Assassin creed: tutti i giochi in ordine dal peggiore al migliore
L’ecosistema di Assassin’s Creed ha attraversato fasi alterne, mantenendo però un’identità riconoscibile: finzione storica, azione e avventure capaci di coinvolgere con ambientazioni sempre diverse. In mezzo a una produzione estesa, alcuni titoli hanno generato reazioni contrastanti, soprattutto quando si è cercato di cambiare ritmo con sperimentazioni o con spin-off portatili. Di seguito emerge una selezione di episodi legati a scelte progettuali specifiche, valutate anche tramite i punteggi aggregati e le criticità più ricorrenti.
assassin’s creed: altaïr’s chronicles (2008)
controlli complessi e stealth in primo piano
Assassin’s Creed: Altaïr’s Chronicles è un primo tentativo su console portatile che ha puntato su una struttura meno vicina al modello principale. Su Nintendo DS, l’esperienza è risultata penalizzata da controlli poco immediati e da un’enfasi sullo stealth che ha avvicinato il gioco più a Prince of Persia che alla saga nel suo impianto classico. Nonostante l’ambizione di inserire un open world in un supporto come una cartuccia DS, il prodotto è apparso affrettato, con un riscontro numerico limitato (58 su Metacritic).
La criticità principale è stata la durata: il completamento richiede circa 4-5 ore, un tempo troppo ridotto anche per gli inizi della serie. Ulteriore problema: la figura del protagonista, Altaïr, è stata percepita come meno interessante del necessario, richiamando un aspetto già discusso nel franchise originale.
- Altaïr
assassin’s creed chronicles: russia (2016)
2.5d e ambientazione nel 1918
La serie spin-off Chronicles non ha ottenuto consensi uniformi, ma Chronicles: Russia ha proposto una formula 2.5D laterale con un’impostazione che mirava a distinguersi. La ricezione però è stata influenzata da due aspetti: una sensazione di riutilizzo in stile “copia-incolla” in alcune sottotrame della saga e un allontanamento dalla formula abituale.
Il punto di forza segnalato con maggiore frequenza riguarda l’ambientazione. Il gioco colloca l’azione nel 1918, in un’epoca descritta come tecnologicamente più avanzata rispetto a quanto esplorato in altri episodi della serie. Anche il contesto della Prima guerra mondiale è stato considerato un elemento di freschezza e il personaggio principale è risultato interessante. Nonostante ciò, il risultato complessivo resta nell’area media: 61 su Metacritic, con il titolo valutato come un clone “quantitativamente vicino” al primo Chronicles.
- Nikolaï Orelov
assassin’s creed: bloodlines (2009)
ritorno di altaïr su psp e passo indietro sul gameplay
Assassin’s Creed: Bloodlines riporta Altaïr nella saga su PlayStation Portable, in un contesto in cui i giochi AC per console portatili sono stati relativamente pochi. Il lato positivo è la presenza del protagonista e la capacità di fornire ad Altaïr un ritorno con una storia ritenuta più adeguata rispetto a quanto fatto con Altaïr’s Chronicles. Il punteggio aggregato si ferma però a 63 su Metacritic.
Il giudizio complessivo è stato influenzato da un gameplay percepito come arretrato, specialmente rispetto allo standard introdotto da Assassin’s Creed 2. Pur essendo presente una mappa ampia per un titolo portatile, l’esperienza è stata descritta come meno rifinita e con animazioni/azioni discontinue, anche per i vincoli tecnici tipici della piattaforma.
- Altaïr
assassin’s creed chronicles: india (2016)
anglo-sikh wars e mancanza di innovazione
Assassin’s Creed Chronicles: India prosegue il percorso inaugurato dal primo Chronicles e sceglie un’ambientazione specifica: la India del XIX secolo durante le guerre anglo-sikh. In molti contesti, l’aspetto più valorizzato è stato il comparto visivo, legato alla resa estetica del periodo.
Nonostante l’interesse per il setting, la prosecuzione viene descritta come poco innovativa: come per Russia, il seguito non introduce grandi cambiamenti nel modo in cui il format spin-off si sviluppa. Il punteggio aggregato si attesta a 64 su Metacritic. Per chi aveva apprezzato il primo Chronicles, il seguito resta comunque indicato come esperienza in linea, con un potenziale riferimento a una difficoltà maggiore per chi cerca un approccio più impegnativo.
- Arbaaz
assassin’s creed 2: discovery (2009)
ezio su nintendo ds e valutazione “solida”
Assassin’s Creed 2: Discovery porta Ezio Auditore da Firenze in un formato portatile su Nintendo DS, ampliando il peso narrativo di uno dei personaggi più amati della saga. La struttura laterale del gameplay ha ricevuto riscontri per la capacità di mantenere un’esperienza intrattenente, con l’obiettivo di proseguire l’eredità di un personaggio centrale e migliorare il modello rispetto ad altri esperimenti analoghi.
Il limite principale resta l’impostazione che non supera il livello “solido”: 69 su Metacritic descrive un risultato stabile ma non eccellente. La durata è considerata molto breve, e la proposta viene accostata a una versione attenuata di Prince of Persia, con progettazione dei livelli non particolarmente brillante e controlli poco fluidi. Rimane comunque riconosciuta una storia discreta ambientata dopo gli eventi di un contenuto aggiuntivo di Assassin’s Creed 2.
- Ezio Auditore da Firenze
assassin’s creed chronicles: china (2015)
ming dynasty e protagonista femminile giocabile
Tra gli episodi Chronicles, Chronicles: China viene indicato come il più riuscito del lotto. L’azione è ambientata nella Dinastia Ming, considerata una delle cornici più adatte per l’universo della serie. Il protagonista è Shao Jun, citata come una delle prime assassine femminili rendibili giocabili nel franchise.
La caratterizzazione della figura principale è stata collegata a una storia più radicata e a una rappresentazione ritenuta corretta dal punto di vista culturale. La formula, basata su azione e stealth in scorrimento laterale, è risultata anche una pausa rinfrescante rispetto all’ampiezza dei capitoli open-world. Il punteggio medio (69 su Metacritic) riflette le limitazioni del format, ma non compromette la possibilità di dare una possibilità anche ai fan più esigenti.
- Shao Jun
assassin’s creed 3: liberation (2012)
spinoff per ps vita e ricezione positiva
Assassin’s Creed 3: Liberation non è un semplice contenuto aggiuntivo: si tratta di uno spinoff sviluppato in esclusiva per PlayStation Vita. Nella prospettiva dei titoli portatili, il gioco viene spesso indicato come un “must-have” per la console portatile di Sony.
Il gameplay riprende le caratteristiche open-world tipiche della saga e, pur con alcuni rallentamenti, mantiene un livello di fruibilità comparabile ai capitoli su console. La componente più apprezzata riguarda la capacità di riprodurre l’impianto di Assassin’s Creed 3 introducendo la prima assassina femminile e una location nuova. Il bilanciamento della trama è stato però considerato più debole rispetto al resto, con una valutazione media di 70 su Metacritic. La popolarità, rispetto agli altri titoli laterali, è stata tale da portare anche a un remake in alta definizione su più generazioni.
- Aveline
assassin’s creed unity (2014)
rivoluzione francese e problemi tecnici
Il 2014 viene associato a un periodo critico per la saga. Nel complesso, entrambi i lanci di quell’anno hanno ottenuto i punteggi più bassi riscontrati per i giochi console del franchise. Assassin’s Creed Unity raggiunge 71 su Metacritic. La trama è collocata durante la Rivoluzione francese e segue le azioni di Arno Victor Dorian nel tentativo di scoprire chi detenga davvero il potere dietro quegli eventi.
Il titolo è spesso indicato come uno dei peggiori episodi della serie, soprattutto per due ragioni: dimensione limitata e numerose difficoltà tecniche. Tra gli elementi segnalati compaiono bug, glitch, grafica considerata non all’altezza e problemi di performance e connettività. Anche se alcuni aggiornamenti hanno migliorato la situazione, l’uscita iniziale non ha permesso di arrivare agli standard dei capitoli precedenti. Nel tempo si è comunque formato un pubblico affezionato, anche grazie a un sistema di parkour particolarmente elegante.
- Arno Victor Dorian
assassin’s creed rogue (2014)
sh iay patrick cormac e sette anni di guerra
Assassin’s Creed Rogue è uno dei due giochi pubblicati nel 2014. L’ultima missione viene descritta come un prologo per Unity. La cornice storica è la Guerra dei sette anni e la narrazione segue Shay Patrick Cormac, un assassino che diventa Templare. L’obiettivo è rintracciare e eliminare i membri della Confraternita che hanno tradito Shay.
La media complessiva arriva a 72 su Metacritic, con una fascia di recensioni definita come “mista o nella norma”. Le critiche positive hanno riguardato soprattutto un elemento di twist: interpretare un Templare anziché un assassino, oltre alla complessità del protagonista. Le note negative, invece, hanno indicato una mancanza di innovazione e una trama in parte prevedibile. Sul confronto con esperienze di navigazione, il gioco non viene giudicato all’altezza di Black Flag. Pur evitando un debutto disastroso come quello associato a Unity, viene considerato anche meno ambizioso e con una minore presa sul pubblico nel lungo periodo.
- Shay Patrick Cormac
assassin’s creed syndicate (2015)
jacob e evie frye nella victorian london
Nel 2015 il livello della produzione migliora, ma il periodo non viene percepito come pienamente superato. Assassin’s Creed Syndicate ottiene 76 su Metacritic, collocandosi comunque nella fascia “mista o nella norma”. Il titolo mette al centro due assassini, Jacob e Evie Frye, impegnati a riprendere il controllo della città di Londra vittoriana dalla presenza templare.
Rispetto a Unity e Rogue, vengono indicati miglioramenti su trama, grafica e missioni. Allo stesso tempo, resta una debolezza: la ripetitività del gameplay. Anche il sistema di combattimento subisce modifiche rilevanti per rendere l’esperienza più fresca, ma l’esito non risulta uniforme tra i giudizi, con una parte del pubblico che non ha accolto del tutto i cambiamenti.
- Jacob Frye
- Evie Frye
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