Il pannello non mira a una spiegazione tecnica: l’effetto comico deriva dall’accettazione immediata dell’irrealtà e dalla sensazione che la scena sia pensata per essere ridicola senza diventare razionale.

“The Bozone Layer”: scienza usata per fare il gioco di parole

data di pubblicazione: 15 marzo 1990

La vignetta unisce più elementi tipici dell’autore: clown, giochi linguistici e riferimenti alla scienza. Il concetto di “bozone layer” richiama quello dell’ozono, ma introduce i Bozos nel meccanismo del titolo.
Il pannello mostra anche una barriera protettiva di clown in orbita sopra il pianeta. Il risultato è un equilibrio tra comicità “di parole” e immagine completamente fuori misura, capace di restare tra humor “alto” e umorismo più semplice, senza perdere efficacia.

“The Bagel Beetle”: un dettaglio che spinge a chiedere “che cosa?”

data di pubblicazione: 25 giugno 1990

La vignetta funziona per contrasto tra caption e immagine: un fotografo naturalista sta “studying the African bagel beetle”, un insetto con una preferenza per i bagel. Il riferimento diventa ancora più strano perché viene citato anche il confronto con cugini come il scarabeo stercorario.
Non è presentata come una battuta “di massa”, ma come uno di quei casi che generano risate tra chi apprezza l’assurdo più di nicchia, anche quando la reazione più frequente è proprio lo stupore: “What the?”.

Squidheads Anonymous: il problema è “seriamente assurdo”

data di pubblicazione: 9 ottobre 1991

Un cartello annuncia il gruppo: “Hello New Members”, con la dicitura “at the monthly meeting of Squidheads Anonymous”. L’associazione viene presentata come supporto per persone con polipi sulla testa, trasformando un concetto da gruppo di sostegno in una premessa completamente impossibile.
Anche il dettaglio dei partecipanti amplifica la confusione: la cornice mostra una riunione con molte persone visibili, ma l’effetto “Anonymous” non chiarisce se si tratti di un disturbo o di uno stile di vita. Sul muro compare anche un’ulteriore regola: “No hats”.
Tra i presenti nel pannello figurano:

  • almeno una dozzina di partecipanti (inquadrati tutti insieme nel contesto della riunione)

“Please, do not give the birds dutch rubs”: la regola ignorata e lo stupore della polizia

data di pubblicazione: 6 gennaio 1994

La scena è avviata da un cartello all’ingresso del parco: “Please, do not give the birds dutch rubs”, con “dutch rubs” usato come alternativa al noogie. Il divieto è chiaramente visibile, ma viene ignorato: un uomo seduto su una panchina continua l’azione nonostante la presenza della regola.
Quando arriva la polizia, il rappresentante delle forze dell’ordine appare incredulo e confuso: il dialogo si riduce a balbettii e a un richiamo al colpevole sul momento. La vignetta attenua l’atteggiamento sovversivo tipico di The Far Side trasformandolo in una versione più leggera, purché il riferimento al “dutch rub” sia riconoscibile.

Conclusione:
Le vignette qui selezionate confermano una linea comune: l’umorismo nasce dall’accostamento tra frasi familiari e immagini che infrangono la logica, rendendo l’assurdo non solo una deviazione, ma una struttura portante del racconto visivo.

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