Midsommar e alien: la nuova serie horror da brividi e con potenziale da capolavoro

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Odin arriva come nuova serie horror firmata da un team di creatori molto seguito: la trama intreccia atmosfere nordiche e una caccia spietata, con un gruppo che punta a evocare una divinità nordica finendo per imbattersi in qualcosa di più antico e pericoloso. La pubblicazione del primo numero, il progetto in nove uscite e le prime immagini ufficiali delineano un racconto intenso, costruito su presupposti provocatori e su una minaccia che non risponde alle richieste di aiuto.

odin: horror tra norvegia, caccia e divinità antiche

La serie Odin unisce l’ambientazione scandinava a una dinamica di cat-and-mouse, in cui un gruppo in viaggio si ritrova perseguitato da un predatore difficile da comprendere. Il contesto scelto amplifica l’elemento di isolamento: i boschi gelidi della Norvegia diventano lo scenario di un’imboscata che cresce numero dopo numero, rendendo la tensione costante.

La premessa parte da un’idea precisa: un viaggio con l’obiettivo di mettersi in contatto con gli dei nordici. Il risultato è una discesa in profondità verso una presenza diversa da quella attesa, più remota, più mortale e soprattutto non incline ad ascoltare.

odin #1: la missione dei neo nazisti e la promessa di un “dio”

Nel primo numero, la storia segue la giornalista Adela che si inserisce sotto copertura in un gruppo di neo nazisti presentati come punk. L’obiettivo dichiarato è quello di evocare Odin, credendo di ottenere una sorta di destino bianco promesso dal loro progetto.

All’interno del quadro narrativo, la spedizione porta nel cuore delle foreste nordiche: non arriva però l’entità immaginata, ma una forma di “dio” più antica e in grado di trasformare l’attesa in una minaccia reale. Le scelte del gruppo vengono così travolte dalla natura del pericolo incontrato.

adela in prima linea nella caccia

Il racconto pone Adela al centro, con la determinazione a trovare la “storia perfetta” anche a costo di immergersi in un contesto estremamente rischioso. Il viaggio nella zona ghiacciata si configura come una trappola: l’arrivo nel bosco non porta risposte, ma conferma che nessun dio è pronto a intervenire in aiuto.

La sintesi del primo numero mette a fuoco un incrocio tra elementi riconoscibili dell’horror: l’infiltrazione in un gruppo guidato da credenze distorte e l’ambiente gelido che trasforma ogni passo in una minaccia imminente. Il meccanismo narrativo si alimenta anche dall’idea che ciò che si trova nel bosco sia più vecchio e più strano di qualsiasi comprensione del gruppo.

personaggi e membri del cast: neo nazisti, adela e il destino nelle foreste

  • Adela, reporter sotto copertura
  • Robert (ex Roberto)
  • Austin
  • Tanner
  • Odin, presenza rappresentata in varie forme

odin: durata in nove uscite e focus su motivazioni diverse

Il progetto è strutturato in nove numeri. Il primo esce con pubblicazione imminente, mentre le informazioni disponibili sui successivi indicano un andamento costruito su prospettive differenti: ogni volume tende a mettere sotto i riflettori un membro diverso del gruppo neo nazista, così da esplorare cosa li spinge davvero a intraprendere la spedizione nel wilderness.

il secondo e il terzo numero: obiettivi e trasformazioni

Le trame dei numeri due e tre descrivono la spedizione come un percorso che cambia i rapporti interni e l’idea stessa di “destino”. In sintesi:

  • per Robert, la rinuncia a essere “Roberto” serve a integrarsi nel gruppo e ora porta all’arrivo nelle foreste norvegesi per evocare un “dio”, con la possibile necessità di perdere “molto, molto di più”
  • per la spedizione complessiva, ciascun membro parte con una motivazione personale: Austin cerca la propria “grande destinazione bianca”, mentre Tanner desidera un obiettivo più immediato; intanto Adela insegue una storia

Il filo comune resta l’idea che gli antichi dei del bosco non siano interessati ai desideri umani. Le loro pulsioni non coincidono con quelle del gruppo, e questo scarto alimenta la violenza narrativa.

odin e le prime copertine: animali scheletrici e divinità dall’occhio singolo

Le copertine dei primi tre numeri mostrano Adela confrontarsi con animali scheletrici in varie forme. La scelta visiva suggerisce che gli dei inquietanti del bosco si manifestino attraverso la natura stessa, piegandola in direzioni corrotte e disturbanti.

Le immagini diffuse delineano un horror già molto marcato: un rapace avvolto da pelle umana, una testa punk che svanisce verso la luce delle stelle e una luna intrisa di sangue. Sono dettagli che rafforzano l’idea di un orrore corporeo e simbolico.

la presenza di odin nelle immagini

Oltre agli animali corrotti, emergono anche immagini del dio nordico Odin con un occhio. Le indicazioni fornite suggeriscono che almeno in alcune forme il gruppo ottenga ciò che ha cercato, ma con un esito lontano dalle aspettative iniziali.

il team creativo di odin: una serie costruita da autori di area horror

James Tynion IV è indicato come una delle figure più seguite del fumetto contemporaneo, con titoli che includono Something Is Killing the Children, The Nice House on the Lake, The Department of Truth ed Exquisite Corpses. La sua presenza nel progetto è associata alla probabilità che Odin raggiunga un alto livello qualitativo, soprattutto grazie al resto del team.

marguerite bennett e la scrittura senza freni

Marguerite Bennett è citata come autrice con esperienza in ambito supereroistico e con lavori come Witchblade e M.O.M.: Mother of Madness. La sua parte in Odin viene collegata a una scrittura definita “no-holds-barred”, in linea con un horror che non evita tabù.

letizia cadonici e jordi(e) bellaire: stile e resa visiva

Letizia Cadonici arriva da una collaborazione con Tynion in House of Slaughter. Jordie Bellaire viene presentata come colorista premiata, coinvolta anche in The Vision, Absolute Wonder Woman e The Nice House on the Lake.

La collaborazione è completata da Tom Napolitano, indicato come professionista con esperienze su più serie, inclusi progetti come Batman/Teenage Mutant Ninja Turtles, The Closet e altri lavori collegati al lavoro di Tynion e Gavin Fullerton.

Insieme, il gruppo creativo viene descritto come forza capace di sostenere un impianto horror teso e provocatorio: con l’avvio della collana a partire dal primo numero, l’attenzione si concentra sul ritmo della caccia, sulla trasformazione degli obiettivi umani e sulla natura inquietante della divinità incontrata.

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