Thunderbolts salvano le nuove fasi del mcu: cosa cambia davvero
Le fasi più recenti del Marvel Cinematic Universe hanno lasciato spazio a giudizi contrastanti: dopo un primo periodo in forte crescita, alcuni titoli hanno soddisfatto meno di altri, generando un senso di discontinuità e di collegamenti meno immediati. In questo scenario, Thunderbolts* emerge come un tassello capace di rimettere ordine, collegando eventi post-Avengers: Endgame e rendendo più coerente il percorso verso il prossimo grande appuntamento.
Thunderbolts* collega storie post-endgame e ricompone i fili
La sensazione di partenza complessa nasceva dal tipo di squadra messa al centro. Il film si concentra su figure che in precedenza erano state secondarie oppure con un ruolo da antagonisti. Questo rende più difficile impostare un impatto immediato, perché mancano volti storicamente trainanti come Thor, Captain Marvel o Deadpool. Nonostante questo, la scelta si rivela funzionale: Thunderbolts* riunisce infatti più filoni narrativi sviluppati dopo la fine della Infinity Saga.
personaggi chiave e motivazioni che trovano continuità
Il cast lavora come ponte tra passato e presente. La presenza di Yelena Belova risulta particolarmente solida, perché è un personaggio già ampiamente delineato dopo Endgame. Accanto a lei, Bucky Barnes svolge un ruolo centrale e contribuisce a dare al gruppo una spina emotiva riconoscibile. L’inserimento di John Walker rafforza inoltre la sua traiettoria iniziata in The Falcon and the Winter Soldier, collegandola al periodo successivo al suo fallimento nel ruolo di Captain America.
Un altro elemento determinante riguarda Alexei, padre adottivo di Yelena, che prosegue una storia avviata in Black Widow. Al centro delle connessioni strategiche rimane anche Valentina Allegra de Fontaine, figura ricorrente tra Hawkeye e Black Panther: Wakanda Forever, capace di mettere insieme la squadra. Nel film viene mostrato che Valentina acquista la Avengers Tower e che possiede il potere di dare un nome all’unità, con motivazioni meno lineari rispetto a quelle associate a Nick Fury.
- Yelena Belova
- Bucky Barnes
- John Walker
- Alexei
- Valentina Allegra de Fontaine
Thunderbolts* costruisce un legame da “famiglia” tra i componenti
Un punto forte del film consiste nella natura del gruppo: l’unità centrale arriva sullo schermo come un incontro iniziale. Questo approccio permette ai membri di sviluppare una relazione prima di essere considerati pienamente una “squadra” nel quadro più grande del MCU. L’effetto complessivo è che Thunderbolts* risulta diverso rispetto alle formazioni viste in precedenza, perché il legame tra i membri non è già assestato, ma viene costruito durante la storia.
dinamiche interne e coesione emotiva del team
Il film presenta un insieme di persone “spezzate” che trovano la possibilità di superare gli ostacoli facendo affidamento l’una sull’altra. Anche l’impostazione delle difficoltà e dell’affrontare un avversario potente richiama una logica di lavoro comune e di supporto reciproco. Il risultato è una coesione percepibile come unità familiare, che aumenta l’attenzione del pubblico verso il gruppo.
Questa relazione incide anche sul modo in cui la squadra verrà considerata nelle fasi successive: quando si arriva al contesto di Avengers: Doomsday, il legame del team è già stato stabilito, rendendo più concreto l’interesse per ciò che accadrà ai personaggi.
Thunderbolts* fa crescere l’empatia verso i personaggi
Il film ottiene un risultato inatteso: la costruzione di affetto e coinvolgimento verso i membri del gruppo. In particolare, Yelena e Bucky possono contare su un passato già visibile in più opere, così da arrivare in scena con elementi narrativi riconoscibili. Per il resto del team, l’esito è più complesso, ma l’opera riesce a rendere i vari protagonisti interessanti anche per chi non li conosceva così a fondo.
John Walker e Alexei, da figure problematiche a legami più umani
John Walker era conosciuto soprattutto come una versione “sbagliata” di Captain America, arrivata anche dopo un atto gravemente criticabile in diretta TV. Nel film, invece, la sua evoluzione passa attraverso la costruzione di un rapporto con il gruppo e attraverso l’empatia legata alla perdita della famiglia. Il percorso resta orientato alla redenzione.
Alexei, già presente in Black Widow come figura associata a conseguenze negative verso le sue figlie adottive, ottiene qui più spazio per mostrare un lato più umano e anche scherzoso. Il film lo rappresenta con un ruolo più vicino a quello di figura genitoriale per Yelena.
limiti del film: Ava Starr e la presentazione di Bob
Nonostante l’impianto complessivo funzioni, restano aree non pienamente approfondite. Una critica riguarda Ava Starr, a cui viene dato un contributo ridotto nelle scene disponibili. Le informazioni sul suo passato non risultano completate oltre a quanto già noto, limitando la quantità di elementi utili a comprenderne con più precisione la storia.
Per Bob, invece, l’attenzione si concentra su una novità narrativa: viene introdotto come personaggio con abilità di rilievo e con una lotta personale collegata alla salute mentale. Anche la sua relazione con Yelena alimenta la curiosità verso sviluppi futuri, spingendo a voler vedere maggiormente il personaggio in seguito.
- Yelena Belova
- Bucky Barnes
- John Walker
- Alexei
- Ava Starr
- Bob
Thunderbolts* prepara Avengers: Doomsday con collegamenti e scene post-credito
Una delle critiche più ricorrenti verso la fase attuale del MCU riguarda la sensazione di frammentazione. Avengers: Doomsday rischia quindi di non risultare costruito con la stessa chiarezza dei film precedenti: non viene mostrato pienamente il principale antagonista e il gruppo di riferimento include persone viste soprattutto in storie più isolate, senza un’unione completa.
Thunderbolts* contribuisce a ridurre questa distanza. Il film collega l’assetto della squadra verso l’evento più grande e utilizza la post-credits scene per accennare ad altri elementi. In particolare, una battuta di Bucky chiarisce che Sam Wilson non è soddisfatto del fatto che il gruppo venga chiamato “Avengers”, suggerendo che durante Avengers: Doomsday possa crearsi una tensione tra le parti. La scena finale anticipa anche come entrino in gioco i Fantastic Four, rafforzando l’idea di un quadro in evoluzione per i prossimi capitoli.