Serie tv che non hanno il 100% su Rotten Tomatoes: 10 titoli sorprendenti da vedere

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Il punteggio Certified Fresh di Rotten Tomatoes è diventato uno dei parametri più osservabili per valutare la qualità di una serie TV: in particolare, il raro 100% viene spesso percepito come un riconoscimento di altissimo livello. Eppure, nonostante l’apprezzamento diffuso da parte della critica, alcune produzioni fondamentali per generi e periodi diversi non hanno ottenuto questo massimo, rimanendo comunque tra le proposte più solide mai arrivate in televisione.

serie tv da non perdere con punteggi Rotten Tomatoes sotto il massimo

Le valutazioni riportate riguardano un Average Tomatometer che, pur restando elevatissimo, non arriva al 100%. L’insieme comprende titoli che spaziano dal comedy al dramma di prestigio, dal crime al western contemporaneo, fino a produzioni capaci di diventare veri punti di riferimento culturale.

hacks (98% average tomatometer)

Hacks unisce classe, performance e tempismo comico con la precisione tipica delle grandi serie. Il rapporto tra Ava e Deborah viene costruito come un esempio concreto di differenze generazionali e di appartenenza, con entrambe le protagoniste caratterizzate da fragilità credibili e possibilità di crescita.
L’equilibrio tra comicità e profondità rende la serie un ritratto intimo dei personaggi, capace di risultare al tempo stesso divertente e toccante. Il successo della produzione non porta a perdere coerenza: la conclusione avviene seguendo i propri ritmi, in modo da dare un senso compiuto all’esperienza narrativa.

personaggi principali citati:

  • Ava
  • Deborah
  • Jean Smart (Deborah Vance)
  • Hannah Einbinder (Ava Daniels)

atlanta (98% average tomatometer)

Atlanta è definita come un progetto capace di essere al tempo stesso commedia, dramma e antologia. La creazione legata a Donald Glover mette in evidenza una struttura con un filo narrativo ricorrente, ma allo stesso tempo utilizza molti episodi come deviazioni autonome rispetto alla trama centrale.
La serie non appare casuale: la guida tematica si riconosce attraverso un focus sulla relazione razziale negli Stati Uniti. Anche quando vengono esclusi i membri del cast principale in un episodio, il tono e l’impostazione generale restano coerenti con l’obiettivo della produzione, rendendola una proposta con un messaggio preciso e originale.

better call saul (98% average tomatometer)

Pur essendo spesso considerata superiore al suo predecessore, Better Call Saul non riesce a raggiungere il punteggio perfetto di Rotten Tomatoes. La serie infatti non ottiene un 100% di tomatometer e, nel corso della sua intera durata, non conquista alcun Emmy.
La narrazione viene impostata come un processo graduale: il lungo gioco costruisce personaggi e scelte fino a un climax che si concretizza pienamente solo nella stagione 6. In questo percorso, la coppia formata da Jimmy McGill e Kim Wexler viene presentata come parte centrale della progressione emotiva e narrativa.

personaggi principali citati:

  • Jimmy McGill
  • Kim Wexler
  • Bob Odenkirk (interprete di Jimmy McGill)

justified (97% average tomatometer)

Justified si distingue per la forza della relazione tra i protagonisti: la chimica tra Timothy Olyphant e Walton Goggins rende la serie estremamente coinvolgente. L’impianto di base ruota attorno a un homegrown U.S. Marshal impegnato a mantenere l’ordine nella cornice di Harlan, Kentucky, con un’attenzione costante a equilibrio, giustizia e contrapposizioni tra bene e male.
Al centro non restano solo simboli: le figure di Raylan Givens e Boyd Crowder vengono rese più sfaccettate di quanto sembri a prima vista. L’ambientazione e il lavoro sui personaggi trasformano la formula in un crime western contemporaneo, capace di offrire una lettura fresca dei generi uniti, mantenendo un tono al tempo stesso intimo e ampio.

personaggi principali citati:

  • Raylan Givens
  • Boyd Crowder
  • Timothy Olyphant
  • Walton Goggins

friday night lights (97% average tomatometer)

Friday Night Lights riesce nell’obiettivo più complesso: trasformare il pubblico in emozione e tensione già a partire dal pilota. La cornice nel West Texas rurale viene descritta come autentica e vissuta, fino a diventare quasi un personaggio a pieno titolo. In questo contesto, le personalità dell’ensemble aiutano a rendere la serie realistica e profondamente heartwarming.
Il racconto affronta il football scolastico con serietà: la scelta rischia talvolta di risultare melodrammatica, ma viene mantenuta su binari considerati credibili e comprensibili. La serie conclude senza diluire la forza, arrivando a un finale indicato come altrettanto efficace rispetto all’inizio.

the sopranos (92% average tomatometer)

The Sopranos viene presentata come il primo grande prestige drama. La performance di James Gandolfini nel ruolo di Tony Soprano viene definita senza compromessi: il personaggio appare imperfetto, violento, arrabbiato e privo di regole morali chiare. Proprio questo elemento avrebbe contribuito a cambiare il modo in cui il pubblico poteva guardare alla televisione, accettando che gli “eroi” avessero problemi e, in certi casi, non fossero nemmeno eroi.
Allo stesso tempo, Tony è un boss mafioso che va in terapia. Il genere mantiene la sua base di violenza e corruzione, ma la serie viene descritta come un racconto di mafia anche “di sentimenti”: insicurezze, paure e salute mentale diventano componenti narrative essenziali. La domanda che la serie pone riguarda il modo in cui tutto questo fa sentire davvero i personaggi.

personaggi principali citati:

  • Tony Soprano
  • James Gandolfini
  • David Chase (creator)
  • Gloria Trillo

the righteous gemstones (91% average tomatometer)

The Righteous Gemstones viene indicata come una vetrina della creatività di Danny McBride. La serie combina una comprensione precisa della likability dei personaggi con la capacità di farne anche oggetto di ironia: la famiglia Gemstone, ultraricca e protagonista in una cornice da mega-chiesa, viene presa in giro con continuità, senza che venga mai meno la componente emotiva.
La comicità viene distribuita in modo uniforme tra il cast, con battute riconosciute come memorabili. Ogni stagione, inoltre, riesce a far trasformare l’ambientazione religiosa in un action-adventure saga, con scene di combattimento ed sequenze pensate per alternare thrill e risate.

personaggi e interpreti citati:

  • Kelvin (Adam Devine)
  • Jesse (Danny McBride)
  • Judy (Edi Patterson)
  • Danny McBride
  • Adam Devine
  • Edi Patterson

the leftovers (91% average tomatometer)

The Leftovers è considerata da molti una delle migliori serie televisive di sempre e, in particolare, una proposta unica nel panorama seguito alla sua uscita nel 2014. È una serie collegata a Damon Lindelof e non evita di risultare confusa, visionaria o addirittura strana. Nonostante questo, riesce a colpire con un forte impatto emotivo, legato a riflessioni riconoscibili su lutto, vita e morte.
La produzione adatta il romanzo di Tom Perrotta e viene descritta come un titolo capace di trasformare la storia in un classico, indicato anche come uno dei migliori risultati di HBO. Un elemento sottolineato è la capacità di “tenere l’atterraggio”, arrivando fino alla fine senza perdere efficacia: una caratteristica reputata sempre più rara.

personaggi citati:

  • Kevin
  • Damon Lindelof (co-creatore)
  • Tom Perrotta (autore del romanzo)

the handmaid’s tale (83% average tomatometer)

The Handmaid’s Tale attribuisce al concetto di must-see TV un significato specifico: l’adattamento del romanzo di Margaret Atwood descrive l’orrore della distopia di Gilead senza attenuazioni, con una spinta alla ribellione che viene percepita come urgente e rilevante.
Il percorso narrativo viene presentato come difficile da seguire in molte occasioni, ma alla fine l’impostazione porta a un messaggio considerato riconquistatore di potere. Elisabeth Moss è indicata come presenza fondamentale grazie a una performance di livello alto nel ruolo di June Osborne. La serie insiste anche sulla plausibilità disturbante di Gilead, facendo in modo che la storia venga percepita collegata al presente, pur conservando un carattere senza tempo.

personaggi e interpreti citati:

  • June Osborne
  • Elisabeth Moss (interpreta June)
  • Janine
  • Margaret Atwood (romanzi)

six feet under (81% average tomatometer)

Six Feet Under è spesso ricordata soprattutto per il finale, descritto come impeccabile, ma la qualità complessiva viene fatta risalire anche all’andamento dell’intera serie. Il racconto viene impostato come un character study che accetta pienamente emozioni e comportamenti tradizionalmente considerati privati o tabù.
Il pilota propone una rappresentazione incisiva del lutto, fissando aspettative alte per una formula che promette una nuova sepoltura ogni settimana. La serie supera quella promessa con un taglio particolare, trasformando lo schema classico in qualcosa di cuore e sentimento. I membri della famiglia Fisher vengono presentati come imperfetti, ma sempre con una riconoscibilità emotiva: persino nei momenti più tristi emerge la spinta a vivere al massimo la propria vita.

personaggi citati:

  • La famiglia Fisher

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