Protagonisti di tv che sembrano cattivi: 10 personaggi da conoscere

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Alcuni protagonisti televisivi colpiscono per fascino, carisma e capacità narrative. Nei fatti, però, sotto la superficie possono emergere dinamiche distorte, scelte scorrette e comportamenti che assomigliano più a quelli di un antagonista che di un eroe. In una serie di casi, la storia spinge spesso a “tifare” per il personaggio, ma il risultato è che la sua condotta finisce per risultare manipolativa, egoista o pericolosa. La seguente lista mette in evidenza dieci protagonisti capaci di trasformarsi, agli occhi del pubblico, nei veri “cattivi” della propria trama.

10) rachel berry in glee: manipolazione, egocentrismo e conseguenze gravi

rachel mette al centro il proprio successo, anche a costo di danneggiare gli altri

Rachel Berry non viene ricordata solo per ambizione e bisogno di visibilità. Nella narrazione, la sua figura si sposta progressivamente dal fastidio al vero e proprio profilo da villain. Le scelte risultano strumentali, con una costante ricerca di vantaggi personali e un’incapacità di accettare un no come risposta.
Tra gli episodi più caratterizzanti emergono comportamenti che spingono gli eventi fuori strada: gestione manipolativa delle relazioni, pressioni sugli altri e proteste che mostrano superiorità verso chiunque. Tra le azioni citate nella fonte, figurano anche manovre che coinvolgono persone vicine e decisioni che mettono in pericolo percorsi e reputazioni.
In particolare, vengono indicati punti di svolta come:

  • la manipolazione di ex partner per la realizzazione del video “Run Joey Run”, con obiettivo legato all’autostima;
  • la quasi sospensione di Kurt;
  • la protesta silenziosa per il mancato assolo, motivata dalla convinzione di essere al di sopra degli altri;
  • la scelta di mantenere nascosto un comportamento predatorio fino al momento più conveniente;
  • il ritiro da Funny Girl per ragioni che arrivano a sabotare opportunità altrui;
  • l’invio di Sunshine in un crackhouse con lo scopo di impedirle di unirsi ai New Directions;
  • il livello di rischio descritto come superiore alla semplice imprudenza, con conseguenze potenzialmente letali.

9) ted mosby in how i met your mother: romanticismo di facciata e controllo

ted appare amabile, ma la condotta lo rende un antagonista

Ted Mosby è presentato come un personaggio inizialmente credibile, ma con un deterioramento progressivo man mano che viene osservato il suo modo di agire. La fonte evidenzia un elemento centrale: l’illusione del buon carattere e l’idea di essere “il protagonista buono”, mentre i comportamenti indicano invece ossessione, manipolazione e idee invasive.
Il legame con Robin, descritto come alimentato dalla speranza che la scelta cada su di lui, viene interpretato come una dinamica inquietante. Vengono inoltre sottolineati comportamenti che trattano le donne con rigidità e superiorità, con conseguenze negative per la loro autonomia e per il rispetto dei confini.
Tra le condotte richiamate nella fonte figurano:

  • il modo in cui viene gestita l’amicizia con Robin attraverso una logica di “attesa” del momento giusto;
  • azioni e atteggiamenti paragonati a quelli di Barney, ma presentati in chiave di superiorità morale;
  • la gestione dei consensi come se fosse un concetto da ignorare o non considerare;
  • lo stalking di Maggie e l’appropriazione di materiali legati a una “coppia perfetta” per fare pressione;
  • la creazione di una raccolta dedicata a Robin attraverso un “notebook”, nonostante la volontà contraria della persona coinvolta;
  • l’interpretazione della situazione come tentativo di convincere qualcuno a cambiare idea su scelte di vita come avere figli.

8) gilligan in gilligan’s island: villain accidentale tra errori e blocchi continui

piani di fuga che crollano grazie all’inettitudine del protagonista

Gilligan’s Island non presenta un classico antagonista che faccia precipitare gli eventi. Nel racconto, però, la fonte individua nel personaggio principale un ruolo “accidentale” da villain: ogni tentativo di fuga viene sabotato da errori goffi e ripetuti, con l’effetto pratico di mantenere il gruppo sull’isola più a lungo del necessario.
L’idea centrale è che le strategie del gruppo vengano rese inutili da una serie di sbagli legati al protagonista del titolo. In questo quadro, il pubblico può arrivare a percepire Gilligan come la causa concreta dell’immobilismo della situazione: non per intenzione malvagia, ma per impatto costante sulla riuscita dei piani.

7) scrappy-doo in scooby and scrappy-doo: fastidio, frustrazione e conseguenze per il gruppo

il personaggio nato come “nipote” finisce per diventare un elemento di disturbo

Scrappy-Doo viene introdotto con l’impostazione di “cucciolo” e figura giovane, pensata come elemento positivo e affettuoso. La fonte però evidenzia una trasformazione di percezione: il personaggio viene descritto come fastidioso, irritante e poco amato, capace di trascinare la Mystery Gang in guai continui senza contribuire realmente alla riuscita.
Nel percorso della serie, la condotta attribuita a Scrappy-Doo porta a una svolta ulteriore: la trama lo rende un antagonista più definito. La fonte cita due passaggi specifici, indicati come tappe della sua evoluzione:

  • il twist del film live-action del 2002, in cui viene descritto come villain segreto;
  • la riproposizione del ruolo antagonista nella serie animata per adulti Velma.

6) brandon foster in the fosters: inseguimento ostinato e bisogno di “salvare”

la relazione diventa una minaccia per la vita di callie

In The Fosters, Brandon Foster viene indicato come una figura insopportabile e, soprattutto, come antagonista. Nella fonte viene richiamato il contesto delicato: la storia d’amore tra Brandon e Callie si colloca in una fase precedente all’adozione di Callie, e il comportamento del ragazzo viene descritto come persistente nonostante i tentativi di allontanamento.
Il punto critico è l’assenza di rispetto per i confini. Callie prova a respingerlo, comunica le conseguenze e mette limiti, ma Brandon continua a perseguirla ignorando i rischi. Sono citate anche scelte avventate, con una successiva attribuzione delle colpe a Callie quando emergono le conseguenze.
Tra le azioni riportate nella fonte, risultano particolarmente rilevanti:

  • la spinta a continuare la relazione anche quando la situazione potrebbe compromettere la vita di Callie;
  • decisioni rischiose come la vendita di documenti falsi;
  • il tentativo di assumere un ruolo di “salvatore” intervenendo senza essere richiesto;
  • episodi legati a controlli e esami come l’idea di prendere gli SAT per “salvare” la situazione;
  • la tendenza a scaricare sugli altri le conseguenze delle proprie scelte.

5) pierce hawthorne in community: intolleranza persistente e mancanza di crescita

da personaggio problematico ad antagonista definitivo

Community è costruita sul fatto che i protagonisti abbiano difetti reali e che tra loro si verifichi una crescita reciproca. La fonte ricorda come, tra i membri principali, ciascuno abbia caratteristiche discutibili, ma sottolinea che Pierce Hawthorne raggiunge un livello diverso nel momento in cui lascia la serie dopo la quarta stagione.
Il tema principale è la persistenza: a differenza di altri personaggi, Pierce non viene associato a un percorso di miglioramento. Vengono segnalati commenti descritti come razzisti, sessisti, omofobi e xenofobi nel corso delle stagioni indicate. In parallelo, viene rilevata anche l’eccessiva pazienza degli altri personaggi, considerando che il personaggio non mostra un vero desiderio di cambiare.

4) serena van der woodsen in gossip girl: vittimismo, incoerenza e responsabilità assente

la protagonista si posiziona come “vittima” senza assumerne i costi

In Gossip Girl molti personaggi risultano negativi nel comportamento, ma la fonte evidenzia un gruppo di protagonisti che emerge come più centrale nella dinamica da “cattivo”. Tra questi figura Serena Van der Woodsen, indicata come una delle figure principali percepite come villain.
Secondo la fonte, Serena tende a posizionarsi come vittima continua, attribuendo a terzi la causa delle proprie disgrazie e mostrando un scarso senso di responsabilità. Vengono inoltre ricordati comportamenti relazionali descritti come incoerenti rispetto al giudizio che lei esprime sugli altri.
Tra i punti richiamati:

  • assenza di accountability nelle situazioni critiche;
  • tradimenti nelle relazioni, citati come ricorrenti;
  • scelte descritte come coinvolgimento con persone impegnate in relazioni altrui;
  • ipocrisia, con giudizi verso comportamenti che Serena stessa attua;
  • la conclusione proposta dalla fonte secondo cui Dan e Serena sarebbero destinati a “incastrarsi” perché entrambi vengono presentati come persone problematiche.

3) alice in the magicians: inaffidabilità e decisioni egoistiche

alice come leader peggiore e alleata in cui non si può avere fiducia

Alice è descritta come una figura divisiva: parte del pubblico la apprezza, altri la rifiutano. In ogni caso, la fonte non collega il giudizio al semplice gusto personale, ma alla percezione di inaffidabilità e scelte orientate al proprio vantaggio.
Nella versione cartacea citata nella fonte, i libri di Lev Grossman presentano Alice in modo diverso. Nella serie TV, invece, il personaggio assume un ruolo chiave, e ciò viene indicato come elemento che migliora la trama ma rende la figura meno gradita: viene presentata come regina, e allo stesso tempo come una delle peggiori leader di Fillory.
Tra i comportamenti citati nella fonte figurano:

  • decisioni descritte come egoiste, con la ricerca di magia o conoscenza posta davanti agli altri;
  • interventi e “inserimenti” in quest che nessuno richiede;
  • meddling che altera gli equilibri del gruppo;
  • assenza di rimorso in episodi di tortura attribuita alla Lamprey;
  • collaborazioni segrete con la Library e tradimento dei compagni;
  • la responsabilità indicata per l’esposizione dell’intera comunità magica a sfruttamenti da parte dell’Order of the Library.

2) jerry in tom and jerry: provoca e manipola, ribaltando la percezione

da antagonista cartoon a villain riconosciuto nell’adulto

Jerry viene ricordato come personaggio su cui, da bambini, si tende a tifare. La fonte sostiene però che, osservato da adulti, il comportamento cambia prospettiva: nei cartoni viene spesso mostrato come un topolino innocente e furbo, ma viene descritto come il vero elemento peggiore.
Nel quadro riportato, Tom cerca di rilassarsi e condurre una vita da gatto normale, mentre Jerry viene rappresentato come un provocatore che lo spinge a reagire. Poi, Jerry riesce a ingannare Tom e a trascinarlo in situazioni di umiliazione fisica.
La fonte richiama anche il modo in cui il film del 2021 Tom & Jerry riconosce la natura negativa del personaggio, con un passaggio in cui Jerry viene indicato come pericoloso e sociopatico dalla prospettiva di un altro personaggio. Il punto centrale resta: Jerry provoca finché Tom reagisce, ottenendo vantaggio dalla reazione e trasformando la catena di eventi in un circolo di umiliazioni.

1) ron swanson in parks and recreation: antagonista pratico contro il miglioramento pubblico

ron è amato, ma l’impostazione lo rende un ostacolo ai progressi

Parks and Recreation si distingue anche perché un personaggio tra i più amati, Ron Swanson, viene descritto come villain “tecnico”. La fonte lega questa lettura a un meccanismo semplice: lo spettacolo ruota attorno agli sforzi di Leslie per rendere Pawnee un luogo migliore, usando risorse pubbliche per migliorare i programmi dei parchi e delle attività ricreative. Ron, invece, non tenta di nascondere la propria intenzione di rendere quel dipartimento il più inefficace possibile.
Il nucleo ideologico richiamato nella fonte è la posizione netta contro l’intervento governativo: Ron non crede nella necessità di politiche pubbliche, preferisce la privatizzazione e sostiene un’idea di capitalismo come sistema ideale.
La fonte chiarisce anche l’aspetto “satirico” del personaggio: non viene presentato come malvagio nel senso emotivo, con una natura interna più morbida. Eppure, in pratica, la sua funzione narrativa lo rende un antagonista, perché impedisce qualunque avanzamento concreto.

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