E.t. 70 anni dopo: la storia vera dietro l’incontro alieno più scioccante della realtà
Il confronto tra i titoli migliori di Steven Spielberg risulta inevitabilmente complesso: ogni generazione tende a scegliere l’opera che l’ha formata e accompagnata. Tra i film che raccolgono più consensi compaiono Jaws e Raiders of the Lost Ark, insieme a Jurassic Park e Saving Private Ryan. In mezzo a queste preferenze, esiste però un caso emblematico legato a una pellicola che molti indicano come primo incontro con la filmografia del regista: E.T. The Extra-Terrestrial. La storia, spesso associata a emozione e commozione, nasce anche da un’idea inizialmente diversa, più vicina all’orizzonte dell’orrore.
La trasformazione di un progetto e la sua connessione con un fatto reale emergono nel racconto di come Spielberg arrivò a E.T. partendo da una proposta di genere differente e, soprattutto, da un evento leggendario legato alla Kelly-Hopkinsville del Kentucky. Di seguito viene ricostruita la cornice: dalla concezione di un alieno “minaccioso” fino all’impatto culturale che quella notte continua ad avere.
e.t. the extra-terrestrial e il mito di un primo amore per spielberg
La fama di E.T. è radicata in un riconoscimento trasversale: il pubblico tende a considerarlo un personaggio insolito ma profondamente memorabile, capace di unire stranezza, tenerezza e cuore. La visione del film viene spesso descritta come difficile da affrontare senza almeno un momento di commozione. In mezzo a questa percezione, però, il punto cruciale riguarda le origini della storia: E.T. non avrebbe dovuto essere presentato come una creatura “gentile”.
Il progetto, infatti, era inizialmente collegato a una direzione più oscura, pensata come film horror incentrato su un contatto alieno inquietante.
da close encounters a night skies: l’idea di un alieno in chiave horror
La spinta creativa nasce dopo il grande successo di Close Encounters of the Third Kind per Columbia Pictures, che avrebbe voluto un seguito. In quel momento Spielberg risultava contrario alle sequels, ma avrebbe avuto un’altra proposta in gestazione: una storia di extraterrestri che avrebbe chiamato Night Skies.
La configurazione narrativa, come definita nella ricostruzione, immaginava un atterraggio in una fattoria con conseguenze destabilizzanti: un atto di invasione domestica dove però a “invadere” sarebbero state creature provenienti dallo spazio. L’elemento determinante era la base, dichiarata, su un episodio ritenuto reale.
the kelly-hopkinsville encounter: sutton farm nel 1955
Durante l’estate del 1955, Billy Ray Taylor e sua moglie June si recarono la sera presso la Sutton farm, località tra Kelly e Hopkinsville, nel Kentucky. Billy Ray era legato da amicizia a Elmer “Lucky Sutton” e le famiglie avevano l’abitudine di incontrarsi per una serata di divertimento. La scena descritta si apre con i bambini impegnati nei giochi e gli adulti in conversazione, mentre la notte porta con sé una luna piena.
Sotto quella luce, Billy Ray si allontanò temporaneamente dagli altri per prendere acqua dal pozzo. È proprio in quel frangente che vide qualcosa di incredibile: un grande disco volante argenteo. L’oggetto attraversò il cielo notturno e scese a distanza ravvicinata, giudicata non superiore a quella di un campo da calcio. Alla vista dell’evento, Billy Ray fece ciò che, nella narrazione, viene indicato come la reazione più immediata: tornò rapidamente alla casa per avvisare tutti.
Al rientro, la reazione generale fu di rifiuto e derisione: gli adulti interpretarono l’episodio come uno scherzo. I ragazzi continuarono a giocare e la serata proseguì, con Billy Ray che cercava invano di farsi ascoltare.
l’attenzione cambia quando il cane reagisce
Anche se il racconto iniziale venne liquidato, l’attenzione si spostò su un segnale diverso: il cane dei Sutton iniziò a comportarsi in modo anomalo, con reazioni tali da attirare la curiosità e interrompere la normale routine. Quando Lucky uscì per capire a cosa stesse rispondendo il cane, si rese conto che la situazione non era una messa in scena.
billy ray e lucky fronteggiano gli alieni: descrizione e sparatoria
Secondo quanto viene riferito dalle persone presenti, nella prima fase ciò che apparve era quasi una sfera luminosa. Avvicinandosi, il fenomeno avrebbe preso forma: un essere alto non più di quattro piedi, con orecchie appuntite sollevate sopra il capo, grandi occhi gialli, arti lunghi che arrivavano quasi fino al terreno e una fessura sottile al posto della bocca. La descrizione parla anche di una pelle che poteva sembrare quasi metallica, senza indicare la presenza di genitali.
Secondo il racconto, le braccia dell’essere erano alzate in un gesto interpretabile come segnale di assenza di armi e di non minaccia. Nonostante ciò, l’azione immediata fu un confronto armato: Lucky e Billy Ray usarono fucili e iniziarono a sparare. Un proiettile colpì il petto, ma non causò effetti tali da fermare l’alieno: il bersaglio sembrò comunque “comprendere” il messaggio e tornò verso la propria navicella. L’idea del distacco durò poco, perché l’essere fece ritorno per riunirsi ai compagni.
la fuga alla stazione di polizia e l’arrivo di pressioni militari
In casa si scatenò una corsa convulsa: per le successive quattro ore Billy Ray e Lucky continuarono a inseguire e sparare agli esseri, mantenendoli lontani dall’abitazione. Quando gli alieni, stanchi o contrariati dall’impossibilità di entrare, rientrarono nella nave ed evacuarono, tutta la famiglia presenti nella casa—dodici persone—si riversò nelle auto per raggiungere la stazione di polizia più vicina.
La fattoria fu controllata dalle autorità locali. In seguito, dopo la diffusione della segnalazione, intervennero anche le forze di stato. A quel punto arrivarono anche la stampa e, secondo quanto riportato, le unità militari. Non vennero però trovate prove concrete legate ai “piccoli uomini” visti nella notte.
l’eredità dell’incontro continua: da spielberg a influenze pop
La storia della Kelly, Kentucky alien encounter avrebbe affascinato Spielberg fin dall’inizio: il regista ne avrebbe sentito parlare mentre lavorava a Close Encounters of the Third Kind. Anche se Night Skies non sarebbe stata realizzata, le idee associate al progetto avrebbero avuto un riflesso in E.T. e, in modo insolito, anche in Poltergeist. Il legame tra episodio narrato e immaginario cinematografico viene quindi indicato come un percorso di rielaborazione creativa.
Le ripercussioni, però, non riguarderebbero soltanto Spielberg. La descrizione dell’incontro viene utilizzata anche come riferimento culturale per altri prodotti e immaginari.
personaggi e riferimenti collegati al racconto della sutton farm
- Steven Spielberg, per l’interesse verso l’episodio e l’influenza su E.T.
- E.T., come film in cui si ritroverebbero idee nate da Night Skies
- Poltergeist, indicato come ulteriore opera con idee collegate
- Sableye (pokemon), descritto come ispirato a quanto riferito sulla Sutton farm
- hobgoblin/hobkins (pathfinder rpg), associati a creature nate dal medesimo episodio
- Little Green Men Days (festival di Kelly, Kentucky), menzionato come evento che in seguito si sarebbe interrotto
- GoblinCon (Hopkinsville), indicato come appuntamento che continua annualmente
specifiche del film: release, durata e crediti principali
Per inquadrare il contesto produttivo e le caratteristiche del titolo centrale, risultano disponibili alcune informazioni essenziali: data di uscita, durata e credenziali di produzione e sceneggiatura.
- data di uscita: 11 giugno 1982
- durata: 115 minuti
- sceneggiatura: Melissa Mathison
- produttori: Kathleen Kennedy