Oshi no ko ending: è ancora tra i peggiori finali di manga di sempre?

Contenuti dell'articolo

Oshi no Ko ha conquistato rapidamente il pubblico con una storia incentrata sull’industria dell’intrattenimento e sui suoi lati più problematici. La parabola editoriale si è poi conclusa nel 2024, mentre l’adattamento animato continua. Il finale, però, ha alimentato molte discussioni: in particolare per il trattamento dell’antagonista, per la mancanza di un lieto fine e per il modo in cui alcuni snodi sembrano discostarsi dai temi che hanno caratterizzato l’opera.
Di seguito vengono ricostruiti i punti chiave delle critiche legate alla conclusione della serie, con un focus sulle scelte narrative che hanno lasciato il segno tra lettori e spettatori.

oshi no ko: finale e controversie intorno alla storia conclusiva

Il passaggio finale è stato spesso percepito come una chiusura poco soddisfacente rispetto alle aspettative costruite nel corso della trama. In diversi casi, personaggi principali e secondari sono stati ritenuti arrivare a esiti tra i più duri, con risvolti che non offrono evoluzioni considerate convincenti. Il risultato è stato un giudizio ampiamente sfavorevole: il finale è stato descritto come uno dei più discussi del 2024, proprio perché chiamato a “chiudere i conti” con un impianto narrativo che prometteva ben altro tipo di payoff.

oshi no ko: la conclusione del villain sembra anticlimattica

hikaru kamiki e la fine del conflitto con aqua e ruby

Una parte consistente delle polemiche ha riguardato Hikaru Kamiki, indicato come figura di riferimento del male e antagonista centrale. Pur essendoci stato un momento di incertezza—con l’idea che Kamiki potesse cambiare prospettiva e con la rivelazione di un altro antagonista—le fasi finali avrebbero ristabilito, in modo esplicito, che Kamiki resta davvero il fulcro delle tensioni narrative.
La critica principale nasce dal modo in cui viene gestita la sua eliminazione. Dopo una fase in cui Kamiki si vanta delle proprie azioni e sfrutta un punto di pressione legato all’impossibilità di colpire senza compromettere la reputazione di Ruby, la reazione di Aqua viene incanalata verso una dinamica drammatica: Aqua si accoltella, poi Kamiki e Aqua finiscono in mare così da far apparire il tutto come un omicidio-suicidio. In questa cornice, Kamiki perderebbe progressivamente la maschera di controllo perché, di fatto, senza un reale margine d’azione.
Il nodo contestato è che, nonostante anni di crescita narrativa e una lunga preparazione, la caduta di Kamiki risulta poco all’altezza del percorso costruito, soprattutto per chi aveva seguito la storia dall’inizio.

  • Hikaru Kamiki
  • Aqua
  • Ruby

oshi no ko: un finale senza lieto fine reale per nessuno

nessun personaggio ne esce davvero “meglio”

Un’altra obiezione molto diffusa riguarda la percezione di un finale privo di un vero sollievo. L’idea contestata è che Aqua muoia senza aver trasformato fino in fondo la propria trasformazione emotiva: il suo percorso era legato alla volontà di trovare una forma di felicità dopo la morte di Ai e dopo tutte le esperienze negative legate alle sue identità. Per questo, l’esito finale appare come un’occasione mancata: la traiettoria del personaggio viene letta come interrotta senza dare concretezza a ciò che aveva cercato.
Le critiche si estendono anche ad altri personaggi, considerati incapaci di ricevere chiarimenti o costruire relazioni realmente “in pari”. In base alle contestazioni riportate, emergerebbero questi problemi:

  • Kana non riceve un chiarimento definitivo sui sentimenti di Aqua.
  • Akane non riesce a instaurare un legame alla pari con Aqua, in chiave platonica o romantica.
  • Miyako non ottiene che Aqua e Ruby la vivano davvero come una madre, con un rapporto riconosciuto e autentico.
  • Altri personaggi legati ad Aqua non ottengono una chiusura emotiva effettiva, con risoluzioni ritenute insufficienti.

Il capitolo conclusivo, secondo questa lettura, utilizzerebbe una sequenza di immagini in cui si procede “oltre” la morte di Aqua, ma senza mostrare con precisione i passaggi interiori necessari. Per questo motivo, l’impressione sarebbe che gli esiti finali lascino tutti in condizioni peggiori.

oshi no ko: il finale contraddice l’impianto centrale della serie

il tema dell’industria e il destino di aqua e ruby

La critica ulteriore riguarda la coerenza tra i temi principali e le scelte dell’epilogo. L’opera è stata descritta come una costruzione che smonta l’ambiente dello spettacolo, evidenziando come il settore possa risultare nocivo per chi vi opera e per chi ne subisce le pressioni. In questo processo, anche il ritratto di Ai viene progressivamente scomposto per mostrarne difetti e contraddizioni, fino ad arrivare a come tali elementi possano influire in modo indiretto su un personaggio come Kamiki.
In questa cornice, la scelta che viene contestata è l’idea che Aqua muoia per proteggere la carriera di Ruby senza considerare in modo pieno i sentimenti della persona dietro l’immagine pubblica. La conseguenza percepita è che il finale finirebbe per allontanarsi dai presupposti della critica sociale, rendendo la conclusione meno coerente e, per alcuni, persino “un’occasione sprecata”.
Una parte della contestazione riguarda anche l’evoluzione di Ruby. Il suo arco finale viene accostato a quello di Ai: Ruby finirebbe nella stessa trappola, cioè nel ricorso a menzogne per mascherare il dolore e nell’idea di “andare avanti” come se tutto fosse accettabile, senza ironia o frizione narrativa. In base a questa lettura, il finale mostrerebbe questo parallelo come positivo, e proprio questo renderebbe la conclusione ancor più contestata.

  • Ai
  • Ruby
  • Aqua

aka akasaka: un finale divisivo che alimenta un trend sulle chiusure

kaguya-sama, love agency e la percezione di difficoltà con gli epiloghi

Le discussioni non si limitano al singolo titolo. Secondo la ricostruzione proposta, la controversia sul finale di Oshi no Ko viene inserita in un quadro più ampio: l’idea che Aka Akasaka fatichi a chiudere le storie nei modi ritenuti più efficaci. In quest’ottica, si cita la ricezione spesso negativa dell’arco conclusivo di Kaguya-sama: Love Is War, criticato per la risoluzione giudicata problematica di questioni familiari e di altri percorsi narrativi.
In aggiunta, viene ricordato che Love Agency avrebbe subito una cancellazione dopo poco tempo dalla serializzazione. Questo elemento rafforzerebbe, nelle percezioni dei lettori, la convinzione che le chiusure non riescano a soddisfare pienamente il pubblico.

  • Aka Akasaka
  • Kaguya-sama: Love Is War
  • Love Agency

può l’anime migliorare il finale di oshi no ko?

adattamento in corso e aspettative sulla resa finale

Nonostante le critiche legate alla conclusione del manga, la versione animata risulta ancora in corso, con il racconto che prosegue. L’osservazione centrale è che un lavoro di adattamento potrebbe, in teoria, cambiare o espandere parti cruciali: alcuni fan ipotizzano anche una possibile alternanza dell’epilogo. L’impressione riportata è che, a meno di modifiche profonde o di un epilogo più dilatato, la risposta del pubblico resterebbe simile, perché la natura del problema viene associata alle scelte dell’ultima fase narrativa.
In ogni caso, l’anime avrebbe già mostrato la capacità di rendere momenti determinanti con grande impatto, portando a schermo passaggi particolarmente controversi. Per il futuro, il punto di attenzione rimane la stessa domanda: se la parte finale riuscirà a smorzare la delusione oppure se la percezione negativa continuerà a prevalere tra le nuove platee.

oshi no ko: il giudizio sul finale tra delusione e valutazione complessiva

un epilogo non definito “il peggiore”, ma comunque pesante

Le reazioni più dure nascono dal confronto tra la qualità potenziale della storia e l’esito finale. La trama avrebbe preparato a lungo tensioni legate alla vendetta e a un’aspettativa di payoff, ma l’elaborazione conclusiva risulterebbe meno efficace di quanto promesso. L’epilogo viene descritto come orientato a un tono amaro-bilanciato, più vicino alla speranza che alla pura tragedia, ma la mancanza di risoluzione soddisfacente e la percepita dissonanza con i temi principali rendono il risultato comunque oggetto di forte derisione.
Pur non essendo identificato come lo scenario più negativo possibile, il finale viene comunque considerato capace di generare delusione: la storia non verrebbe resa “inutile”, ma sarebbe difficile ignorare perché una parte del pubblico continui a giudicarlo negativamente.

Rispondi