The last of us, 14 anni prima lo sci-fi dimenticato aveva già anticipato la sua idea migliore
Un’epoca di storie post-apocalittiche continua a riaffiorare quando emerge un dettaglio capace di avvicinare universi narrativi tra loro distanti. The Last of Us, con la sua premessa su un futuro sconvolto da una pandemia fungina, ha reso immediatamente riconoscibile un timore troppo realistico. A questo scenario si affianca un riferimento storico che anticipa, con dinamiche molto simili, alcune idee legate all’infezione e alla trasformazione delle persone.
the last of us e l’apocalisse da pandemia fungina
The Last of Us nasce prima dai videogame e poi si consolida anche come serie televisiva. La base narrativa ruota attorno alla possibilità, tutt’altro che astratta, che un mondo intero venga travolto da una catastrofe biologica legata a un’infezione fungina. Nel contesto contemporaneo, l’impatto emotivo aumenta perché la fiction giunge quando l’attenzione pubblica è già alta verso le conseguenze delle pandemie.
La forza del progetto risiede nella percezione di credibilità dell’universo rappresentato: nonostante non si arrivi agli stessi esiti degli zombie in senso stretto, l’idea di un contagio che destabilizza società e coscienze risulta plausibile e quindi più inquietante.
primeval: una serie britannica (2007-2011) con un concept vicino
Prima che The Last of Us diventasse un punto di riferimento del genere, un’altra produzione britannica aveva proposto un’ossatura in parte sovrapponibile. Primeval, trasmessa su ITV dal 2007 al 2011 e articolata su cinque stagioni, appare oggi quasi dimenticata, ma risulta importante per la presenza di un meccanismo narrativo che tocca temi simili.
il ruolo del professor nick cutter e il punto di partenza
La storia di Primeval non coincide con quella di The Last of Us sul piano generale. Al centro c’è il professor Nick Cutter, paleontologo, che insieme a una squadra di scienziati indaga su un avvistamento anomalo. L’obiettivo include anche una ricerca personale: la moglie, scomparsa anni prima nella Foresta di Dean.
Nel corso delle vicende, la creatura osservata si rivela legata a un evento eccezionale: arriva ai giorni nostri grazie a un’anomalia spazio-temporale. Da quel momento, il gruppo si ritrova davanti a fenomeni sempre più rischiosi, capaci di mutare l’equilibrio delle situazioni in corso.
primeval e l’episodio della quinta stagione con infezione fungina
Anche se la maggior parte degli episodi di Primeval ruota attorno a dinosauri e creature preistoriche, il collegamento più diretto con The Last of Us emerge in modo particolare. Nel terzo episodio della quinta stagione, lo scenario cambia registro e introduce un parassita che arriva dal futuro e si origina dai funghi.
meccanismo di contagio e trasformazione in assassini
Nel racconto, il parassita è in grado di infettare gli esseri umani consumandone corpo e mente, trasformando infine le persone in mostri assassini. L’episodio costruisce anche una via di contenimento: i protagonisti scoprono che il freddo e il ghiaccio costituiscono la chiave per contrastare il fungo e limitare l’espansione dell’epidemia.
affinità tra la serie britannica e il cordyceps: tempistiche e somiglianze
Le trame restano diverse nei contorni, ma il concept appare sorprendentemente vicino. La messa in onda dell’episodio di Primeval avviene nel 2009, quindi quattro anni prima dell’uscita del primo videogioco di The Last of Us e ben quattordici anni prima della serie con Pedro Pascal e Bella Ramsey.
Il punto di contatto risiede nelle somiglianze tra il virus/contagio rappresentato nella fiction britannica e il Cordyceps, elemento centrale nell’universo di The Last of Us. L’accostamento solleva una domanda implicita sul modo in cui alcuni autori o ispirazioni possano aver intercettato idee analoghe.
ospiti e cast: pedro pascal e bella ramsey nella serie
Tra i volti associati alla versione televisiva di The Last of Us compaiono:
- Pedro Pascal
- Bella Ramsey