Teatro delle Vittorie in vendita, Fiorello attacca i manifesti davanti alla sede: non si dovrebbe vendere, video

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La possibile vendita del Teatro delle Vittorie sta facendo discutere il pubblico e diversi volti noti del mondo dello spettacolo. Tra iniziative online, richieste di tutela e prese di posizione pubbliche, il dibattito si concentra su un punto: mantenere l’immobile legato alla storia della tv di Stato evitando che diventi un bene destinato ad altro uso. La vicenda si intreccia anche con la memoria di Pippo Baudo, indicato come figura simbolica da onorare attraverso un diverso destino per la struttura.

teatro delle vittorie in vendita: cosa ha deciso la rai

La Rai ha stabilito che il Teatro delle Vittorie sia in vendita. Le offerte potranno essere presentate entro una data specifica, fissata al 22 maggio 2026. Terminata questa fase, la società valuterà a chi concedere l’immobile, determinando le prossime scelte operative.
Il tema non è nuovo: da mesi circola l’idea di procedere con l’alienazione della struttura, al punto da generare reazioni organizzate anche sul web.

petizione e richieste alternative per la gestione dell’immobile

Online è stata avviata una petizione finalizzata a bloccare l’operazione. Su Change.org sono state raccolte molte adesioni contrarie alla vendita e tra i sostenitori di un percorso alternativo compaiono firme di personaggi noti.
Tra i nomi citati come fautori di un’ipotesi diversa rientrano:

  • Flavio Insinna
  • Enrico Melozzi

L’impostazione proposta punta a lasciare il Teatro in gestione alla Rai e a intitolarlo alla memoria di Pippo Baudo, per mantenere vivo il legame tra l’edificio e il contributo riconosciuto al Servizio Pubblico.

fiorello contro la vendita: manifesti davanti al teatro

La contrarietà alla vendita si è tradotta in un’azione pubblica. Rosario Fiorello non si è limitato a sostenere l’argomento online: si è recato davanti al Teatro delle Vittorie e ha fatto affiggere o mostrare alcuni manifesti.

frasi e messaggio: “non si vende” e “non si dovrebbe vendere”

Sulle scritte in evidenza compare un messaggio diretto:

  • “Questo teatro non è in vendita!”
  • “Questo teatro non si dovrebbe vendere!”

Nel contesto della protesta, Fiorello pubblica anche un video social. La clip viene realizzata con il supporto del collega Fabrizio Biggio, con dichiarazioni che collegano la vendita a un rischio per lo spettacolo italiano e per il rispetto verso Pippo Baudo e verso i programmi che hanno trovato spazio dentro la struttura.

l’impostazione della protesta durante la programmazione

Fiorello prosegue richiamando l’attenzione sul tema e indicando che l’intenzione è mettere in risalto l’esigenza di trovare un alternative alla vendita del Teatro delle Vittorie. La posizione viene presentata come netta e collegata alla volontà di non ignorare l’operazione avviata dalla Rai.

il messaggio social e il sostegno degli utenti

Nel flusso di commenti raccolto sotto l’account dello showman, la discussione risulta allineata sulla stessa linea. Secondo molti interventi, il Teatro dovrebbe restare alla Rai e continuare a ospitare iniziative interne nella struttura.
Tra le possibilità richiamate compare l’idea di un tributo attraverso un museo a cielo aperto e, in alternativa o in parallelo, la continuità di utilizzo dell’immobile per attività connesse alla programmazione.
Nel ragionamento emerso tra gli utenti rientra anche il valore degli spazi come studio televisivo, elemento sostenuto da ricordi di trasmissioni ospitate nel Teatro.

affari tuoi nel delle vittorie prima del passaggio

Tra i riferimenti citati, viene menzionato lo scorso anno il fatto che Affari Tuoi, prima di passare agli Studi Elios a Roma, si sia tenuto all’interno del Delle Vittorie. Questo dettaglio viene utilizzato come prova della continuità d’uso dello stabile e del suo ruolo nella storia recente dell’offerta televisiva.

il punto decisivo resta il 22 maggio 2026

Con le manifestazioni pubbliche e l’attivazione di firme e sostegni, la vicenda mantiene alta l’attenzione fino alla fase conclusiva. La scadenza del 22 maggio 2026 rappresenta il passaggio centrale: dopo quella data, la Rai stabilirà i passi successivi e l’esito delle valutazioni legate all’immobile.
Intanto, la richiesta di preservare il Teatro come luogo simbolico e funzionale alla televisione di Stato continua a emergere con forza, sostenuta sia da voci note sia dal riscontro del pubblico.

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