Assassin’s creed: come woodkid ha reinventato una classica black flag per resynced
Un ritorno musicale che rafforza l’identità di Assassin’s Creed: Woodkid riflette sul significato di “Iron” e racconta come è stata rielaborata una traccia storica per Black Flag Resynced. Dalla genesi del progetto alle scelte artistiche, emerge un lavoro costruito per colpire al primo ascolto e accompagnare l’atmosfera della saga.
assassin’s creed: woodkid e il peso dei trailer iconici
Nel 2011 Ubisoft ha presentato al pubblico Assassin’s Creed Revelations con un trailer considerato memorabile: una narrazione visiva intensa, segnata da un tono cupo e da una regia che accompagna un Ezio più anziano. A distanza di anni, quel materiale continua a richiamare l’attenzione di numerosi spettatori, anche grazie all’energia costruita dalla colonna sonora.
La traccia chiave è “Iron”, brano di Yoann Lemoine, noto come Woodkid. Il brano viene descritto come solenne e travolgente, con una qualità percepita come senza tempo, capace di impostare il giusto ritmo per la franchigia.
- Woodkid (Yoann Lemoine)
- Ezio (personaggio protagonista nel trailer citato)
- Assassin’s Creed (franchigia)
ritorno di woodkid: black flag resynced e una nuova reinterpretazione
Con Black Flag Resynced, Woodkid torna ufficialmente nel mondo Assassin’s Creed realizzando un brano creato appositamente per il progetto. La collaborazione è legata al rilancio di un elemento amato dai fan e al riassetto sonoro pensato per valorizzare l’impatto in un trailer e in contesti promozionali.
Nel caso specifico, Woodkid porta la propria firma su “Leave Her Johnny”, una sea shanty già nota a molti giocatori per la sua presenza in Assassin’s Creed IV: Black Flag e che trova posto anche nella versione Resynced.
il team musicale dietro la traccia
La produzione del brano viene attribuita a più professionisti, con ruoli distinti tra composizione, arrangiamento, voci, sezioni orchestrali e gestione tecnica.
- Woodkid (composizione)
- Tanguy Destable (produzione del brano)
- Evann Loget-Raymond (voci di supporto)
- Alan Picol (voci di supporto)
- Ryan Veillet (voci di supporto)
- Doriane Gable (sezioni archi)
- Amanda Favier (sezioni archi)
- Magdalena Sypniewski (sezioni archi)
- Guillaume Latour (sezioni archi)
- Camille Garin (sezioni archi)
- Florestan Raes (sezioni archi)
- Sean Dagher (composizione)
- Jesper Kyd (composizione)
- Bénédicte Ouimet (music supervisor)
- Jérôme Devoise (mixaggio, Jeronimo Studios)
- Mike Marsh (mastering, The Exchange Studio in Londra)
woodkid e “iron”: cosa cambia nel tempo
Il rapporto con “Iron” viene affrontato con un punto di vista pratico: l’artista collega l’idea di riconoscibilità a “Run Boy Run”, indicato come la seconda pubblicazione che può generare un rapporto più complesso, tra affetto e distanza. La dinamica descritta è che le canzoni, una volta entrate nel vissuto del pubblico, non appartengono più solo all’autore.
Viene inoltre sottolineato che, nel tempo, l’obiettivo creativo è rimasto centrato su una produzione organica e non ancorata rigidamente a un’epoca precisa. Di conseguenza, il brano viene considerato con una prospettiva di continuità e capacità di reggere anche fuori dal contesto originale.
leave her johnny e l’approccio alla rielaborazione
La domanda centrale riguarda la trasformazione di un canto “storico” in qualcosa di nuovo. Woodkid spiega che l’intento è rendere le produzioni quanto più senza tempo possibile, intendendo “senza tempo” non come immortalità commerciale, ma come qualità intrinseca di materiale musicale trattato in modo naturale, senza legarlo eccessivamente a tendenze di composizione.
Per la nuova versione, gli elementi vengono descritti come organici, mentre la percezione di futuro emerge soprattutto attraverso il modo in cui la produzione viene trattata in fase di mix. La resa non viene presentata come una semplice registrazione orchestrale in sala, ma come un lavoro che mantiene un certo universalismo sonoro, integrando tecniche di produzione pensate per un risultato contemporaneo.
obiettivi per un brano da trailer
Un aspetto determinante è che la musica nasce per un contesto specifico: il brano deve supportare un trailer, quindi richiede rapture ed epicità in grado di coinvolgere e guidare l’attenzione verso la storia. In questo quadro, l’obiettivo diventa introdurre dimensioni avventurose, mantenendo al tempo stesso una costruzione adatta a un’immersione più profonda.
- creazione di epicità adatta al trailer
- valorizzazione di un vento d’avventura legato alla storia
- integrazione di un suono pensato come futuro nel mix
scelta della voce: fragilità e vicinanza al microfono
Un ulteriore elemento riguarda l’esecuzione vocale. Woodkid precisa di non interpretare il brano con una presenza vocale “potente” nel senso tradizionale del termine, perché la propria voce è più intima. La soluzione artistica viene descritta come un collegamento tra fragilità e resa tecnica: la registrazione viene avvicinata al microfono, mentre altre voci vengono configurate con una presenza più lontana e riverberata, evocando una collocazione “in fondo” quasi come se fosse a bordo di una nave.
- voce percepita come intima
- lavoro di mix come traccia futuristica e non come pezzo acustico
- contrasto tra vicinanza e ambientazione riverberata
spirit of adventure: obiettivo narrativo per assassins creed black flag
Alla base della rielaborazione viene indicato un intento preciso: catturare lo spirito dell’avventura associato a Assassin’s Creed IV: Black Flag. L’aspirazione è evocare elementi sensoriali come ponti bagnati dalla pioggia e aria salmastra, unendo l’idea di novità all’orizzonte con un linguaggio emotivo maturo.
La sintesi finale descrive un equilibrio tra temi oscuri e momenti di gioia: una qualità riconducibile anche al modo in cui Assassin’s Creed può affrontare la storia, rendendo tutto più umano e ricco di emozioni legate ai personaggi.