10 libri più banditi degli anni 90 spiegati
Nel corso degli anni ’90, alcune opere a stampa hanno attirato tentativi di rimozione da biblioteche e percorsi scolastici. La causa ricorrente è stata la percezione di contenuti non adatti ai giovani lettori, con accuse che hanno riguardato temi diversi: linguaggio, sessualità, violenza, razzismo e rappresentazioni familiari considerate controverse. La graduatoria che fa da riferimento individua le 10 pubblicazioni più “sfidate” del decennio, riportate nell’elenco dell’American Library Association relativo ai 100 titoli più contestati degli anni ’90.
Per “sfida” si intende il tentativo di togliere un libro da una biblioteca locale o di escluderlo da un programma scolastico. In molti casi l’azione non ha avuto esito, ma in alcune situazioni i volumi sono stati effettivamente rimossi dagli scaffali. Di seguito sono raccolti i titoli che hanno occupato le posizioni più alte, con trama e motivazioni contestate.
10) the catcher in the rye
j.d. salinger, 1951
The Catcher in the Rye, opera di J.D. Salinger pubblicata nel 1951, compare spesso in raccolte dedicate ai “migliori romanzi del XX secolo”. Il centro della contestazione non è tanto il valore letterario, quanto il modo in cui il testo presenta una sfiducia verso le figure di autorità.
Nel romanzo il protagonista Holden Caulfield attraversa New York tra la fine degli anni ’40 e racconta in modo critico la società, arrivando a colpire duramente l’ipocrisia dei “falsi” e dei “poseurs”. Le obiezioni più comuni citano anche linguaggio volgare e contenuti sessuali, ma ciò che rende il libro più problematico è la sua postura di ribellione e la critica radicale all’ambiente circostante.
Risulta comunque un caso noto di romanzo di formazione che, pur restando presente tra i più contestati, è divenuto progressivamente meno “sfidato” nel tempo, rispetto agli anni ’90.
9) heather has two mommies
lesléa newman, 1989
Heather Has Two Mommies è un titolo di letteratura per l’infanzia appartenente al filone LGBTQIA+. Pubblicato nel 1989, racconta la storia di Heather, bambina che apprende la struttura del proprio nucleo familiare insieme agli altri bambini del cortile, offrendo così un punto di vista che include il lettore.
Le sfide sono state alimentate dalla rappresentazione di una famiglia definita come non tradizionale. In anni successivi alla pubblicazione, il libro è stato segnalato e bloccato in ambienti conservatori con l’accusa di “promuovere” l’omosessualità. In parallelo, alla sua uscita sono emersi anche riconoscimenti, legati soprattutto al fatto che si trattasse del primo libro per bambini ad affrontare il tema della inseminazione artificiale.
Negli anni successivi, il titolo è sceso fuori dalle principali posizioni tra i più contestati, per poi ricomparire in una fascia più bassa nelle classifiche degli anni 2010.
8) bridge to terabithia
katherine paterson, 1979
Bridge to Terabithia, di Katherine Paterson pubblicato nel 1979, viene classificato come romanzo per bambini, ma viene spesso percepito come un testo dal peso emotivo rilevante. Nella stagione delle contestazioni, soprattutto tra anni ’90 e anni ’2000, il motivo principale è stato l’idea che il contenuto fosse troppo intenso per la fascia d’età indicata.
La narrazione inizia come racconto di amicizia e potere dell’immaginazione: il protagonista Jess stringe un legame con la nuova vicina Leslie e insieme danno vita, nei boschi, al mondo fantastico chiamato Terabithia. La trama cambia drasticamente quando Leslie muore cercando di raggiungere Terabithia con condizioni meteorologiche avverse.
Da quel punto la storia si trasforma in un percorso legato all’elaborazione del lutto. Nel tempo il libro ha mantenuto influenza su più generazioni, pur restando soggetto a contestazioni e scendendo progressivamente di posizione nelle classifiche successive.
7) forever…
judy blume, 1975
Forever… di Judy Blume, pubblicato nel 1975, è stato segnalato per la sua attenzione alla relazione sentimentale tra adolescenti e alla progressione della sfera fisica del legame. Il libro è stato definito realistico, e proprio questa aderenza alla vita quotidiana avrebbe contribuito alle sfide successive alla pubblicazione.
Il racconto segue Katherine e Michael, studenti delle scuole superiori che iniziano a frequentarsi e devono affrontare l’evoluzione del rapporto. La prosa non risulta descrittiva in modo esplicito, ma contiene comunque elementi considerati sufficientemente dettagliati da portare a richieste di esclusione nelle biblioteche pubbliche e nei percorsi scolastici.
Nel corso della storia emerge anche un cambiamento rispetto alle aspettative iniziali: l’amore non rimane “per sempre” come inizialmente previsto, e la distanza geografica diventa un ostacolo decisivo, con l’estate trascorsa separatamente e il legame che non sopravvive.
Nel tempo il libro ha perso terreno tra le opere più contestate, scendendo dalle posizioni alte degli anni ’90 verso un livello inferiore nelle graduatorie più recenti.
6) of mice and men
john steinbeck, 1937
Of Mice and Men, di John Steinbeck, pubblicato nel 1937, è spesso utilizzato nei programmi scolastici come classico di riferimento. Nonostante la presenza frequente nei percorsi di studio, il titolo compare tra quelli più “sfidati” per una combinazione di accuse: razzismo, sessualità e violenza.
La trama segue i lavoratori agricoli itineranti Lennie e George. Lennie presenta una condizione di disabilità intellettiva, mentre George si assume il ruolo di accompagnarlo e proteggerlo, anche se gli incidenti e i problemi si ripetono lungo il cammino. Il romanzo descrive come le difficoltà si trasformino in tragedia: a conclusione della storia, George uccide Lennie dopo che Lennie causa accidentalmente la morte di una donna.
Tra le posizioni della classifica, è tra i pochi testi che mostra un avanzamento nella decade successiva, passando dalla fascia alta degli anni ’90 a un’ulteriore collocazione prima di calare più avanti nel tempo. Rimane comunque considerato un capolavoro, pur continuando ad avere detrattori anche a distanza di decenni.
5) adventures of huckleberry finn
mark twain, 1885
Adventures of Huckleberry Finn di Mark Twain, pubblicato nel 1885, è contestato per la presenza di linguaggio offensivo e stereotipi razziali. Il romanzo è spesso discusso anche perché, pur cercando di costruire una narrazione contro il razzismo, l’autore sarebbe rimasto vincolato al linguaggio e alle convenzioni dell’epoca.
Le obiezioni più frequenti riguardano la difficoltà di affrontare, oggi, termini discriminatori presenti nel testo e la conseguente limitazione dell’uso in contesti scolastici di gruppo. In compenso, il valore culturale e letterario viene riconosciuto, ma si tende a raccomandare una lettura più attenta come documento storico, legata al contesto di produzione.
Nel tempo le contestazioni diminuiscono: dopo il picco tra i più “bannati” negli anni ’90, il libro scende nelle fasce successive fino a posizioni più basse nelle classifiche degli anni 2010.
4) the chocolate war
robert cormier, 1974
The Chocolate War di Robert Cormier, pubblicato nel 1974, appartiene al gruppo di romanzi giovanili degli anni ’70 che hanno spinto oltre i limiti di ciò che veniva considerato accettabile per il pubblico Young Adult. Il libro è descritto come complesso e maturo, senza “semplificare” la materia per il lettore adolescente.
La vicenda si svolge in una scuola cattolica controllata, in parte, da un gruppo segreto che mette in atto scherzi verso gli altri studenti. Il protagonista Jerry decide di opporsi, non solo alla compagine studentesca chiamata Vigils, ma anche all’istituzione scolastica e, in senso più ampio, ai vincoli legati alla Chiesa e all’ambiente circostante.
La resistenza non si rivela efficace: il percorso del protagonista si misura con conseguenze dolorose e con un esito negativo, trasformandolo in un modello di non conformismo accostabile al profilo di un eroe ribelle.
La posizione in classifica mostra una crescita negli anni 2000 e poi una progressiva perdita di presenza tra le prime posizioni, con un calo netto nelle classifiche successive.
3) i know why the caged bird sings
maya angelou, 1969
I Know Why the Caged Bird Sings, pubblicato nel 1969, è l’opera d’esordio di Maya Angelou. Si tratta di un’autobiografia che ripercorre la vita dell’autrice dall’adolescenza fino agli anni di scuola superiori, con un finale legato alla gravidanza in età adolescenziale e alla nascita di suo figlio.
Il testo affronta in modo diretto anche un episodio di abuso sessuale nell’infanzia, esperienza vissuta dall’autrice a otto anni. Oltre a questo, emergono con chiarezza anche razzismo e diseguaglianze subiti da una giovane donna nera negli anni ’30 e ’40.
Nel tempo il libro tende a essere più riconosciuto che contestato: dopo il posizionamento più alto tra i testi più “bannati” degli anni ’90, nelle classifiche degli anni 2010 scende ulteriormente, arrivando a una posizione significativamente più bassa.
2) daddy’s roommate
michael willhoite, 1990
Daddy’s Roommate di Michael Willhoite, pubblicato nel 1990, viene spesso accostato a Heather Has Two Mommies per la tipologia di obiezioni rivolte. Il titolo è un libro illustrato per bambini narrato da un ragazzo che impara, passo dopo passo, la realtà della sessualità del padre.
All’inizio il narratore non comprende la natura della relazione tra il padre e il suo “roommate”, fino a quando la madre chiarisce che il padre è un uomo gay. Il lavoro è stato apprezzato per la capacità di rendere comprensibili, per il pubblico previsto, le complessità di una famiglia divorziata in cui uno dei genitori ha dichiarato la propria identità.
Proprio l’insieme di questi elementi, rivolti a un’età giovane, avrebbe alimentato le richieste di esclusione da scuole e biblioteche, facendolo diventare il secondo libro più contestato degli anni ’90.
Negli anni successivi, il titolo scompare dalle principali fasce della graduatoria e riappare sporadicamente anche in momenti di discussione pubblica. Nel 2023 una biblioteca di Miami lo avrebbe rimosso dagli scaffali, mostrando che il dibattito può riemergere con il tempo.
1) scary stories to tell in the dark
alvin schwartz, 1981
Scary Stories to Tell in the Dark, scritto da Alvin Schwartz e pubblicato nel 1981, si colloca al primo posto come libro più contestato degli anni ’90. Il bersaglio delle sfide è stato soprattutto l’intero antologico, spesso rimosso o bloccato per le storie considerate spaventose e, in alcuni casi, anche violente.
Nonostante le limitazioni, i volumi hanno trovato ampia diffusione e sono diventati un fenomeno culturale. Le storie hanno introdotto generazioni di lettori al horror, alle leggende metropolitane e a un tipo di ironia cupa, capace di lasciare un’impressione duratura nei giovani lettori.
La grafica e l’apparato illustrativo, attribuito a Stephen Gammell, hanno contribuito a rendere il progetto particolarmente contestabile. Nelle classifiche successive degli anni 2010 il libro scende dalla vetta, ma continua a essere indicato come oggetto di sfide periodiche, mantenendo la propria forza nel generare reazioni forti in pubblico di età diverse.