Call of the elder gods recensione: puzzle ben fatti e avventure da non perdere
call of the elder gods porta avanti l’atmosfera inquietante del precedente call of the sea con una nuova prospettiva, una struttura da escape room e misteri costruiti per mantenere sempre alta l’attenzione. La trama si muove attorno a un’ispirazione letteraria precisa, ma l’impostazione resta personale e riconoscibile, con puzzle curati e ambienti capaci di restituire meraviglia e tensione. Di seguito viene analizzato l’impianto narrativo, il sistema enigmistico e le opzioni di supporto offerte dal gioco.
call of the elder gods: ispirazione lovecraftiana e identità autonoma
Il titolo nasce come sequel del 2020 pubblicato da out of the blue games e si inserisce in un percorso che punta a diventare ancora più bizzarro. La base di partenza richiama la novella the shadow out of time di h. p. lovecraft, ma il risultato non si configura come una semplice copia: l’opera mantiene una sensazione propria e non riproduce meccanicamente quanto visto altrove, neppure nel catalogo dell’editore o nelle numerose storie di cosmic horror.
La storia segue due figure principali: professor harry everhart e evangeline drayton, una studentessa. Pur essendoci legami tematici con il capitolo precedente, il gioco sposta il punto di vista e rende la nuova impostazione uno strumento narrativo efficace.
- professor harry everhart
- evangeline drayton
- norah everhart
personaggio di evangeline e ritmo della storia
L’introduzione della studentessa come protagonista funziona come cornice naturale per avviare l’avventura in modo scorrevole. Per i primi momenti, l’approccio mantiene toni più leggeri e lascia spazio all’esplorazione senza irrigidire subito il ritmo. Il punto cruciale è che l’inserimento di evangeline non rallenta l’andamento: la sua presenza risulta coerente con la costruzione delle sequenze e con la crescita del mistero.
Il rapporto tra evangeline e harry, anche quando inizialmente non è particolarmente immediato, crea una dinamica capace di sostenere l’interesse. Le interpretazioni vocali sono affidate a cissy jones ed yuri lowenthal, valorizzando i personaggi e rendendoli credibili all’interno di un contesto complesso.
ambienti e caratterizzazione visiva
Le località risultano notevolmente variegate, con ambienti che ampliano la sensazione di scala rispetto al capitolo precedente. Il gioco accompagna questa varietà con visual di grande impatto, utili a far emergere i luoghi e a dare concretezza alle scoperte.
- cissy jones (voce di evangeline)
- yuri lowenthal (voce di harry)
il mistero degli elder gods: puzzle, escape room e sandbox
La struttura centrale ruota attorno a un montaggio che ricorda una escape room: l’esperienza conduce in aree contenute (sandbox) nelle quali vengono proposti una serie di enigmi collegati tra loro. La narrazione avanza tramite piccoli traguardi, che spesso culminano in scoperte, stanze speciali o elementi che sbloccano la fase successiva.
Un esempio di progressione è dato dall’uso di oggetti e chiavi: serve trovare un elemento per accedere a una sezione di un edificio, poi si passa in un’area differente—come un giardino—per continuare la catena di puzzle, fino a raggiungere una rivelazione più importante.
tipologie di enigmi: nascosto, logico e “press this”
Gli enigmi alternano momenti di ricerca e intuizione con problemi più logici. In particolare, il gioco alterna:
- puzzle “press this” basati su attenzione e osservazione dei dettagli
- puzzle logici risolti usando informazioni raccolte nell’ambiente
- indizi visivi che suggeriscono trasformazioni, allineamenti o interpretazioni
In diversi casi gli enigmi sembrano costruiti in modo da far emergere una sensazione di sorpresa quando la soluzione è particolarmente nascosta o “ben infilata” nella scena. Anche le parti legate alla ricerca di oggetti risultano generalmente gestibili: non superano un livello frustrante, pur richiamando quell’idea di “hidden pixel” tipica delle avventure classiche.
sistema di diario e funzioni di suggerimento
Il journal system è uno dei pilastri del design. Quando il personaggio ispeziona oggetti e dettagli, vengono registrate informazioni che possono raggruppare simboli, note o riferimenti emersi in luoghi diversi. L’effetto principale è ridurre gli spostamenti inutili: la soluzione non viene consegnata automaticamente, ma le scoperte restano disponibili in modo ordinato per collegare gli indizi.
In aggiunta, il gioco include un sistema di hint. La funzione fornisce una visione complessiva nella prima fase, seguita da suggerimenti specifici legati ai singoli enigmi. È inoltre presente una modalità più impegnativa, che incide su vari elementi dell’esperienza.
hard mode: cosa viene modificato
L’attivazione della modalità “hard mode” propone queste condizioni:
- nessun diario
- alcune interazioni e parti di dialogo che aiutano con i puzzle vengono disattivate
La possibilità di attivare o disattivare questa opzione resta disponibile in qualsiasi momento durante la partita. È comunque previsto il proseguimento dei progressi legati agli obiettivi. La regolazione, pur utile, risulta meno flessibile di quanto sarebbe desiderabile, poiché l’esperienza in “hard mode” e quella standard possono risultare leggermente disallineate tra loro.
call of the elder gods e call of the sea: un doppio appuntamento valido
Il rapporto con il capitolo originale rimane presente, ma il sequel si propone con un focus netto su puzzle e ambienti. L’aspetto narrativo non invade continuamente la scena, lasciando spazio a ciò che rende l’esperienza principale: enigmi ben costruiti e luoghi capaci di sostenere l’esplorazione.
Nel complesso, call of the elder gods rappresenta un nuovo successo per out of the blue games, mantenendo i punti forti già apprezzati e differenziandosi in modo concreto. La formula appare consolidata e resa più ampia attraverso la varietà delle località e la nuova impostazione basata su evangeline.
caratteristiche principali del gioco
Per inquadrare l’offerta in modo rapido, i dati di riferimento includono:
- data di uscita: 12 maggio 2026
- sviluppatore: out of the blue
- publisher: kwalee
- prequel: call of the sea
- modalità: single-player
- compatibilità steam deck: sconosciuta
- esrb: teen / language, use of tobacco
punti di forza e limiti di call of the elder gods
La valutazione complessiva evidenzia aspetti positivi e alcuni elementi meno convincenti, coerenti con l’impostazione da puzzle game.
pro- puzzle fantastici
- aggancio tematico efficace
- sandbox ben costruite
- ritmo talvolta lento
- personalizzazione della difficoltà non sufficiente