Marvel ultimate 23 tutto quello che fa bene la serie
Il percorso dell’Ultimate Universe di Marvel sta volgendo al termine e, con esso, anche la testata incentrata sull’idea di “nuovi inizi” perde spazio. In particolare, l’ultima fase di The Ultimates #23 concentra un finale spettacolare che prova a chiudere conti cruciali, ma lo fa attraverso scelte narrative che lasciano spazio a dubbi e frizioni. Qui di seguito vengono ricostruiti i punti chiave: motivi per cui il numero risulta il più debole del ciclo, elementi che rendono il capitolo comunque memorabile e, più in generale, perché l’esperimento proposto dalla serie resta centrale nel panorama editoriale.
the ultimates #23: perché è apparso come il punto più debole del run
In The Ultimates #23 la storia cambia asse rispetto al quadro più ampio: invece di rimanere centrata sullo scontro con le forze del Maker, il racconto si sposta sul combattimento tra Thor e Sif contro Loki, con l’obiettivo di riconquistare Asgard. La sequenza cresce rapidamente fino a diventare una guerra totale che include figure e creature note, tra cui Surtr, Hela, Mangog e il Fenris Wolf.
Il risultato finale, più che puntare alla sconfitta immediata di Loki, porta Thor ad accettare l’inevitabile: viene consentita la distruzione di Asgard per permettere l’arrivo del Ragnarok e far sì che la morte dei protagonisti apri la strada a nuovi dei. L’impianto, dal punto di vista concettuale, potrebbe essere considerato ambizioso; in pratica, parte della resa narrativa appare però schiacciata da tempi e connessioni che non convincono pienamente.
Un primo nodo riguarda il ritorno di Thor e Sif all’interno del filone della serie: pur essendo tra i membri fondatori degli Ultimates, i due abbandonano il gruppo per seguire la missione contro Loki e la riconquista di Asgard. Secondo la lettura proposta, The Ultimates #23 è il primo momento in cui quella linea viene ripresa dopo oltre un anno, lasciando l’impressione di trovarsi davanti alla chiusura di una storia che non è stata davvero vissuta nel dettaglio.
Il problema si riflette anche nell’arco conclusivo: la fine del percorso di The Ultimates viene descritta come discontinua, più simile a una raccolta di episodi singoli che a una progressione compatta. La gran parte dei passaggi principali viene infatti associata a un’altra testata, mentre l’ultima porzione di questa serie appare orientata a chiudere archi residui e a correre verso una conclusione.
- Thor
- Sif
- Loki
- Surtr
- Hela
- Mangog
- Fenris Wolf
the ultimates #23: cosa lo rende speciale nonostante i limiti
Accanto alle criticità, viene riconosciuta anche una forte componente di valore: The Ultimates #23 riesce a risultare efficace se trattato come storia autonoma, grazie a soluzioni che puntano su poesia e simbolismo. Un elemento decisivo è il cambio di équipe artistica: il numero rinuncia al consueto Juan Frigeri e introduce Stipan Morian, già collaboratore di Deniz Camp in opere come 20th Century Men e Bleeding Hearts.
Sotto la penna di Morian, il numero adotta un tratto descritto come fortemente psichedelico: l’arte accentua sia il caos del conflitto sia la natura quasi “da fiaba” della narrazione, contribuendo a rendere la lettura più distintiva rispetto alle aspettative standard di una storia supereroistica.
scrittura poetica e costruzione emotiva della guerra
La qualità percepita riguarda anche la parte testuale. La prosa viene indicata come capace di valorizzare sia l’azione intensa sia i momenti più carichi di emozione: tra i passaggi citati, compare il dolore di Thor per Sif e l’accettazione della morte da parte di Thor e Loki, fino all’adesione al Ragnarok. Il tono, secondo la lettura, rende più evidente il peso personale dietro la catastrofe.
Le ultime pagine vengono inoltre descritte come un riferimento intenzionale alle origini dei New Gods legate a quanto raffigurato da Jack Kirby, elemento che viene presentato come rispettoso e al tempo stesso creativo.
- Stipan Morian (artista)
- Deniz Camp (già autore di riferimenti precedenti)
- Jack Kirby (punto di riferimento tematico per i New Gods)
- Thor
- Loki
- Sif
the ultimates come sperimentazione: il valore in un universo in chiusura
Il capitolo viene collocato in una cornice più ampia: in un periodo in cui il nuovo Ultimate Universe sta finendo, la serie viene letta come un esempio di ciò che Marvel necessita per mantenere vitalità creativa, cioè l’audacia. La critica ricorrente all’editoria viene richiamata come ricerca di maggiore varietà, con storie meno ripetitive e più propense a cercare strade nuove.
In questa prospettiva, The Ultimates #23 viene indicato come un prodotto che spinge oltre i confini: non solo nella resa grafica, ma anche nella struttura e nella narrazione. La lettura del numero è quindi doppia: da un lato i collegamenti con l’arco generale risultano difficili, dall’altro la proposta appare unica e originale, capace di differenziare la testata e renderla memorabile.
La conclusione evidenzia il paradosso: la scomparsa imminente dell’universo rende la perdita più dolorosa, soprattutto perché The Ultimates rappresenta uno dei contenuti che meglio mostrano cosa significhi davvero sperimentare nel fumetto di supereroi.