Harry Potter serie: la sfida di girare con minorenni

La serie TV di Harry Potter prodotta da HBO si prepara a entrare in produzione, ma deve affrontare una sfida logistica non indifferente: girare con attori minorenni. L’adattamento dei sette romanzi di J.K. Rowling prevede fino a dieci anni di riprese, con un cast giovane che sarà vincolato da rigide normative sul lavoro minorile.

Il bando di casting per i ruoli di Harry, Ron ed Hermione, lanciato nel 2024, ha attirato migliaia di candidati in tutto il Regno Unito. La produzione guidata da Francesca Gardiner e Mark Mylod deve però fare i conti con le leggi britanniche che limitano l’orario di lavoro per i minori a poche ore al giorno, con obbligo di tutoraggio scolastico e presenza di un tutore legale sul set.

A differenza dei film originali, dove Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint hanno girato per un decennio, oggi le normative sono ancora più stringenti. Ogni stagione richiederà circa 8-10 mesi di riprese, con i giovani attori che potranno lavorare solo in fasce orarie ridotte, allungando inevitabilmente i tempi di produzione.

La soluzione ipotizzata da HBO prevede turni di lavorazione doppi: scene con i giovani protagonisti al mattino, scene con il cast adulto al pomeriggio. Un modello già sperimentato in altre produzioni fantasy come Stranger Things e Il Trono di Spade nelle scene con Bran Stark. La serie, il cui inizio riprese è atteso nel 2026, debutterà su Max con una prima stagione di otto episodi.


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