Manhwa thriller duo torna con horror e mistero sconvolgente
Un nuovo titolo sta riaccendendo l’attenzione nella scena manhwa, riunendo due autori già riconosciuti per l’impatto nel genere horror thriller su Webtoon. Copycat si presenta con una premessa inquietante e costruita per far crescere tensione e sospetti: un ex docente e la sua arte diventano involontariamente il modello di un assassino seriale che trasforma i delitti in “installazioni” crude e studiati esposizioni.
carnby kim e youngchan hwang: ritorno su webtoon con copycat
Quando i nomi di Carnby Kim e Youngchan Hwang tornano in evidenza nella sezione Top Picks for You, l’attesa cresce rapidamente. Il loro lavoro su Webtoon è associato a storie ad alto tasso di tensione, capaci di unire intelligenza narrativa e una componente subversiva tipica del thriller. Tra le opere collegate al loro stile sul canale figurano anche titoli come Shotgun e Pigpen, quest’ultimo in linea per ottenere una trasposizione in K-drama dallo Studio N.
Ora, la coppia autoriale torna con Copycat, una serie incentrata su Suchan Kim. Il protagonista è un insegnante di arte in difficoltà, legato suo malgrado a un assassino seriale: il killer allestisce omicidi come se fossero opere, smonta e rimonta i corpi e li espone in scenografie raccapriccianti. La fonte d’ispirazione parte da un fallimento passato: un’esibizione del 2020 mai riuscita davvero. Il punto di rottura non riguarda solo la violenza, ma anche il fatto che l’assassino plaghi il lavoro di Suchan e lo monetizzi.
copycat su webtoon: rilascio dei capitoli e struttura della storia
Copycat ha debuttato il 14 aprile 2026 con l’arrivo di 10 nuovi capitoli. Per i capitoli successivi, il calendario prevede nuove uscite ogni mercoledì sulla piattaforma Webtoon. La storia si muove attorno a un killer chiamato Jahak, termine coreano associato all’idea di autodistruzione, che compie omicidi orchestrati come fossero figure da vetrina: i corpi vengono presentati in modo quasi scenografico, conservati in un’esposizione a freddo e “posati” con un’ambientazione disturbante.
premessa del killer jahak e dinamiche degli omicidi
Ogni uccisione segue un’impostazione ricorrente: le vittime vengono sistemate come se venissero colpite e “uccise” da una loro versione alternativa. In questo modo, l’orrore non si limita all’atto in sé, ma diventa composizione, installazione e messaggio. Il killer, inoltre, si collega alle opere esistenti e continua a sfruttarle, inserendo il proprio progetto in una cornice che richiama lo stile riconoscibile dell’universo narrativo degli autori.
All’interno della trama, Suchan appare come un personaggio pieno di crepe: in vita accumula problemi e fatica a ottenere rispetto come insegnante presso l’Accademia d’Arte Dragon. Il suo momento di svolta avrebbe dovuto arrivare anni prima, durante un evento espositivo elaborato basato su modelli dal vivo: l’iniziativa si blocca con la pandemia e l’affluenza si ferma a 32 ospiti, lasciando l’ambizione incompleta. Da qui la frattura: quando Suchan sente parlare dell’“art serial killer” associato a Jahak, la somiglianza del modus operandi emerge subito e diventa centrale.
suchan kim: dal fallimento artistico alla scoperta del plagio
La ricerca del protagonista porta a un fatto determinante: i delitti riprendono in modo esplicito e macabro elementi dell’arte che Suchan aveva presentato in galleria. I lavori vengono poi rivenduti e trasformati in profitti enormi, grazie alla vendita su dark web e aste in ambienti riservati, con cifre milionarie. Di fronte a questo scenario, la reazione di Suchan non si concentra soltanto sul disgusto: nasce anche una rabbia specifica, legata alla sottrazione creativa, cioè all’appropriazione di idee.
La strategia del protagonista parte dalle tracce personali più dirette: l’indagine si avvia dal suo legame con l’evento passato e, in particolare, dall’elenco dei visitatori annotato nel guestbook. In questa struttura investigativa, ogni figura associata all’esposizione può diventare un potenziale sospettato, almeno finché non emergono elementi sufficienti per scagionare.
copycat: il plagio come motore narrativo del thriller
In Copycat, la posta in gioco non resta confinata all’indagine sugli omicidi. Il fulcro diventa la corruzione del concetto di arte: il plagio non è soltanto un tema morale, ma un meccanismo narrativo che collega l’universo creativo del protagonista al progetto criminale. Le figure del killer compaiono in modo frammentario, con visioni inquietanti e surreali che mostrano un personaggio esile e coperto, mentre appende e dispone le vittime con un controllo scenico che richiama altre dinamiche iconiche del sottogenere.
indagini senza supporto e cerchio di sospetti
Nel corso della storia, Suchan indaga mettendo a rischio la propria incolumità e senza un supporto diretto della polizia, perseguendo l’obiettivo con una motivazione personale: non la giustizia in senso astratto, ma la necessità di affrontare chi ha rubato idee e trasformato quelle idee in violenza. Man mano che si approfondiscono le persone presenti in galleria, emergono alibi che sembrano chiudere ogni via e, allo stesso tempo, un effetto opposto: alcune circostanze riportano l’attenzione su Suchan stesso, perché le sue opere diventano pericolose “ispirazioni” legate a Jahak.
All’interno del racconto si inserisce anche una dimensione relazionale: tra i contatti del protagonista compaiono persone che possono apparire sia problematiche sia ferite da traumi. La credibilità come sospetti può alternarsi, finché non vengono stabilite prove concrete. In mezzo a tutto, Suchan mostra la possibilità di comprendere collegamenti vecchi e conosciuti, mentre l’ossessione investigativa lo spinge sempre più a fondo nello scenario oscuro costruito dalla serie su Webtoon.