Alien riscrive canon con il suo miglior capitolo da sequel di james cameron
Il franchise Alien presenta un canone complesso e spesso contraddittorio, ma negli ultimi sviluppi sono emersi elementi capaci di rimettere ordine e, soprattutto, di rilanciare l’interesse del pubblico. Un ritorno in forma positiva arriva sia con Alien: Romulus sia con la serie Alien: Earth, che hanno riportato la saga verso toni più efficaci sul piano narrativo.
Il confronto tra film e serie mette in evidenza scelte creative differenti: da una parte l’esigenza di chiarire nodi lasciati aperti, dall’altra il tentativo di costruire un racconto autonomo senza vincoli stringenti di continuità. L’analisi dei passaggi principali aiuta a capire perché alcune opere siano state percepite come fondamentali e perché la partita del canone non sia risultata l’unica variabile decisiva.
alien: la saga tra continuità spezzata e ritorno in carreggiata
La storia cinematografica di Alien è stata caratterizzata da alti e bassi. Il primo film Alien (1979), diretto da Ridley Scott, ha definito i tratti iconici della saga: il Xenomorph e la figura di Ellen Ripley, presentata come una “final girl” resistente e memorabile. A seguire, dopo un lungo intervallo, il sequel Aliens (1986) ha rappresentato un vero cambio di rotta.
Con Aliens, diretto da James Cameron, il focus si è spostato verso una struttura più ampia e dinamica, più vicina a una logica “di guerra” nello spazio. L’impostazione ha rafforzato la componente d’azione e ha trasformato la saga da un’impronta più claustrofobica e solitaria a una dimensione più spettacolare e orientata alla suspense.
La fase successiva, però, ha accumulato difficoltà. Tra le produzioni che hanno seguito Aliens, Alien 3 è stato criticamente respinto, Alien: Resurrection è stato trattato come un esperimento poco riuscito, i due Alien Vs. Predator non hanno attirato gran parte del pubblico e anche le prequel di Scott, come Prometheus e Alien: Covenant, sono rimaste divisive. Solo in tempi recenti la direzione sembra essersi stabilizzata con Alien: Romulus (2024) e con la serie Alien: Earth.
- Ridley Scott
- Sigourney Weaver (Ellen Ripley)
- James Cameron
- Fede Alvarez
- Noah Hawley
alien: earth e i cambiamenti del canone
Sia Alien: Romulus sia Alien: Earth sono state accolte in modo positivo dalla critica. Il dato risulta ancora più significativo considerando che le due opere adottano approcci differenti verso il canone e la continuità: Romulus lavora per chiarire, mentre Earth sceglie una via più libera e indipendente.
alien: romulus chiarisce le modifiche introdotte da prometheus
Collocata tra gli eventi dei due film Alien e Aliens, la vicenda di Alien: Romulus punta a spiegare e consolidare ciò che Prometheus aveva alterato nel canone. In questo senso, la storia funziona sia come “spiegazione” di punti del franchise percepiti come complessi o contraddittori, sia come thriller horror autonomo e credibile, costruito per intrattenere oltre la sola funzione di raccordo.
Il regista Fede Alvarez, già noto per Don’t Breathe, riesce a mantenere insieme logica interna e resa narrativa, producendo un capitolo capace di stare in piedi senza richiedere necessariamente un’aderenza assoluta al dettaglio di ogni riferimento precedente.
alien: earth ignora la continuità e apre una linea originale
La serie Alien: Earth, ideata da Noah Hawley, adotta una strategia diversa: elimina gran parte del vincolo verso il canone dei film e concentra la narrazione su una trama originale. L’azione si colloca 16 anni dopo gli eventi di Prometheus, ma prima di Alien.
Il cuore della storia è rappresentato da sei ibridi umanoidi con corpi sintetici, in cui sono state trasferite le coscienze di persone reali. Questi personaggi, chiamati “The Lost Boys”, si imbattono in un Xenomorph arrivato accidentalmente sulla Terra: la creatura viene introdotta nel pianeta dall’USCSS Maginot, nel contesto di un trasferimento di campioni di specie extraterrestri.
alien: earth cambia dettagli decisivi senza bloccare l’interesse
Fin dall’inizio, la serie mostra scarsa attenzione alla coerenza stretta della continuità. Vengono indicati elementi che modificano o ridefiniscono aspetti del canone, con conseguenze su come vengono interpretate origini e intenzioni all’interno della saga. Nella serie risultano presenti diverse revisioni, tra cui:
- l’idea che i Xenomorph siano giunti sulla Terra prima degli eventi di Alien
- la conferma che esistono altre specie extraterrestri oltre a quelle già note nel franchise
- un chiarimento sul fatto che David non abbia creato direttamente il Xenomorph
- la spiegazione del legame tra tentativi di vita eterna ed esperimenti di Weyland-Yutani legati alla specie
Nonostante tali variazioni, l’impatto generale è rimasto positivo. Il motivo risiede nella capacità di espandere il lore, introdurre figure nuove e costruire una storia tesa e imprevedibile con il Xenomorph al centro della tensione.
perché il canone non è stato l’unico fattore
Il pubblico, in larga parte, non ha mostrato una preoccupazione dominante per le incongruenze del canone. Le ragioni principali risiedono nella forza dell’esperienza narrativa: una serie costruita per far funzionare la storia anche quando alcuni dettagli vengono spostati o riscritti. In parallelo, l’attesa per la stagione successiva continua a tenere alta l’attenzione su Alien: Earth.
Il confronto tra le percezioni accumulate sulle varie uscite aiuta a capire la sensazione di “ritrovata” direzione per la saga. Le valutazioni citate mostrano un percorso irregolare: alcune opere hanno raccolto consensi elevati, mentre altre hanno ricevuto risposte più fredde. In questo scenario, Alien: Romulus e la serie hanno rappresentato un recupero di efficacia percepita dal pubblico.
principali dati riportati sulle uscite cinematografiche- Alien (1979): 204 milioni, 93% critics / 94% audiences
- Aliens (1986): 183 milioni, 94% critics / 94% audiences
- Alien 3 (1992): 159 milioni, 44% critics / 46% audiences
- Alien Resurrection (1997): 161 milioni, 55% critics / 39% audiences
- Alien vs Predator (2004): 177 milioni, 22% critics / 39% audiences
- Aliens vs. Predator: Requiem (2007): 130 milioni, 12% critics / 30% audiences
- Prometheus (2012): 403 milioni, 73% critics / 68% audiences
- Alien: Covenant (2017): 240 milioni, 65% critics / 55% audiences
- Alien: Romulus (2024): N/A, 82% critics / 88% audiences
Nel complesso, l’attenzione si è spostata su un criterio pratico: se l’opera funziona come intrattenimento e riesce a rendere credibile il pericolo del Xenomorph, allora i cambiamenti di dettaglio non risultano necessariamente un ostacolo. Per Alien, la percezione prevalente sembra orientata a riconoscere un’uscita capace di avvicinarsi a ciò che aveva reso Aliens un riferimento importante, più che a contestare ogni deviazione dalla continuità.
- Alien: Earth (serie Hulu)
- Alien: Romulus (reboot)
Scopri di più da Jump the shark
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.