Nbc non ha imparato la lezione da chicago pd il colpo di scena odiato da tutti

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Nonostante la quattordicesima stagione di Chicago P.D. debba ancora arrivare su NBC, è già stata resa nota una svolta importante per la Intelligence Unit in vista dell’autunno. LaRoyce Hawkins, volto di Kevin Atwater dal debutto della serie nel 2014, lascia il cast in qualità di series regular. Il punto centrale riguarda però il destino del personaggio: le indicazioni disponibili suggeriscono che il suo addio non sarà immediato, ma verrà completato con alcuni episodi finali, facendo riemergere meccanismi narrativi già visti in passato.

laroyce hawkins lascia chicago p.d.: atwater esce dalla serie regolare

Le informazioni emerse indicano che LaRoyce Hawkins non continuerà nel ruolo di Kevin Atwater come presenza fissa. La partenza, Non coincide con una cancellazione definitiva senza seguito: per la stagione 14 sono previste 2-3 puntate destinate a concludere le linee narrative rimanenti legate al personaggio.
Questa impostazione appare coerente con un precedente simile della serie, in cui l’uscita di un protagonista venne gestita con il ritorno di attenzione sul personaggio proprio negli episodi conclusivi, anziché attraverso una transizione graduale tra una stagione e l’altra. In particolare, il confronto più diretto riguarda l’uscita di Jesse Lee Soffer nei panni di Jay Halstead, avvenuta nella stagione 10.

  • Kevin Atwater (LaRoyce Hawkins)
  • Jesse Lee Soffer nel ruolo di Jay Halstead (punto di confronto)

halstead e l’addio in tre episodi: una struttura considerata poco soddisfacente

L’uscita di Halstead è spesso ricordata come un caso in cui il tempo riservato non è stato sufficiente a costruire un commiato coerente e pienamente riuscito. Nella stagione 10, Soffer tornò per tre episodi, comunicati come occasione per preparare l’uscita di un personaggio ormai presente dall’inizio dell’unità. Il risultato, invece, fu una scelta narrativa che rimandò gran parte dell’evoluzione proprio fino all’ultima apparizione come membro fisso.

tre episodi non bastarono per un congedo all’altezza

Il racconto della serie mostrò che, nonostante ci fossero accenni alle difficoltà di Halstead nel rapporto con Voight e al tema del “superare certe linee”, i primi due episodi della stagione 10 vennero percepiti come poco incisivi sul piano emotivo. Le svolte più significative vennero concentrate in un solo blocco finale: crollo personale, dimissioni dalla CPD, decisione di lasciare la moglie e saluto a Voight dentro un’unica finestra temporale.
Un finale così compresso ha finito per risultare insoddisfacente per una parte del pubblico, soprattutto perché alcuni spettatori avrebbero preferito un addio diverso, più netto, anziché una giustificazione che richiedeva tempo e spazio narrativo maggiori.

  • Voight (richiamato come centro emotivo della prima parte)
  • Burgess e Ruzek (funzioni narrative nei primi episodi)
  • Jay Halstead (focus concentrato negli episodi finali)

atwater: storie aperte e poca finestra per chiudere davvero

Per Atwater, la questione diventa più delicata perché la stagione 13 aveva già costruito elementi utili allo sviluppo del personaggio, senza portarli necessariamente a completa risoluzione. Nel percorso personale, ad esempio, la relazione con Tasha Fox aveva prodotto un elemento determinante: dopo una notte insieme prima della partenza di lei per Miami, venne prospettata una gravidanza che inizialmente suggeriva la possibilità di un trasferimento. In seguito, però, Tasha tornò a Chicago per ricostruire la propria vita nella città.
In parallelo, Atwater aveva rafforzato anche un legame familiare: il ritorno in scena del padre, Lew, iniziato nella stagione 10, aveva riportato radici importanti nella vita del personaggio, mantenendo un collegamento stabile con la comunità di Chicago.

promozione e ruolo: un percorso iniziato ma rimasto in sospeso

Altro elemento che rende l’uscita più complessa riguarda il tema della carriera. Atwater sembrava a lungo il candidato più naturale per il passaggio di grado a detective. La Intelligence Unit, dopo l’uscita di Halstead e Upton, rimase senza i profili in quel ruolo; in quell’occasione, però, la promozione toccò a Burgess. Il punto sottolineato dalla storia è che i segnali per un’evoluzione di Atwater erano già presenti da tempo, ma non si sono concretizzati per come ci si aspettava.
In sintesi, le linee narrative irrisolte rendono difficile ipotizzare che 2-3 episodi possano garantire un addio pieno e coerente, anche nel caso in cui la struttura della stagione cambiasse temporaneamente ritmo rispetto al modello consueto.

  • Tasha Fox (tema della relazione e del ritorno a Chicago)
  • Lew (riconnessione paterna)
  • Burgess (promozione e confronto sul percorso di carriera)
  • Upton (richiamata come riferimento a cambi di organico)

confronto con chicago fire: matt casey come esempio di uscita più costruita

Per misurare la possibile riuscita dell’uscita di Atwater, viene richiamato un modello considerato più efficace dentro il franchise One Chicago: l’uscita di Matt Casey da Chicago Fire. In quel caso, la storia predispose un congedo progressivo, culminando in una decisione compatibile con lo sviluppo accumulato lungo la stagione.

un percorso emotivo che arriva fino alla decisione finale

Matt Casey, interpretato da Jesse Lee Spencer, rimase series regular dal primo episodio nel 2012 fino al 200° episodio nella stagione 10. Pur in presenza di un ensemble ampio tipico di Chicago Fire, la narrazione costruì lentamente la motivazione della partenza, rendendo credibile la scelta di lasciare la città.
Il risultato fu un addio amaramente coerente: Casey si trasferì nel Pacifico Nord per occuparsi dei figli di un pompiere deceduto. In più, venne mantenuta una porta aperta che non obbligò la relazione con Brett a chiudersi definitivamente, permettendo eventuali ritorni del personaggio in seguito.
Rispetto a questo, l’analogia proposta sottolinea che l’uscita di Halstead e la possibile uscita di Atwater condividono il rischio di ripetere una dinamica in cui il ritorno di attenzione sul personaggio arriva troppo vicino alla conclusione.

  • Matt Casey (Jesse Lee Spencer)
  • Brett (relazione citata come elemento non necessariamente conclusivo)

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