La7 anti Meloni: cosa ha detto Enrico Mentana
Al Festival della TV di Dogliani, Enrico Mentana ha delineato con precisione il modo in cui La7 viene percepita sul piano editoriale, soffermandosi su posizionamento, ospiti ricorrenti e possibili ricadute future. Le parole del direttore del TgLa7 mettono al centro un confronto tra “tele-Meloni” e “tele-anti-Meloni”, con una lettura basata sulla fotografia dei contenuti in onda e sull’omogeneità dei programmi.
la7 a dogliani e il posizionamento anti-meloni
Nel corso di un’intervista rilasciata a Dogliani, in Piemonte, Enrico Mentana ha collegato la linea della rete alla costruzione di un’offerta chiaramente orientata in senso opposto rispetto al governo guidato da Giorgia Meloni. La7, secondo questa ricostruzione, non avrebbe un impianto neutrale, ma metterebbe in evidenza un orientamento contrario, visibile attraverso l’insieme dei programmi e delle scelte editoriali.
Mentana ha anche specificato che le sue considerazioni andrebbero lette come una constatazione e non come una critica. In quest’ottica, l’accento viene posto sulla percezione di continuità e coerenza dell’impostazione.
Caratteristiche evidenziate nell’offerta
- omogeneità dei programmi
- stesso tipo di ospiti ricorrenti
- medesimo orientamento politico nei contenuti
ospiti di opposizione e frequenze in tv
Per sostenere la lettura del posizionamento, il direttore del TgLa7 ha richiamato la presenza frequente di leader dell’opposizione nei talk show e nelle trasmissioni. Il riferimento è stato quantificato: nell’ultimo anno solare la televisione avrebbe ospitato Elly Schlein e Giuseppe Conte almeno un centinaio di volte, mentre lo spazio riservato a esponenti dell’esecutivo e del centrodestra risulterebbe più limitato.
In questo quadro, la presenza dei volti viene usata come indicatore della direzione complessiva dell’offerta televisiva.
Leader citati come esempi di presenza ricorrente
- Elly Schlein
- Giuseppe Conte
la dinamica dei talk show descritta con la metafora
Nel descrivere il funzionamento dei talk show, Mentana ha adottato una metafora legata alla posizione percepita in studio. Secondo la ricostruzione, ogni trasmissione includerebbe due profili: uno che si muove come se fosse a casa propria e uno che appare in trasferta. Quest’ultimo sarebbe idealmente paragonato a una figura “sui carboni ardenti”, mentre l’altro avrebbe un ruolo più “comodo” e strutturalmente riconoscibile.
Questa immagine serve a rappresentare la differenza di impatto e di impostazione nella gestione degli interventi, con una conseguente distinzione tra chi sostiene la linea narrativa prevalente e chi si trova più esposto.
risultati d’ascolto e rischio di “non voler vedere l’elefante”
Sotto il profilo dei risultati, Mentana ha riconosciuto che l’impostazione attuale funziona e produce riscontri positivi sia in termini di ascolti sia di gradimento del pubblico. Allo stesso tempo, ha aggiunto che evitare di parlare di tali elementi equivarrebbe a non prendere in considerazione ciò che appare evidente, richiamando l’immagine dell’“elefante nella stanza”.
La logica presentata è quindi duplice: da un lato efficacia comunicativa e dall’altro necessità di riconoscere la struttura politica implicita nei contenuti.
Elementi considerati rilevanti
- ascolti e gradimento come segnali di efficacia
- evidenza dell’orientamento emerso dall’insieme dei programmi
precedenti dichiarazioni: tele-anti-meloni e confronto con la rai
Le parole di Dogliani si inseriscono in un percorso di dichiarazioni precedenti. Mentana aveva già definito La7 una “tele-anti-Meloni” in contrapposizione alla cosiddetta “tele-Meloni”, richiamando l’opposizione come elemento distintivo.
Nella nuova occasione, il direttore ha ribadito una lettura più ampia: la scelta di un posizionamento esplicito sarebbe eccezionale non solo per intensità, ma anche per l’impatto complessivo su una rete intera. È stata inoltre evocata l’idea di una trasformazione di La7 nella nuova Rai 3, senza che si configuri la presenza di una nuova Rai 1 o di una nuova Rai 2.
Riferimenti strutturali citati
- “tele-anti-Meloni”
- “tele-Meloni”
- nuova Rai 3 (come modello evocato)
- assenza di una nuova Rai 1 e Rai 2