Far side comics: 8 vignette più divertenti che reinventano la ruota, letteralmente

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Gary Larson e The Far Side hanno reso il tema della ruota un terreno di continua reinvenzione, riportandolo in epoche lontanissime con trovate sempre diverse. Il risultato è una serie di vignette in cui la stessa invenzione, anziché diventare scontata, diventa ogni volta occasione per umorismo brillante, gag visive e battute costruite attorno a conseguenze inattese. Di seguito viene ricostruito un percorso basato su alcune date chiave, mostrando come la ruota venga trattata come meraviglia tecnologica… e al tempo stesso come fonte di problemi, imprevisti e paradossi.

the far side e la ruota: un’ossessione trasformata in comicità

The Far Side cambia la prospettiva tipica delle vignette da giornale, puntando su un tipo di comicità che prende sul serio le immagini e costruisce il senso attraverso dettagli che catturano subito l’occhio. In questo quadro, la ruota rappresenta un elemento ricorrente, perché la sua “nascita” viene reinterpretata più volte: in preistoria, con personaggi che non conoscono le regole che oggi sembrano ovvie, e con l’invenzione che produce reazioni del tutto sproporzionate.
La comicità nasce spesso dall’accostamento tra primitivo e familiare:

  • fuoco e conoscenza incompleta
  • lavorazione della pietra con errori impliciti
  • contraccolpi immediati nel momento della realizzazione

17 agosto 1982: la prima ruota che si sgonfia

prima pubblicazione: 17 agosto 1982

Una delle vignette più citate del periodo in cui la ruota diventa protagonista assoluta. In sei sequenze, Gary Larson mostra un innovatore preistorico mentre lavora a un primo esemplare ricavandolo da una massa di roccia. La forma circolare viene ottenuta, il foro centrale viene scavato e l’invenzione prende la sua identità visiva.
Il punto di svolta arriva subito dopo: la creazione si sgonfia, con un suono reso graficamente come un “ssssss”, molto più vicino all’idea di un oggetto pneumatico che a quella di un prototipo in pietra. Il risultato è una battuta costruita sulla delusione immediata dell’inventore.

23 dicembre 1982: il problema esiste anche prima delle auto

prima pubblicazione: 23 dicembre 1982

La forza di questa vignetta sta nella composizione. Lo sguardo viene attirato in primo piano da un pterodattilo che mostra un sorriso, mentre sullo sfondo un uomo preistorico è colto con pugni alzati e bocca aperta in un grido rabbioso vicino a una ruota iniziale.
La didascalia completa il senso senza esplicitare tutto in modo diretto, chiarendo che la ruota appena “creata” viene vissuta come un’invenzione appena terminata e che, per chi punta alla pulizia, non c’è motivo di gioire. L’idea centrale ruota attorno al fatto che la stessa sfortuna legata allo sporco e alla manutenzione appare già nel contesto primitivo.
Elementi in scena:

  • pterodattilo in primo piano
  • uomo preistorico sullo sfondo
  • ruota primordiale come invenzione appena completata

13 settembre 1984: lavorare mentre gli altri “godono”

prima pubblicazione: 13 settembre 1984

Un’altra vignetta ricordata per la sua capacità di funzionare senza bisogno di dialoghi lunghi. L’immagine mostra un personaggio preistorico intento a perfezionare la ruota con un martello di pietra, mentre gli altri non sembrano concentrati sul lavoro: la scena richiama una situazione in cui l’attenzione viene spostata su ciò che accade dopo l’invenzione, non sulla fatica che la precede.
La comicità emerge anche dalla dinamica visiva: il personaggio in primo piano resta indietro, mentre una joyride avviene in modo inatteso e rapido, fuori dall’attenzione di chi sta ancora costruendo. In pratica, la ruota diventa anche un dispositivo narrativo per raccontare la frustrazione di chi non ottiene “il primo giro”.
In scena sono presenti:

  • uomo preistorico che lavora con attrezzo in mano
  • altri abitanti della caverna impegnati a vivere l’invenzione
  • ruota come punto di partenza dell’azione

23 ottobre 1984: esperimenti di trasporto e conseguenze

prima pubblicazione: 23 ottobre 1984

La premessa è presentata in modo diretto dalla didascalia: “La ruota c’è. Adesso cosa si fa con essa?”. La vignetta immagina un primo tentativo di usare la ruota per accelerare gli spostamenti, etichettandolo come esperimento iniziale di trasporto.
La situazione è illustrata con un uomo preistorico con le gambe legate a una grande ruota di pietra, mentre altri personaggi preparano la spinta da un punto elevato. Sul lato compare anche un individuo che sembra pronto a prendere appunti, con blocco e matita, come se l’esperimento dovesse produrre “dati”.
Il nucleo comico resta nella discrepanza tra l’idea e ciò che accade: la vignetta lascia intendere che l’esito non sarà affatto positivo, e proprio questa distanza tra intenzione e risultato genera il riso.

17 gennaio 1986: il meccanico che protesta per gli strumenti

prima pubblicazione: 17 gennaio 1986

Tra i tratti più riconoscibili di Larson c’è l’abilità di entrare in voci differenti. Qui compare un personaggio in veste di meccanico preistorico che lamenta di aver ricevuto lo strumento sbagliato. Nel giro della scena, però, emerge che il problema non è quello che manca, ma lo stato degli attrezzi e la loro qualità nel periodo storico.
La vignetta funziona come una “micro-scene” compatta: pochi elementi e una resa espressiva che richiama il classico antagonismo tra meccanico e strumenti, trasferito in un contesto primitivo. La comicità non dipende da spiegazioni, ma dal modo in cui la lamentela si ribalta.

15 gennaio 1988: la prima wheel gang

prima pubblicazione: 15 gennaio 1988

Un’altra trovata di Larson consiste nel prendere un gruppo noto per comportamenti contemporanei e trasportarlo nella preistoria. In questa vignetta, l’attenzione è su una banda proto-biker che si presenta con atteggiamento “da duri”, davanti a grandi ruote di pietra, con sigarette in mano e pose da sfida.
Il risultato è la sensazione che tempo e abitudini seguano una logica circolare: ciò che appare moderno, in realtà, affonderebbe radici molto più antiche di quanto si pensi.
Personaggi e gruppo in scena:

  • membri della wheel gang preistorici
  • ruote di pietra enormi come “mezzi”

18 luglio 1988: l’origine del capitalismo in una battuta senza parole

prima pubblicazione: 18 luglio 1988

Questa vignetta è costruita come un momento muto ma immediatamente leggibile. A sinistra compare un uomo preistorico che completa la ruota: il gesto è quello della rifinitura finale, poi l’invenzione viene osservata e compresa. Il ribaltamento arriva con lo sguardo: dietro, a distanza ravvicinata, compare un altro personaggio che sta scolpendo un misuratore per il parcheggio, quindi una monetizzazione dell’invenzione prima ancora che ci sia un “mercato” nel senso moderno.
Il senso della gag è che dove esiste innovazione, arriva la trasformazione in valore economico. L’immagine suggerisce anche che i tempi di queste dinamiche siano più rapidi di quanto immagini l’osservatore.
Elementi principali rappresentati:

  • inventore al lavoro sulla ruota
  • secondo individuo che scolpisce un parking meter
  • ruota come punto di partenza della svolta

20 marzo 1991: “Zog” torna con una ripresa della gag

prima pubblicazione: 20 marzo 1991

Questa vignetta chiude il percorso richiamando una gag già vista. Il personaggio Zog viene riportato in scena come meccanico e il contesto richiama ripetizioni e conseguenze: l’inventore della ruota, una volta messo davanti a una riparazione, finisce per essere condannato a una vita fatta di guasti e revisioni.
La comicità deriva dal fatto che l’aiutante consegna lo strumento sbagliato, proprio come accade in una precedente situazione collegata. La scena costruisce quindi una “sequela” interna fatta di riproposizione e conferma dei dettagli che rendono Zog un personaggio coerente e riconoscibile nel mondo di Larson.
In scena sono presenti:

  • Zog come meccanico
  • assistente che fornisce un attrezzo non corretto
  • strumenti legati alla riparazione della ruota

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