Far side: 10 critiche vere dei lettori negli anni 80

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The Far Side, nato da poche pagine di un quotidiano, è diventato negli anni ottanta un fenomeno capace di generare reazioni opposte: ammirazione e proteste convivevano nella stessa misura. Man mano che le pubblicazioni si diffondevano su scala nazionale, cresceva anche il numero di lettere critiche inviate alla redazione, spesso motivate da accuse precise e categorie ricorrenti. Il quadro che emerge è quello di un fumetto percepito come scomodo, provocatorio e, per alcuni lettori, persino inappropriato per la stampa di larga diffusione.
Il materiale di riferimento raccoglie alcune delle contestazioni più note arrivate nel corso del decennio, con esempi legati ad animali, satira considerata “fuori posto”, ambientazioni ritenute violente e vignette considerate oscure. Il percorso attraversa anche i momenti di massima diffusione e le reazioni durante i periodi di pausa creativa, fino a commenti che riducono il fumetto a una proposta inutile, proponendo alternative ritenute preferibili.

contesto: da polemiche locali a ondate di lettere critiche

Nei primi anni, l’impatto del cartone era concentrato su pochi giornali, ma la sua comicità fuori dagli schemi suscitava subito preoccupazione. Durante gli ottanta, con la diffusione più ampia, le lettere dei lettori contro le vignette aumentarono in modo marcato, soprattutto quando il fumetto raggiunse il picco di visibilità nella parte centrale del decennio.
Queste segnalazioni aiutano a capire perché The Far Side fosse così divisivo. Spesso, però, i testi delle proteste sono descritti come anche ridicolmente dettagliati, rivelando che l’autorevolezza del disappunto si accompagna a una lettura diretta degli elementi comici presi di mira.

10) “The Far Side” come presunta malattia: accuse ricorrenti

le rimostranze su animali e “sofferenza” (minneapolis tribune, circa 1981)

Tra le parole più ripetute nelle critiche compare “sick”. In questa prospettiva, Gary Larson viene descritto come una persona disturbata e, in particolare, si sostiene che i suoi lavori mostrino animali in situazioni di sofferenza.
Una lettera inviata al Minneapolis Tribune protesta proprio contro l’idea che il fumetto rappresenti il maltrattamento animale come materiale da vignetta. Il testo lamenta la “necessità” di inserire animali in contesti di sofferenza, con un’accusa collegata anche all’assenza di giustificazione nella stampa.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore che scrive al Minneapolis Tribune

9) spiegazioni mancanti: “cosa c’è dietro queste vignette?”

contestazioni sulla comprensibilità della satira (los angeles times, circa 1982)

Un secondo filone critico riguarda il tentativo di attribuire un significato alle vignette, considerandole “distorte” e prive di chiarezza. Una protesta del Los Angeles Times risulta particolarmente dura: viene chiesto di “chiarire” il senso delle vignette, che vengono definite una perdita di spazio e un’offesa al pubblico del giornale.
Il tono della lettera è presentato come vicino a dinamiche di protesta che, in forma diversa, sarebbero diventate più comuni molti anni dopo. Il punto centrale resta l’idea che le vignette risultino fastidiose e prive di motivazione percepita all’interno della pagina.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore che scrive al Los Angeles Times

8) “pensare ai bambini”: critica legata a contenuti ritenuti inaccettabili

accuse su pornografia e vignette domenicali (times-advocate, giugno 1986)

Un motivo ricorrente nelle contestazioni è l’appello alla tutela dei minori. Un lettore, residente in California, collega la percezione di pericolo a una sequenza di elementi: il riferimento a una vignetta che prende di mira la pornografia e la preoccupazione che bambini possano vedere tali contenuti.
La lettera riprende anche la comparsa di “Dog Hell” nella sezione domenicale: la critica descrive un’immagine in cui i cani “raccolgono” ciò che viene indicato come deiezioni, presentando l’episodio come motivo quasi sufficiente per annullare l’abbonamento. Il messaggio finale è diretto e inequivocabile: “get rid of that garbage”.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore residente in California
  • redazione del Times-Advocate

7) vignette “sadiche” in un giornale di famiglia: accusa di disumanizzazione

proteste su dungeon e tortura (herald statesman, febbraio 1987)

Altri attacchi riguardano ambientazioni come i dungeon, con torturatori e vittime. Un episodio legato a questo tema scatena una lettera particolarmente aspra inviata al Herald Statesman.
La protesta definisce la vignetta come la più “ugly”, “obnoxious” e “sadistic” mai vista in un contesto familiare. Viene anche avanzata l’idea che l’autore sia “malato”, accompagnata dalla richiesta di accordo con l’opinione del mittente.
Il materiale specifica inoltre che l’editor Nancy Q. Keefe avrebbe stampato sia la lettera sia una risposta in difesa di The Far Side, indicandolo come satira.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • Nancy Q. Keefe, editor del Herald Statesman
  • lettore che scrive al Herald Statesman

6) satira ritenuta inadatta al pubblico del giornale

critica alla “qualità” e al target editoriale (newsday, gennaio 1988)

Tra le lettere più strutturate compare l’argomentazione secondo cui esistono limiti di buon gusto e di adeguatezza per il pubblico. In un esempio del Newsday, si afferma che un tipo di umorismo potrebbe intrattenere ragazzi, ma non un giornale letto da un pubblico più ampio.
La lettera riconosce esplicitamente la natura satirica, ma sostiene che la sezione contestata non rappresenti una scelta coerente. Viene anche ricordato che il mittente risulta un scienziato, critico verso l’ironia sugli scienziati presente nel lavoro di Larson.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore scienziato che scrive al Newsday

5) “baby in a bottle”: offesa personale e attacco diretto

proteste contro la vignetta e giudizi sulla persona (florida times-union, febbraio 1988)

Una delle accuse più dure riguarda “Baby In A Bottle”, indicata come tra le vignette più controverse del repertorio. In questo caso, le lettere riproposte nel materiale di riferimento mostrano rimostranze che colpiscono non solo la vignetta, ma anche l’idea di “espressioni” attribuite all’autore.
Nella contestazione al Florida Times-Union, il fumetto viene definito “dehumanizing, demoralizing, and insulting”. Il testo arriva fino a suggerire che, se Larson deve guadagnarsi da vivere vendendo materiale, dovrebbe “portarlo altrove”.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore che scrive al Florida Times-Union

4) giudizi contrastanti in un confronto pubblicato dal giornale

recensioni positive e negative affiancate (deseret news, aprile 1988)

Nel periodo di massima attenzione, alcuni giornali pubblicavano raccolte di commenti dei lettori. Nel Deseret News, un numero di aprile 1988 propone una giustapposizione di valutazioni: a un apprezzamento del fumetto si contrappone una critica che lo definisce “too sick” per una pagina comica destinata anche a bambini.
Tra le frasi riportate compare anche una considerazione che attribuisce al successo del fumetto un giudizio negativo sullo “status intellettuale” della nazione. Il testo di riferimento sottolinea che tale lettura risulterebbe ironica rispetto alla reputazione del fumetto come lavoro intelligente.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore favorevole citato nel Deseret News
  • lettore critico citato nel Deseret News

3) stanchezza verso “The Far Side” e richiesta di sospensione

“vacation…a never-ending one” (lakeland ledger, ottobre 1988)

In un giro di commenti raccolti dal Lakeland Ledger, una critica si riduce a una battuta: “Gary Larson deserves a vacation…a never-ending one”. Il punto, secondo il materiale di riferimento, è che non emerge la stessa rabbia di altre lettere, ma piuttosto un senso di esaurimento per la presenza continua del fumetto.
Il commento appare collegato a una notizia: Larson avrebbe iniziato un sabbatical prolungato dalla creazione di nuove vignette, a partire dal 1 novembre 1988. Il materiale precisa però che tale aspettativa non coincideva con una cessazione totale, perché le ristampe continuarono a essere pubblicate anche durante il 1989.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore che commenta nel Lakeland Ledger
  • redazione del Lakeland Ledger

2) “sick, sick, sick”: ripetizione come condanna

liquidazione secca e ostinata dell’umorismo (lakeland ledger, ottobre 1988)

Un’altra risposta pubblicata dal Lakeland Ledger usa la stessa parola chiave in forma reiterata: “I can tell you, I think The Far Side is sick, sick, sick”. La critica viene presentata come possibile provocazione iniziale, ma soprattutto come indicazione di un rifiuto netto verso il fumetto.
Nel complesso, questa tipologia di commenti mostra come, anche in presenza di conferme sul formato delle pubblicazioni, parte del pubblico rimanesse orientato a un giudizio negativo persistente.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore che scrive/risponde sul Lakeland Ledger

1) alternativa proposta: “jumble puzzle” al posto di The Far Side

il rifiuto come sostituzione: “pointless” contro “fun and interesting” (star-news, agosto 1989)

L’ultimo esempio è descritto come particolarmente diretto e, allo stesso tempo, ironico. Anche durante il periodo di pausa creativa di Gary Larson, continuavano le lamentele. In questo caso, il fumetto viene liquidato come “pointless” e viene proposto un sostituto: “the jumble puzzle”, definito dal lettore “fun and interesting”, proprio in confronto a The Far Side.
Personalità citate:

  • Gary Larson
  • lettore che invia il commento allo Star-News

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