Girls: la migliore alternativa a euphoria che migliora ogni stagione
Il confronto tra Euphoria e Girls riaccende l’attenzione sul racconto dell’età adulta in tv: da un lato l’impatto iniziale e le scelte controverse, dall’altro una storia cresciuta nel tempo con un materiale più stabile. Il focus si concentra sulle ragioni del rallentamento percepito in Euphoria e sul perché Girls continui a risultare una proposta centrale per chi cerca un tono più “terreno”, sostenuto da un cast molto riconoscibile.
euphoria stagione 3: aspettative alte e reazioni forti
Dopo anni di attesa, la stagione 3 di Euphoria ha deluso una parte del pubblico. Le polemiche legate a trame e momenti specifici hanno alimentato il dibattito, mentre il punto più sensibile è stata la variazione di tono della serie. Il risultato percepito è un allontanamento da ciò che aveva reso Euphoria un teen drama capace di raccontare la crescita dentro un mondo digitale.
Quando i personaggi principali passano la soglia dell’età scolastica senza più quel legame narrativo, la serie finisce per sembrare più simile a un dramma generico sull’età adulta, con la componente provocatoria come tratto distintivo principale.
il ruolo decisivo del cast in euphoria
Nonostante il materiale ritenuto meno efficace nella terza stagione, Euphoria mantiene una solidità notevole grazie all’interpretazione dei protagonisti. La produzione ha contribuito a trasformare diversi volti in star di primo piano, mantenendo comunque un livello alto anche quando la scrittura risulta più debole.
Nell’insieme, i nomi citati restano un riferimento centrale nell’esperienza della serie.
- Zendaya nel ruolo di Rue Bennett
- Sydney Sweeney nel ruolo di Cassie Howard
- Jacob Elordi nel ruolo di Nate Jacob
- Alexa Demie nel ruolo di Maddy Perez
- Maude Apatow nel ruolo di Lexi Howard
girls: una storia di crescita adulta con più continuità
Per chi cerca un altro racconto di formazione rivolto a un pubblico adulto, Girls viene indicato come alternativa vicina per intensità e capacità di scatenare discussioni. La serie di Lena Dunham, ambientata nella vita complicata di giovani millennial, ha suscitato controversie fin dalla prima stagione, soprattutto per la presenza di contenuti sessuali ed espliciti e per la costruzione di personaggi poco idealizzati.
Anche senza uniformarsi alle aspettative individuali, resta difficile ignorare l’impatto delle performance e la completezza del percorso narrativo: la serie offre materiale di livello per tutta la corsa, a differenza della sensazione di perdita di sostanza attribuita alla terza stagione di Euphoria.
girls e la “voce” dei personaggi: autenticità e scelte discutibili
Hannah Horvath viene presentata come figura centrale: il suo atteggiamento egocentrico e la dichiarazione “in parte” profetica di essere la voce della propria generazione anticipano un ritratto senza filtri. Attraverso Hannah, Lena Dunham costruisce una rappresentazione della vita post-università in cui i personaggi possono risultare tanto “spigolosi” quanto il mondo a cui si tenta di accedere.
Il contrasto con Euphoria si basa sullo stile: Euphoria viene associata a estetica, glamour e dettagli visivi molto curati; Girls, invece, viene descritta come più ruvida, con un tono che richiama sbavature del mattino dopo e situazioni nate da collegamenti poco saggi.
le controversie di girls: dal corpo esplicito alla questione del contesto
Le accuse rivolte a Girls non sono considerate assenti. Parte del dibattito, infatti, ha portato domande più ampie sul motivo per cui la discussione si sia concentrata così a lungo sui contenuti espliciti. In particolare, sono state citate spesso le scene nude ricorrenti di Dunham, e si è discusso se l’osservazione critica riguardasse davvero l’esplicità in sé oppure il fatto che il sesso fosse centrato su una donna non aderente a canoni di magrezza “da Hollywood”, spesso con partner maschili tradizionalmente attraenti.
mental health, identità e crescita: cosa resta di girls e cosa perde euphoria
La narrazione di Euphoria viene comunque riconosciuta per la capacità di parlare di salute mentale, identità LGBTQ+ e di quanto sia complesso crescere nella generazione Gen Z. Il problema indicato nasce però con la terza stagione: togliendo lucentezza e stile, Euphoria avrebbe perso parte della sostanza e della forza nel rappresentare la generazione che pretende di descrivere.
Nel parallelo, Girls non viene descritta come capace solo di scandire scandali: al centro rimane una voce narrativa coerente, anche quando i personaggi risultano problematici.
girls: quando conviene recuperarla o rivederla
Il momento indicato per il recupero di Girls è sostenuto da un ritorno nel dibattito pop grazie all’uscita di un secondo memoir di Lena Dunham, Famesick, pubblicato il 14 aprile. Il libro viene descritto come centrato sulla scalata rapida al successo legata a Girls e sul costo mentale e fisico di quel percorso.
Allo sguardo retrospettivo, viene associato anche un senso di disagio: sono menzionate accuse di Dunham su episodi sul set, oltre a una rottura con la showrunner di Girls, Jenni Konner. In parallelo, però, torna la tesi principale: Girls viene indicata come un’opera unica e universale sul diventare adulti, con un riconoscimento che non sarebbe stato superato da altre serie nello stesso ambito.
un confronto numerico: rotten tomatoes girls ed euphoria
Per misurare la percezione delle stagioni, viene riportato un riepilogo dei punteggi su Rotten Tomatoes.
- girls
- stagione 1 (2012): 94%
- stagione 2 (2013): 94%
- stagione 3 (2014): 91%
- stagione 4 (2015): 83%
- stagione 5 (2016): 86%
- stagione 6 (2017): 90%
- euphoria
- stagione 1 (2019): 80%
- stagione 2 (2022): 78%
- stagione 3 (2026): 41%
girls come alternativa per la stessa voglia di provocazione
Il recupero di Girls viene sostenuto anche dall’idea che, dopo il primo impatto delle trame più shock di Euphoria, resterebbe meno sostanza. In questo scenario, Girls risulterebbe l’opzione più adatta per chi cerca una serie di formazione provocatoria ma con contenuti che puntano a dire qualcosa di concreto.
La sensazione finale è che, mentre Euphoria nella terza stagione venga associata a un progressivo calo di efficacia, Girls conserva un linguaggio riconoscibile e una continuità che rende la visione ancora valida.