All 9 original songs in the boys classifica completa delle canzoni migliori
“The Boys” usa la parodia per colpire più bersagli insieme: pop culture, politica e società. In parallelo, la serie ha inserito nel corso delle stagioni canzoni originali che oscillano tra talento musicale e satira pungente. Un ultimo tassello di questo filone porta ancora una volta al centro la contraddizione tipica dello show: brani costruiti per far divertire, ma anche per mettere a nudo meccanismi inquietanti. Di seguito si trova una classifica dei nove brani originali principali, in ordine dalla posizione 9 alla 1, includendo la proposta di Oh Father come possibile chiusura di questa selezione.
9. crimson countess – chimps don’t cry
Crimson Countess, comparsa in The Boys nella stagione 3, è legata a due canzoni originali. Tra queste, “Chimps Don’t Cry” viene indicata come quella meno riuscita del gruppo. La struttura musicale non risulta pessima, ma il brano punta in modo diretto sulla parodia più esplicita. L’obiettivo è ridicolizzare gli slogan ambientalisti di grandi aziende: testo, melodia e video rendono chiaro il bersaglio.
- banana e missioni “salvifiche” rese assurde nei testi
- coreografie estremamente sopra le righe in ambientazione campestre
- montaggi e overlay evidenti nel video
“Chimps Don’t Cry” lavora come commento meta-satirico, coerente con lo stile della serie, ma fatica a superare i brani più “orecchiabili” e meglio equilibrati.
8. see something, say something
“See Something, Say Something” nella stagione 4 è descritta come una parodia simile per intenzione a “Chimps Don’t Cry”. Il bersaglio è legato al clima politico mostrato nella serie, con riferimenti che richiamano idee estremiste sostenute e amplificate attraverso il controllo: nel testo vengono indicati come “minacce” dettagli associati a persone e comunità, mentre altre strofe mettono in discussione convinzioni su temi come vaccini e medicina.
Il elemento che la fa salire rispetto al brano di Crimson Countess è la maggiore presa melodica. La canzone, costruita come un motivetto “adatto ai bambini”, tende a far ondeggiare la testa in automatico finché, solo quando il significato emerge, la satira diventa davvero pungente.
- testi che segnalano minacce definite in modo stereotipato
- tendenza a funzionare come jingle natalizio
- satira che diventa evidente “in ritardo” rispetto alla melodia
7. crimson countess – america’s son
La classifica cambia marcia con “America’s Son”. Rispetto alle due voci precedenti, il brano viene presentato come più credibile: a chi non conosce il mondo di The Boys, può sembrare una canzone vera, da radio o da esibizione dal vivo. Questa percezione deriva soprattutto da una produzione più curata e da una satira meno urlata, più sfumata nel testo.
Il meccanismo funziona pienamente quando il riferimento a Soldier Boy viene collegato a come il personaggio viene in realtà inquadrato nello show. Per i fan, diventa quindi un gioco più consapevole: una parodia meta che bilancia meglio ambiguità e ironia.
- qualità musicale sufficiente a reggere come brano ascoltabile
- satira indirizzata a propaganda nazionalista e culto dell’eroe
- ironizzazione di “eroismi” presentati come luminosi
6. vought on ice – “let’s put the christ back in christmas”
“Let’s Put The Christ Back In Christmas” viene descritta come una versione più incisiva di “See Something, Say Something”. La parodia colpisce l’indignazione costruita intorno all’idea che le festività cristiane vengano “cancellate” o “spostate” per far spazio ad altre religioni. Il titolo e le parole del brano rendono chiaro il messaggio.
In più, il brano risulta particolarmente coinvolgente: richiami natalizi, sentimenti e motivetti che ricordano atmosfere da classici. A metà canzone, il testo introduce frasi che impongono un brusco rientro nella realtà: proprio nel momento in cui la satira dovrebbe colpire, la musicalità ha già conquistato l’ascolto.
- motivetti natalizi e tono da jingle
- satira che emerge nel passaggio centrale del brano
- effetto “delizioso” prima della presa di coscienza
Questo brano ottiene anche un riconoscimento: dopo la stagione 4 viene segnalato come vincitore di un Emmy per best original music and lyrics.
5. a-train – faster
“Faster”, cantata in-universe da A-Train, viene collocata a metà classifica per un motivo specifico: alti livelli di valore produttivo e poche linee apertamente satiriche. Per questo motivo il brano funziona sia dentro la storia sia come canzone reale. La presenza di parodia è ridotta a poche battute, rendendo difficile valutarla come puro pezzo comico o come autentico pop.
- video musicale e produzione di livello alto
- satira limitata a pochi elementi
- natura prevalente da brano pop orecchiabile
4. super-sweet – rock my kiss
“Rock My Kiss” viene collocata tra le prime posizioni grazie a un’imitazione quasi diretta di un brano pop “di generazione”. La canzone è indicata come molto contagiosa, con un video nostalgico che richiama l’immaginario di band pop anni 90/2000. La satira risulta inoltre più “leggera”, contribuendo a rendere l’ascolto meno gravoso sul piano dell’interpretazione.
Il contenuto parodico richiama riferimenti culturali di quell’epoca, con menzioni di star e produzioni molto note, oltre a rimandi a piattaforme e serie tipiche del periodo. Per chi è cresciuto con quei fenomeni, le citazioni risultano particolarmente efficaci.
- riferimenti a celebrità e dinamiche tipiche delle boy band
- omaggi a serie e film riconoscibili
- elementi culturali legati a 90s e 2000s
3. oh father – raise him up
“Raise Him Up” viene presentata come una delle migliori canzoni originali della serie per ragioni musicali e interpretative. Oh Father non sarebbe necessariamente ricordato come villain “fissato” nell’ultima parte della stagione, ma la performance lo rende più centrale. In particolare, il brano porta un gospel jazz estremamente orecchiabile che spinge a canticchiare.
Le parole e il bersaglio della parodia si collegano alla figura di Homelander e al modo in cui nel programma vengono ridicolizzati contesti simili a riferimenti biblici: il risultato è coerente con la marca della serie, che alterna intrattenimento e satira.
- timbro gospel jazz con forte impatto melodico
- testi costruiti come parodia dell’“ascensione”
- ridicolizzazione di figure auto-proclamate vicine a simboli religiosi
2. starlight – never truly vanish
“Never Truly Vanish” è indicata come un omaggio in-universe al defunto Translucent. La parodia nasce soprattutto dal riferimento all’invisibilità, usata per sostenere un registro emotivo esasperato: la canzone si muove in direzione di un power ballad in tono teatrale. Questo rende chiaro l’intento di deridere le celebrazioni “in memoria” che alcune aziende trasformano in messaggi controllati.
Le parole e la costruzione musicale funzionano come parodia, ma il brano rimane anche valido sul piano sonoro. Viene sottolineato che le voci di Erin Moriarty rendono la resa ancora più forte, rendendo il pezzo facilmente avvicinabile anche per chi non identifica subito la satira.
- omaggio al personaggio tramite il tema dell’invisibilità
- ballad amplificata in modo volutamente eccessivo
- satira sulle cerimonie post-mortem in chiave aziendale
Inoltre il brano viene associato a una candidatura agli Emmy nel 2021, rafforzando l’idea di equilibrio tra ironia e qualità musicale.
1. super-sweet – you got your license to drive (me crazy)
Al primo posto si trova “You Got Your License To Drive (Me Crazy)”. Il brano viene indicato come il più efficace nella combinazione tra satira e forza melodica. L’inquadratura è quella di una performance da boy band di Super-Sweet, con riferimenti alla ragazza che compie sedici anni: il contrasto, secondo la lettura proposta, diventa ancora più sgradevole quando la canzone viene riproposta dalle versioni adulte del gruppo, generando l’elemento di disagio che le migliori parodie riescono a creare.
Il risultato è descritto come un tormentone difficile da spegnere: nonostante il quadro morale poco “pulito” legato alla situazione, il brano continua a essere incredibilmente orecchiabile. La diffusione social viene richiamata come un fattore ricorrente, con il pezzo che tende a tornare in circolazione a ogni nuova uscita della serie.
- satira legata alla dinamica da boy band e al passaggio anagrafico
- ripetizione della performance adulta come elemento di discomfort
- alto tasso di riconoscibilità e “appiccicamento” melodico
In sintesi, “You Got Your License To Drive (Me Crazy)” viene considerata la scelta migliore perché riesce a unire produzione elevata, equilibrio tra critica e intrattenimento e un impatto sonoro che rende la parodia ancora più efficace.