Unfilmable books: perché Hollywood non riesce a realizzarli
Alcuni romanzi sembrano nati per restare sulla pagina: la trasposizione cinematografica, quando prova a partire, incontra ostacoli ripetuti. Non si tratta di un semplice problema di sceneggiatura, ma di qualcosa di più difficile da rendere: atmosfera, ritmo, struttura narrativa e percezione interna. In questo contesto si inseriscono titoli che, pur essendo celebri, risultano ancora oggi intrappolati in fasi di sviluppo mai decollate o progetti interrotti.
Di seguito vengono raccolti alcuni esempi emblematici, con le ragioni che hanno rallentato o fermato le versioni su grande o piccolo schermo, dagli autori più influenti fino a opere diventate veri e propri “casi” per Hollywood.
romanzi considerati “quasi impossibili” da filmare: perché la pagina resiste
In generale, le storie elencate propongono componenti difficili da rendere con l’immagine. Anche quando un adattamento viene tentato, spesso non riesce a trasferire la parte intangibile che rende il testo unico. Questo non significa che l’industria non abbia provato: i tentativi esistono, ma l’equilibrio tra forma e contenuto si rompe troppo spesso.
Le opere citate condividono quindi un destino comune: progetti bloccati, scelte estetiche non riproducibili o difficoltà nel mantenere energia e significato dell’originale.
at the mountains of madness: lovecraft e le “grandi” ombre che non si lasciano catturare
h.p. lovecraft, pubblicazione nel 1936: adattamenti rari e sviluppo fermo
H.P. Lovecraft è considerato una delle basi del horror moderno e molte sue influenze si ritrovano in produzioni del Novecento e del Duemila. In ambito cinematografico, però, la sua bibliografia risulta scarsamente rappresentata, con eccezioni come i film di Re-Animator e il relativo immaginario vicino a From Beyond. Tra le novelline rimaste più a lungo nei cantieri c’è At the Mountains of Madness, oggetto di lunghe fasi di stallo.
Il punto centrale è legato al modo in cui Lovecraft descrive il male incommensurabile: il contenuto, una volta tradotto in immagine, rischia di non reggere il confronto. Le creature possono essere suggerite, ma la scala e l’idea degli “old gods” sullo schermo diventano un passaggio problematico, secondo la valutazione dell’industria.
Nel tempo, una delle figure più ricorrenti nei tentativi è Guillermo del Toro: nel 2010 iniziò a lavorare al progetto, poi nel 2021 emerse l’ipotesi di una versione animata o in stop-motion. In occasione di altre produzioni, del Toro ha però indicato che il lavoro sull’adattamento lovecraftiano risulta nuovamente interrotto.
catcher in the rye: j.d. salinger e il problema dell’interiorità
j.d. salinger, pubblicazione nel 1951: tentativi ripetuti ma blocchi persistenti
The Catcher in the Rye è entrato nell’immaginario per la sua fama di lettura “forzata” nel contesto scolastico, insieme ad altri classici. Il romanzo è spesso riletto in età adulta con una comprensione diversa di ciò che l’autore intendeva trasmettere: al centro c’è una voce narrativa costruita sull’esperienza interna.
Dal lato cinematografico, un adattamento non sembra vicino: il libro compie 75 anni e, in diverse epoche, i grandi nomi di Hollywood hanno almeno valutato l’idea. Tra i registi citati figurano Billy Wilder e Steven Spielberg. Lo stesso J.D. Salinger avrebbe bloccato alcune iniziative, ritenendo che la prospettiva e l’interiorità del protagonista, Holden Caulfield, non fossero traducibili efficacemente in un film.
Resta dunque aperto il nodo: anche quando l’adolescenza come tema può risultare senza tempo, un adattamento che mantenga l’essenza potrebbe essere difficile da costruire in un’epoca diversa da quella di riferimento.
the sirens of titan: kurt vonnegut e una lunga serie di stop
kurt vonnegut, pubblicazione nel 1959: dalla tv mancata ai diritti riassegnati
Nel 2017 è stato riportato che Dan Harmon, creatore di Community e co-creatore di Rick & Morty, stesse lavorando a un progetto televisivo legato a The Sirens of Titan. A distanza di tempo, quel piano non si è concretizzato. L’opera rimane quindi ancora senza adattamento.
La vicenda non si ferma ai tentativi più recenti: nei primi anni Ottanta, Kurt Vonnegut vendette i diritti cinematografici a Jerry Garcia, chitarrista dei Grateful Dead. Garcia lavorò per anni a una sceneggiatura, ma il progetto non superò quel passaggio. Dopo la sua scomparsa nel 1995, i diritti vennero affidati a Robert B. Weide, che in precedenza aveva adattato Mother Night. Anche in questo caso, l’operazione non arrivò alla produzione.
Successivamente, sarebbe stata ottenuta l’approvazione di Vonnegut su una bozza di sceneggiatura tramite James V. Hart, poco prima della morte dell’autore nel 2007. L’iter non decollò. Nel frattempo Harmon tentò ancora, senza arrivare al risultato.
the crying of lot 49: thomas pynchon e l’energia che rischia di perdersi
thomas pynchon, pubblicazione nel 1966: un caso “perfetto” ma sfuggente
Thomas Pynchon è spesso associato a progetti considerati non adatti a essere trasformati in film. Non mancano eccezioni e tentativi complessivi, ma le opere più note rimangono un terreno difficile. In questo quadro, la novella The Crying of Lot 49, pubblicata nel 1966, viene descritta come un testo che avrebbe potuto arrivare sullo schermo, pur rimanendo coinvolto in difficoltà di adattamento.
Il riferimento è anche al fatto che il lavoro di Pynchon non è solo trama e personaggi: viene richiamata una definizione “pynchoniana” legata a una satira paranoica. L’osservazione principale è che i personaggi e la struttura della storia potrebbero essere spostati in un formato diverso, ma se non viene mantenuta la forza complessiva dell’originale, l’adattamento tende a risultare piatto.
a confederacy of dunces: john kennedy toole e una comica difficile da rendere
john kennedy toole, pubblicazione nel 1980: dalla scomparsa dell’autore al cantiere infinito
A Confederacy of Dunces è un romanzo amatissimo e rientra tra i testi vincitori del Pulitzer citati. La sua storia editoriale è segnata da tragedia: John Kennedy Toole avrebbe scritto il romanzo per gran parte degli anni Sessanta e poi, nel 1969, avrebbe messo fine alla propria vita. Il manoscritto rimase per anni inutilizzato finché la madre lo riscoprì e lavorò per la pubblicazione.
Dopo l’uscita postuma, arrivò anche il riconoscimento: l’opera vinse il premio letterario più conosciuto. In seguito, molte personalità di Hollywood sarebbero state collegate a un adattamento, ma senza arrivare a un esito stabile.
- John Belushi
- John Candy
- John Goodman
- John Waters
- Steven Soderbergh
- Will Farrell
- Stephen Fry
Un tentativo più recente ha portato a Nirvanna the Band the Show the Movie, nato inizialmente come adattamento di Confederacy of Dunces. Ciò che è arrivato sullo schermo, però, non risulta legato al romanzo. Il regista Matt Johnson avrebbe trasformato il progetto in qualcosa di radicalmente differente, suggerendo in modo indiretto che il libro potrebbe non essere pensato per una traduzione diretta in film.
blood meridian: cormac mccarthy e l’equilibrio tra bellezza e violenza
cormac mccarthy, pubblicazione nel 1985: un “grande” adattamento che non si è mai fatto
Blood Meridian: Or, An Evening Redness in the West è presentato come l’istanza più attesa: un romanzo così riconosciuto da far nascere la richiesta di un adattamento, ma anche così difficile da realizzare da impedire che il progetto prenda forma. La preoccupazione principale è l’equilibrio tra prosa lirica e immagini violente: su carta, il testo riesce a unire elementi contrastanti, mentre su schermo il rischio sarebbe quello di perdere la bellezza mantenendo soltanto l’orrore.
Il romanzo è descritto inoltre come intensamente filosofico. Una figura come Judge Holden viene indicata come tra le più inquietanti della letteratura anche per la sua intelligenza. Il “protagonista”, definito in modo indiretto come un kid, evolve in un assassino spietato. Per Hollywood la sfida diventa quindi anche legata a quanto sia desiderabile esplorare certe componenti in modo diretto.
house of leaves: mark z. danielewski e la struttura che sfugge al cinema
mark z. danielewski, pubblicazione nel 2000: un horror metatestuale con molti centri
House of Leaves viene definito come un incrocio tra atmosfere lovecraftiane e sensi pynchoniani. È un horror metanarrativo che ruota attorno a un’opera “accademica” collegata a una finta documentazione: un documentario su una casa “infestata” in modo non convenzionale. Tra le ragioni della sua notorietà spicca l’inventiva strutturale.
Nonostante la ricchezza formale, la traduzione in grande o piccola produzione non ha avuto seguito concreto. Il testo è descritto come un libro con molti centri, e l’ostacolo sarebbe l’impossibilità, per sceneggiatori o registi, di stabilire con chiarezza da dove comincia, dove finisce e come rendere sullo schermo i misteri di base.
Anche l’evoluzione delle serie tv “di prestigio” viene citata come possibile elemento che rende l’adattamento più praticabile, ma nel periodo indicato il progetto resta fermo tra le principali opere dell’inizio del Duemila che non sono diventate un progetto cinematografico di grande budget.
the amazing adventures of kavalier & clay: michael chabon e l’adattamento che non trova slancio
michael chabon, pubblicazione nel 2000: una storia generazionale legata all’industria dei fumetti
The Amazing Adventures of Kavalier & Clay è il secondo romanzo citato come vincitore del Pulitzer. Il racconto è presentato come una storia generazionale che rispecchia anche l’evoluzione dell’industria del fumetto. I protagonisti vengono descritti come figure surrogate degli autori di Superman, Jerry Siegel e Joe Shuster, ma con ispirazioni collegate a personaggi reali come Jack Kirby, Stan Lee, Bob Kane, Bill Finger e altri.
Autore Michael Chabon avrebbe adattato la propria opera in una sceneggiatura nei primi anni Duemila, ma la realizzazione si è bloccata e non ne è nato alcun film. Nel 2011 si è parlato di una miniserie, mentre nel 2019 l’autore avrebbe firmato un accordo per un nuovo tentativo come serie continua per Showtime. Nonostante ciò, il progetto non avrebbe acquisito ulteriore slancio.
Il romanzo è descritto come una narrazione ampia della storia americana moderna vista attraverso la cultura pop. Proprio per questo, risulta ancora più insolito che, nel lungo periodo, alcuni grandi nomi non abbiano avviato un adattamento stabile.