God of War: i divini più terrificanti di sempre, classificati

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La saga di god of war ha costruito la propria identità mettendo in scena divinità provenienti da contesti mitologici differenti. Dalle tradizioni greche a quelle norrene, fino a richiami a pantheon più distanti, l’universo narrativo presenta dèi capaci di attrarre, ingannare o attaccare. In molte occasioni, però, la percezione dominante è una sola: gli esseri divini sono pericolosi, imprevedibili e spesso determinati a trasformare ogni alleanza in una minaccia. Il focus della panoramica è sulle figure che, per motivi diversi, risultano tra le più temute nei giochi.

divinità in god of war: dal mito greco alle nuove presenze

Nel corso delle varie uscite principali e degli spin-off, la serie ha ampliato la propria galleria di divinità. L’impianto iniziale era centrato sulle divinità greche, poi esteso alle divinità norrene con god of war (2018) e god of war ragnarök. Nei capitoli sono presenti anche allusioni a divinità di altre tradizioni: un esempio citato è l’occhio di horus comparso su un dipinto. Più di recente, un primo sguardo su god of war laufey ha mostrato divinità riconducibili a pantheon egiziani e buddhisti, aprendo scenari ulteriori su quali dèi possano entrare in gioco.

  • divinità greche
  • divinità norrene
  • riferimenti a tradizioni come quella egiziana
  • presenze legate anche al mondo buddhista

hephæestus: la fiducia tradita nel cuore del mito greco

Tra gli dèi più inquietanti della serie compare hephaestus. In god of war 3, il rapporto con il protagonista appare ostile fin dall’inizio, ma emerge l’idea che il dio del fabbro possa tentare di sostenere cronos nella sua missione. Il quadro cambia in modo decisivo: più avanti, hephaestus tradisce kratos, prima provando a farlo uccidere durante un confronto con cronos, poi tentando di eliminarlo con una trappola studiata con intelligenza.
Questo comportamento riassume uno degli aspetti che rendono i dèi greci particolarmente temibili: possiedono obiettivi propri, rancori e calcoli personali. Anche quando sembrano dalla parte giusta, possono voltare le spalle nel momento in cui l’alleanza diventa scomoda, cercando la morte del alleato appena conveniente.

  • hephaestus
  • cronos
  • kratos

begtse: una figura nuova che incute timore fisico

bengtse è collegato alla figura del dharmapala buddhista e viene mostrato con forte presenza nel finale del gameplay reveal di god of war laufey. Il filmato non offre molte certezze sui livelli di potere, ma la percezione è netta: bengtse risulta tra le divinità più imponenti della fase post-greca della saga. Nel preview viene anche evidenziata la forza fisica e l’uso di magia di fuoco.
Pur restando sul piano delle ipotesi, il timore associato a questa figura è che possa svolgere un ruolo simile a quello di baldur in god of war (2018): un antagonista capace di creare scontro iniziale e difficoltà persistenti durante il percorso. Resta aperta anche la possibilità che bengtse non sia altro che un effetto di guerra al servizio di laufey, anche se la conferma dipende dagli eventi mostrati oltre il trailer.

  • bengtse
  • laufey
  • kratos

sekhmet: controllo dell’aldilà e superiorità che mette in soggezione

Nel reveal di god of war laufey bengtse appare al centro del combattimento, ma la guida effettiva dell’aldilà degli dèi viene attribuita a sekhmet. Il personaggio mostra un atteggiamento più calmo e contenuto, e risulta capace di impartire ordini senza esitazioni. La conseguenza è un aumento dell’intimidazione: si percepisce una sicurezza totale nella gestione del regno dopo la morte, indicata come everywhen.
Nella mitologia egiziana, sekhmet è associata alla guerra. Viene descritta come personificazione della vendetta del dio del sole ra e si collega anche alla diffusione delle pestilenze. Anche se non vengono mostrati ancora tutti i limiti dei poteri, la rappresentazione suggerisce un ruolo da antagonista di primo piano nella franchise. La capacità di trattare i soggetti in modo inumano contribuisce ulteriormente a renderla una delle divinità più temute.

  • sekhmet
  • bengtse
  • laufey

thor: minaccia costruita con pazienza narrativa

L’inserimento di thor è apparso inevitabile quando la saga ha spostato l’attenzione sulla mitologia norrena. In god of war (2018), santa monica studios sceglie di non presentarlo in modo pieno per gran parte del tempo, preferendo costruire l’impressione di pericolosità tramite dialoghi e riferimenti. Nel corso dell’avventura vengono forniti spezzoni sul suo passato: il fatto di aver ucciso molti giganti e la capacità di reggere il confronto con il grande world serpent. Nel finale, quando viene anticipato uno scontro, la reputazione del dio arriva già prima di lui.
Il passaggio a god of war ragnarök consolida la tensione accumulata. La prima battaglia con kratos mette in evidenza la forza del dio del tuono e, per un periodo, thor è tra le minacce più inquietanti della serie. Successivamente, il racconto lo rende più umano e introduce persino un percorso di parziale riscatto, elemento raro per la serie e capace di ridimensionare l’intensità della paura iniziale.

  • thor
  • kratos
  • world serpent

cronos: il grande nemico della mitologia greca

cronos viene descritto come una figura intimidatoria già nella cornice mitologica: re dei titani, responsabile dell’uccisione del potente ouranos e accusato di aver mangiato gran parte dei figli per timore di una possibile rovesciamento. Per la saga, però, la minaccia si estende. In god of war 3 cronos diventa uno dei nemici più terrificanti, potenziando elementi già di per sé inquietanti.
Una componente chiave è la dimensione. Viene indicato come uno dei nemici più grandi affrontati, al punto da poter quasi schiacciare kratos tra dito e pollice come un frutto. In un momento specifico, cronos riesce anche a ingoiare kratos. La fuga avviene tagliando la via d’uscita dall’interno, ma il risultato resta: cronos si impone come uno dei boss più memorabili e intimidatori dei capitoli iniziali.

  • cronos
  • kratos
  • ouranos

baldur: invincibilità apparente e ruolo cruciale nella trama

baldur è il primo dio combattuto in god of war (2018), elemento che potrebbe suggerire una posizione meno centrale. Il confronto con kratos dimostra rapidamente il contrario: baldur si rivela inattaccabile nel senso narrativo e operativo. Pur non risultando forte quanto il protagonista sul piano fisico, porta attacchi continui e sembra essere in grado di essere solo fermato o allontanato, senza una sconfitta definitiva.
La paura deriva anche dal valore all’interno della storia dei due giochi norreni. In god of war ragnarök, la morte di baldur innesca ragnarök. Di conseguenza, durante l’avventura resta presente un timore ricorrente: kratos potrebbe morire secondo una profezia. Baldur diventa quindi un’origine indiretta dell’ansia che attraversa il racconto.

  • baldur
  • kratos

zeus: crudeltà amplificata da paranoia

zeus incarna una linea coerente tipica dei racconti mitologici: viene presentato come uno dei personaggi più negativi. Nei capitoli precedenti, la sua paranoia nei confronti di kratos, considerato una possibile minaccia per il dominio su olimpò, lo porta non solo a cercare di uccidere kratos, ma anche a distruggere sparta come atto di vendetta considerata meschina. La crudeltà si estende anche al ruolo di padre: viene citato il caso di una tortura brutale inflitta a hephaestus.
La combinazione tra volontà di compiere violenza, predisposizione a colpire innocenti e la condizione di paura permanente rende zeus particolarmente spaventoso. Essendo inoltre il più potente tra gli dèi nel contesto della trilogia originale, il suo impatto come antagonista viene rafforzato fino a diventare una presenza decisiva anche quando non risulta l’antagonista principale del primo capitolo.

  • zeus
  • kratos
  • hephaestus
  • sparta

gná: difficoltà di gioco e rivalità personale

gná è presentata come la nuova regina delle valchirie in god of war ragnarök. Nel racconto, mantiene una vendetta personale contro freya dopo la scelta di lasciare asgard. Sebbene la figura risulti intensa nella storia, la sua inclusione nella lista è collegata soprattutto al gameplay: non emerge come il livello massimo di malvagità rispetto ad altri personaggi, e non vengono attribuiti atti particolarmente atroci.
La difficoltà nasce soprattutto dal fatto che gnå è un boss opzionale. Dopo aver completato la missione principale, può essere affrontata nel finale come boss di endgame. Questa posizione spiega perché rappresenti una sfida molto impegnativa: anche se, in termini narrativi, potrebbero esistere dèi ancora più temuti nell’universo della saga, l’esperienza di scontro in gioco la rende particolarmente destabilizzante.

  • gná
  • freya
  • kratos
  • valchirie
  • asgard

odin: stesso tipo di paranoia di zeus, con più inganno

odin viene accostato a zeus per una combinazione di potere e paranoia, ma con una differenza sostanziale: la componente intellettuale. È descritto come patriarca capace di comportamenti crudeli verso i propri figli. Un esempio indicato riguarda l’uccisione di thor quando thor mostra misericordia verso kratos.
Ciò che rende odin più temibile è il modo in cui incastra gli eventi. Nei giochi più recenti la narrazione è più strutturata, ma odin risulta comunque più furbo e più incline alla manipolazione rispetto a zeus nella trilogia originale. Questo conferisce al nemico un profilo più difficile da affrontare: prima dell’uso della forza bruta, odin può confezionare inganni e sotterfugi.

  • odin
  • zeus
  • thor
  • kratos

kratos: la minaccia che non si arresta

Al di fuori delle nuove divinità legate a god of war laufey, i dèi più temuti della lista condividono un tratto decisivo: sono stati sconfitti o uccisi da kratos. Questo elemento indica una gerarchia di potere netta all’interno della saga. Anche se nei capitoli più recenti il protagonista viene mostrato come meno spietato rispetto al passato, resta il nemico più inquietante che possa essere affrontato.
Il punto centrale riguarda la capacità di kratos di non essere fermato: persino la morte annunciata dalla profezia non è sufficiente a bloccarne l’avanzata. Per chi gioca la serie, kratos è anche una presenza familiare, perché viene interpretato direttamente nel percorso di gioco. Proprio mettendo a fuoco che le stesse divinità temute potrebbero temere kratos più di quanto appaia, la percezione della minaccia si rafforza ulteriormente.

  • kratos

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