Marvel comics migliori non sui supereroi: 10 storie da leggere
Marvel è spesso associata a supereroi, ma nella sua storia ha costruito anche narrazioni lontane dai costumi e dai poteri: guerra, noir, western, avventura e fantascienza. Il catalogo ha ospitato titoli che hanno saputo rinnovare il linguaggio del fumetto, offrendo storie intense e con un’impronta riconoscibile. Di seguito vengono raccolte alcune opere non incentrate sui classici eroi in costume, con elementi legati al contesto storico, a toni maturi e a trame capaci di lasciare il segno.
la spinta verso il realismo in the ‘nam
The ‘Nam nasce come rilettura fictionalizzata ma realistica della guerra del Vietnam. La serie, ideata da Doug Murray, Larry Hama e Michael Golden, si muove su un principio temporale preciso: tra un numero e l’altro passa un mese, così che dodici albi equivalgano a un anno del conflitto. La struttura impone inoltre un vincolo narrativo: i personaggi non possono comparire in storie che superino la durata massima di un giro di servizio, a meno che non siano già presenti nel periodo coperto.
La serie mette in scena scelte dure coerenti con l’imprevedibilità della guerra, includendo anche la rimozione di personaggi per riflettere una realtà poco consolatoria. Il risultato è un’esperienza di lettura intensa, dove la dimensione storica rende la narrazione particolarmente complessa.
- Doug Murray
- Larry Hama
- Michael Golden
noir criminale con criminal
Criminal prende avvio in casa Marvel sotto l’etichetta Icon, ad opera di Ed Brubaker e Sean Phillips. L’impostazione è fatta di miniserie e one-shot legati da una continuità flessibile: ogni storia può funzionare come racconto autonomo, ma l’insieme ricompone il quadro del sottobosco criminale di Center City.
Il tono combina un senso di quotidianità credibile con una vena noir classica, riuscendo a conferire alle vicende una naturalezza che richiama scenari reali. La possibilità di seguire prospettive differenti permette di cambiare periodo e intensità narrativa, mantenendo la serie sempre in movimento.
- Ed Brubaker
- Sean Phillips
il western fuori dagli schemi in rawhide kid
Rawhide Kid emerge in un periodo in cui i supereroi perdono centralità e lo spazio editoriale si apre a romance, western e horror. Il titolo diventa memorabile per dinamismo, riuscendo a restare rilevante anche quando il genere dei supereroi torna in auge. La creazione parte da un lavoro originale firmato da Stan Lee e Bob Brown; in seguito, Lee e Jack Kirby rielaborano il personaggio.
Il western non segue pienamente l’archetipo classico: il disegno di Kirby propone un protagonista più basso e più esile, mentre Lee adotta un approccio diverso dal solito, trasformando il Kid in un personaggio più riservato. Nonostante queste scelte, l’azione resta un elemento distintivo della serie.
La popolarità porta a una lunga durata editoriale: 151 numeri, fino alla chiusura avvenuta nel 1979, quando ormai il western aveva già perso parte della sua attrattiva per il pubblico.
- Stan Lee
- Bob Brown
- Jack Kirby
guerra e squadra in sgt. fury and his howling commandos
Prima di diventare una figura associata a S.H.I.E.L.D., Nick Fury combatte in seconda guerra mondiale. Sgt. Fury and His Howling Commandos, creato da Stan Lee e Jack Kirby, racconta le avventure di Fury insieme agli uomini della First Attack Squad mentre si scontrano con i nazisti in Europa.
La serie dura 167 albi, dal 1963 al 1981. Nel frattempo Fury compare anche in altre storie legate al mondo dei supereroi e ottiene persino un proprio titolo: Nick Fury, Agent of S.H.I.E.L.D., pubblicato dal 1968 al 1971.
Pur alternando momenti più eccentrici, la proposta mantiene un’identità coerente, sostenuta anche dal contributo artistico di Kirby, che rende la lettura dinamica.
- Stan Lee
- Jack Kirby
- Nick Fury
avventura indipendente in dakota north
Dakota North entra nella storia editoriale come un titolo che, pur trovando posto all’interno dell’universo Marvel, nasce con un’impostazione originale. Le sue avventure inizialmente non seguono la classica continuità del publisher, permettendo a Martha Thomases e Tony Salmons di costruire una narrazione in linea con Modesty Blaise.
Il debutto conta solo cinque numeri nel 1986, ma il personaggio continua a comparire in storie successive in modo sporadico. Le apparizioni più note avvengono durante il periodo di Christopher Priest con Black Panther e nel lavoro di Ed Brubaker su Daredevil.
La serie viene descritta come caratterizzata da un’atmosfera indipendente, attribuita anche all’esperienza non pregressa nel mondo dei fumetti degli autori al momento dell’esordio. Le ragioni della cancellazione dopo un breve ciclo restano poco chiare; secondo quanto riportato, i risultati di vendita sarebbero stati buoni, ma la scelta editoriale mirava a destinare risorse ad altre iniziative, tra cui progetti collegati al New Universe e ai piani celebrativi del 25° anniversario di Marvel.
- Martha Thomases
- Tony Salmons
- Dakota North
magazine che aggira il codice in savage sword of conan
Savage Sword of Conan si presenta come magazine con l’obiettivo di sfuggire all’influenza della Comics Code Authority. L’operazione consente di pubblicare contenuti con maggiore libertà, affidandosi a un gruppo di professionisti di primo livello.
Le realizzazioni interne includono lavori di Roy Thomas, Neal Adams, Barry Windsor-Smith e John Buscema. Anche il comparto copertine diventa un elemento di richiamo, grazie al lavoro di Joe Jusko, Boris Vallejo, Earl Norem e Bob Larkin, capaci di attirare l’attenzione nei punti vendita.
Per molti lettori giovani, Savage Sword of Conan ha rappresentato un ingresso ad ambiti più adulti rispetto a quanto normalmente accessibile in quel periodo. Le storie dedicate al personaggio creato da Robert E. Howard vengono indicate come tra le migliori mai pubblicate in ambito Conan.
- Roy Thomas
- Neal Adams
- Barry Windsor-Smith
- John Buscema
- Joe Jusko
- Boris Vallejo
- Earl Norem
- Bob Larkin
- Robert E. Howard
archeologa criminale in star wars: doctor aphra
Doctor Aphra viene descritta come una figura in stile avventuriero con un taglio malvagio, inserita nell’universo Star Wars. La serie è creata da Kieron Gillen, Salvador Larroca, Jordan D. White e Heather Antos. Aphra è una criminal archaeologist che accetta un incarico per Darth Vader e finisce presto in fuga, simulando persino la propria morte.
Il personaggio compare per la prima volta in Star Wars: Darth Vader #3, ma la maggior parte delle sue avventure viene raccontata in Star Wars: Doctor Aphra. Le storie hanno alimentato a lungo l’interesse del pubblico verso un eventuale adattamento in film o serie, con la speranza che le figure di guida più recenti possano dare seguito a questi desideri.
- Kieron Gillen
- Salvador Larroca
- Jordan D. White
- Heather Antos
- Doctor Aphra
- Darth Vader
proposta controversa in trouble
Trouble è considerato tra i fumetti più controversi pubblicati da Marvel. La miniserie di Mark Millar insieme a Terry e Rachel Dodson viene inizialmente presentata come possibile nuova origine di Spider-Man, ma la reazione del pubblico porta rapidamente a un ridimensionamento dell’impostazione.
Nonostante le discussioni, la storia viene indicata come ben raccontata e, anche senza legami con la continuità principale, introduce un elemento specifico mai visto prima nei fumetti dedicati a Spider-Man: la trasformazione di Aunt May e Uncle Ben in figure rese più concrete e “reali”.
La trama segue May Reilly e Mary Fitzpatrick che trovano lavoro estivo presso un resort, dove incontrano altri dipendenti: Ben e Richie Parker. La storia procede con le relazioni che si sviluppano in parallelo e conduce a un epilogo molto contestato, pur restando caratterizzato da un impianto narrativo e grafico di grande impatto.
- Mark Millar
- Terry Dodson
- Rachel Dodson
- May Reilly
- Mary Fitzpatrick
- Ben Parker
- Richie Parker
- Aunt May
- Uncle Ben
licenza action con g.i. joe: a real american hero
G.I. Joe: A Real American Hero prende lo spunto dalla linea di giocattoli, ma si distingue perché applica un approccio serio alla struttura narrativa, diverso da quanto fatto in alcune versioni animate. A dare forma alle storie è soprattutto Larry Hama, indicato come responsabile dei passaggi più significativi del titolo.
La serie non evita conseguenze pesanti: vengono mostrati decessi e vengono sottoposti a prove dure i sistemi di convinzioni dei personaggi. Tra gli albi più celebrati viene citato il numero #21, intitolato “Silent Interlude”, scritto e disegnato da Hama, spesso ricordato tra i migliori episodi singoli di sempre.
Il ritorno della testata avviene dopo la chiusura: nel 16° anno successivo alla fine, IDW riavvia la serie con Hama, estendendola fino a #300. Nel 2023 Skybound riprende da #301, mantenendo la pubblicazione ancora in corso.
- Larry Hama
- G.I. Joe
antologia di mostri in journey into mystery
Prima dell’arrivo di Thor nel numero #83, Journey into Mystery funziona come antologia con racconti incentrati su fantasmi, mostri e figure in grado di spaventare. L’impianto consente a diversi autori storici di spingersi verso trame più imprevedibili, come nel caso di Jack Kirby, Joe Kubert e Gil Kane.
Le storie possono non raggiungere i livelli di horror presenti nelle pubblicazioni più moderne, né riflettere pienamente l’intensità di certe proposte di EC Comics, ma vengono comunque indicate come racconti validi e costruiti con alcune delle migliori competenze del periodo. Inoltre, alcune creature introdotte nelle antologie restano parte del mondo narrativo Marvel nel tempo.
- Jack Kirby
- Joe Kubert
- Gil Kane
- Thor